L’urlo di GiacoMunch

Anche questo week end ce lo siamo sparato dai nonni. Sempre dai miei. Ne abbiamo approfittato io per fare le mie cose (e per andare a votare) e Anna per lavorare un po’ scroccando l’adsl di casa (noi abbiamo solo una triste chiavetta che fa andare internet come con un modem a 56k).

Abbiamo approfittato dei nonni anche per uscire ben due volte di seguito da soli a cena e io per dormire un po’ di più. Sabato notte ho sentito il terremoto, ma il sonno era così profondo, che mi sono riaddormentato subito dopo. Per fortuna non ero nella zona dove è successo il vero disastro. Quando succedono certe cose rimango impetrito e ringrazio che non sia successo a me e ai miei cari. E’ solo fortuna. Il senso di impotenza è totale.

Tornando a noi, il gnappo è sempre più Dr Jekyll e Mr Hyde. Con noi, con i nonni paterni e materni si comporta in tre modi diversi. Quando è con noi ride spesso, fa i suoi versi, e alla mattina e alla sera lancia degli urli trogloditici a bocca aperta con un vocione tonante che sentiranno sicuramente anche i vicini.

Con i miei invece si rilassa. Non urla più, sorride meno, dorme un casino. Oggi per esempio, invece del suo solito pisolino di 30, max 45 minuti, si è sparato all’ora di pranzo più di tre ore di sonno indisturbato. Si vede che la casa gli concilia la ronfata.

Con i miei suoceri invece è più irrequieto. Con mio suocero in particolare ogni tanto fa il diavolo a 4. Piange, rompe le scatole, fa fatica ad addormentarsi. Strano perché loro sono quasi più tranquilli dei miei. Si vede che ci prende gusto a rompergli un po’ le scatole. In ogni caso, quando torniamo a casa dopo le varie trasferte, sprizza gioia da tutti i pori. Capisce al volo che quella è casa sua. E per festeggiare, come ha fatto oggi, ricomincia con la serie di urli beluini. Ci mancavano.