La pratica brandina e la febbre a orologeria

Dopo l’inkazzatura con il mondo è tornato il sereno. Così come, dopo quattro giorni di inserimento all’asilo, è tornata la febbre. Taaaac. Aveva dato un avvertimento esattamente la settimana scorsa arrivando a 38.5. Venerdì sera avevo pianificato un aperitivo fuori con alcuni amici che ancora non avevano mai visto il gnappo da quando è nato. Era tutto organizzato da me alla (quasi) perfezione. Ovviamente saltò all’ultimo minuto.

Poi la febbre passò nel giro di un giorno. Il gnappo fu spedito all’asilo lunedì e io nel mentre, ancora in pieno mood organizzativ-Filiniano decisi di riprovarci con una uscita per una pizza con gli stessi amici e il gnappo per domani.

Ieri sera era un po’ caldo. Gli provo la febbre. Non ce l’ha. La notte però passa molto molto agitata. Lo mettiamo a letto con noi. Niente. La stufetta si sveglia ogni quarto d’ora piangendo. Alle 3 preso dalla disperazione, sentendo che sudava e scottava in fronte e in tutta la testina senza capelli, gli sparo in bocca una pipetta di takipirina 100. Poi lo rimetto nel suo lettino facendo scattare la “pratica brandina”.

L’ho scoperta la settimana scorsa quando gli è venuta la prima febbre. Funziona così: nel cuore della notte, ormai rassegnato, tiro fuori la brandina ikea dallo sgabuzzino e la metto di fianco al lettino del gnappo. Così almeno quando lui si sveglia sono già lì bello pronto per cullarlo/consolarlo/abbeverarlo ecc. e almeno Anna può dormire un po’. Anche stanotte, dopo le 3, è scattata la “pratica brandina”. Evidentemente però la taki ha fatto effetto e lui si è svegliato meno del previsto. Ad ogni “Uèèèè” bastava allungare la mano e cullargli il lettino per farlo spegnere.

Stamattina si sveglia alla solita ora. Sembra vada tutto bene. Prima di uscire di casa gli provo la febbre. Negativo. Tutto a posto. Vado al lavoro. Dopo una mezz’ora mi chiama Anna. “Ha 37.1”. Merda.

Ok, niente asilo. Teniamolo a casa in osservazione. E domani? Avevo già avvisato tutti cazzarola immunarola. Aspetto a disdire? Proviamogli la febbre verso sera e vediamo come va. Poi stasera decidiamo se tornare a casa dei miei (la pizzata era infatti con i miei amici del liceo) oppure far saltare tutto. Per la seconda volta. Non c’è due senza tre. Mannaggia alla febbre ad orologeria.