Metterci il naso, ovvero le mie sniffate gnappesche

Da quando è nato il gnappo non faccio altro che annusarlo. Sono un “nasone” e mi piace mettere il naso dappertutto. Ma annusarlo è una delle cose che mi dà più soddisfazione da quando sono diventato papà. Solo due odori non mi piacciono: la sua cacca e il suo rigurgito. Per il resto, dal fiatino alla mattina al sudorino sotto il collo, è un delirio olfattivo che provoca dipendenza.

Ho notato anche che il gnappo da quando non beve più il latte ha cambiato odore. Prima era più dolce, delicato. Adesso è un po’ più forte e sa come di verdura (sarà il brodo per le pappe?). Me ne accorgo alla sera quando io e Anna gli annusiamo i vestiti: “Senti”, mi dice lei porgendomi la maglia “sa di gnappo!”.

Appena si sveglia, quando sbadiglia, gli infilo il naso in bocca per sentire la fiatella. Non puzza come quella micidiale di un adulto. Sa di letto, di sonno. Forse era migliore quando non aveva denti. Adesso che ne ha ben due è un po’ più forte, ma è comunque piacevole. E’ uno sbadiglio che sa proprio di sbadiglio. La cosa bella è che quando mi avvicino col naso lui mi spinge via infastidito. E te credo poverino!

Poi c’è il collo. La parte più bella da annusare. E’ un odore strano, difficilissimo da raccontare. Se fossi un sommelier potrei azzardare un mix di “bacche rosse, fieno, sentori di cuoio”, come un Merlot del 2007. Mmm, no, sa forse più di banana o pera. Boh?! Comunque buonissimo.

E poi ci sono i peppi. Quelli erano più spussoloni quando era piccolo piccolo. Nei primi mesi in cui metteva solo i tutoni. Adesso, sarà perché lo laviamo più spesso, sarà perché si toglie quasi sempre le calze rimanendo con i piedi all’aria, non spussano quasi più Uffa.

I (pochi) capelli invece sono delicati. Sanno quasi di shampo o bagnoschiuma, anche dopo un bel po’ averlo lavato. Aspettiamo che crescano.

Ad ogni bacio, già che ci sono, gli do anche una sniffatina. E’ diventata una droga. Pesante.