La pace dei sensi

 pace dei sensi

Sesso, questo dimenticato.

Quando creai questa categoria di articoli per il blog, Anna era incinta del gnappo.

Già allora sapevo che, con l’arrivo di un figlio, l’eros non sarebbe stato più come ai primi tempi.

All’inizio, devo dire, è stata dura.

Non perché io sia un erotomane (almeno spero!) ma perché dai 20 ai 30 anni a fare quella cosa lì hai un altro slancio.

Poi ti trovi catapultato in un altro mondo. La tua dolce metà ha una pancia che cresce a dismisura. E dopo il parto le priorità, giustamente, sono altre.

Quando sei in due, tutto è rose e fiori.

Non ci sono orari, giorni, posti…

Poi la stanchezza fisica per la cura della prole, per il lavoro e per tutto il resto può prendere il sopravvento e l’ars amatoria si riduce.

Tutto questo era così fino a qualche anno fa.

E chi ha la pazienza di leggere questo blog papà da un po’ di anni lo sa bene.

C’è anche chi mi ha confortato, criticato, aiutato…

Adesso però è un’altra storia.

Dico davvero.

Anche il corpo maschile, come credo quello femminile, cambia alla soglia dei 40 anni.

E, sinceramente, non ho più tutto quello slancio di qualche anno fa.

Anche quell’attrazione spasmodica verso la gnappa che mi ha accompagnato dalla pubertà fino all’età adulta.

Adesso gli ormoni sono meno reattivi.

La castità più o meno prolungata (non parliamo di mesi, ma di settimane, giusto per essere chiari) crea un senso di pace con il mio corpo che mi sembra salutare.

La pace dei sensi, si dice.

Ti senti in pace davvero.

L’eterosessualità non è più una condanna. Impari a conviverci senza troppi traumi sapendo che mica per forza si deve esercitare.

L’unico senso che ancora si potrebbe tenere meglio a bada è la vista magari. Ma anche qui, rispetto ad anni fa, ci sono stati grandi progressi.

Ormai vedere una gnocca ragazza avvenente fa sì piacere. Ma è un puro piacere estetico, non erotico.

Un po’ come quando sei davanti a una statua del Canova.

Ne apprezzi l’estetica, le proporzioni, ma mica te la vorresti zompare.

Perché tu tanto sei in pace. Con te stesso, con i tuoi sensi.

Che non vuol dire allora che non li devi mai più esercitare. I c.d. “doveri coniugali” si adempiono sempre.

Ma senza andarseli troppo a cercare.

Tradotto brutalmente: senza stressare morbosamente Anna per la gnappa.

Adesso sembra tutto più equilibrato.

Io non mi tiro indietro, ma non faccio neanche l’uomo addosso.

Non so se questo è un bene o un male, ma va così. Non vorrei sbilanciare il tutto dall’altra parte. Ma va così.

E il bello è che non compenso sfogandomi a tavola né ho iniziato a fumare.

Il corpo si sente in pace.

Si vede che sto invecchiando.