Matrimoni, dimmi che regalo fai e ti dirò chi sei

Sabato siamo stati al matrimonio di un mio ex compagno di classe. E’ il primo che si è sposato dopo di noi e che ci ha invitato a sua volta. Al nostro tavolo ci conoscevamo più o meno tutti ed è sembrato di stare a una serata tra amici.

Per fortuna non è successo come in certi matrimoni dove ti trovi al tavolo con degli sconosciuti e ti devi arrampicare in discorsi assurdi per intrattenere i commensali parlando del più e del meno (del tempo, di calcio, di come hai conosciuto gli sposi…). Già mi ero preparato psicologicamente a fare discorsi in inglese (visto che il matrimonio era international) o peggio ancora a sfoggiare le mie tre parole di tedesco per far ridere tutti (so dire solo Volkswagen, Kartoffeln, Guten morgen, Eins Zwei Polizei, Ein Bier bitte e poco altro). Questa volta invece ci è andata bene.

Anche per il regalo ce la siamo cavata con il minimo indispensabile (100 euro a testa) e non fare brutta figura, con una colletta per la lista-viaggio degli sposi insieme ai miei ex compagni di classe. Tra poco invece andremo ad altre nozze, dove Anna sarà la testimone della sposa (la sua migliore amica) e lì non ci è andata così bene (almeno per il mio portafoglio).

Per carità, è stato un restituire quello che i futuri sposi mi avevano regalato a loro volta per il nostro matrimonio (con qualcosina in più, perché restituire esattemente la cifra che ti avevano regalato pare brutto no?). Spero nei prossimi anni che non ci siano più di uno o due matrimoni l’anno di amici, altrimenti mi tocca fare un mutuo supplementare!

Ma se il dono dicono tutti che deve essere “gratuito” perché uno poi si deve sentire obbligato a contraccambiare? Qui tra matrimoni, battesimi, cresime, lauree, addii al nubilato c’è da spendere una fortuna! Manco fossimo al tempo del Potlatch (proibiti dai lungimiranti americani e canadesi). Qua ci vuole il portafoglio a fisarmonica… Lo so, sono un maledetto tirchio. Vabbè, w gli sposi!