La nostra pediatra ha la gioia interiore

Stetoscopio pediatraLa nostra pediatra è una donna che ha la gioia interiore. Una di quelle sempre contenta, ma totalmente disorganizzata. E’ brava, perché ha molta esperienza. Peccato che non ci sia mai. E’ più facile parlare col Papa che con lei. Ha solo un’ora al mattino a giorni alterni in cui risponde al telefono ai poveri genitori con un figlio malato. Poi si tuffa nelle visite. Da poco ha cambiato studio per andare in uno più grande. E per non farsi mancare nulla ha assunto una segretaria. Peccato che sia totalmente imbranata. Brava donna, per carità, ma imbranata. Chissà, forse l’ha scelta a sua immagine.

Quando il gnappo aveva la febbre abbiamo cercato di parlare e di prendere un appuntamento. Ma lei non c’era. “E’ fuori a un convegno”, ci ha detto la segretaria, torna domani. Il giorno dopo, dopo una notte di inferno col gnappo febbricitante che alle 5 di mattina, nel lettone, addirittura se l’era fatta completamente addosso e io a mò di zombie l’ho dovuto cambiare risvegliato da un certo odorino (ovviamente Anna non si è accorta di nulla) ci siamo svegliati dopo le 9. E dopo le 9 c’è lo “stop alle telefonate”, manco fosse un televoto. La segretaria dixit: “Le mandi un messaggino, poi lei lo vede e vi richiamerà”. Certo, ancora aspetto la chiamata.

Per disperazione siamo andati al pronto soccorso. Per scoprire dopo che quando la pediatra non c’è, deve comunque avere una sostituta. Ma questo la segretaria mica ce l’ha detto. ce l’hanno detto i poveri medici del PS, giustamente inviperiti. ma quel giorno dov’era la nostra pediatra? Esattamente all’ospedale dove avevamo portato il gnappo. Il convegno era lì.

Lo ha scoperto Anna che essendo riuscita giorni dopo a prendere la linea le ha spiegato la cura che avevano prescritto al gnappo al PS e le ha chiesto un certificato per la riammissione al nido. “Ah, ma ero lì anch’io quella mattina! E ho pensato: ‘Chissà se incontro qualche mio paziente che mi sta cercando in studio e io non ci sono. Ahaha, che combinazione”. Il tutto con un candore supremo. Perché lei c’ha la gioia interiore. Nulla la può turbare. Beata lei. Così poi a prendere il certificato ci sono andato io. E ho visto di persona la disorganizzazione della coppia pediatra-segretaria. Con il cellulare che continuava a squillare e la segretaria impotente che rispondeva dicendo: “Le mandi un messaggino”. Dejà vu.