Nidi gratis, forse stavolta ce la facciamo: ecco come fare

Nidi gratis, forse stavolta ce la facciamo.

nidi gratis 2017 come partecipare

Dopo aver perso il bonus bebè suo tempo, quei soliti 80 euro di Renzi, aver perso il bonus mobili perché avevamo già ristrutturato casa (con detrazione ancora al 36% invece che al 50%), forse l’anno prossimo avremo l’asilo nido gratis per The Second, grazie al nuovo reddito di autonomia 2016 della Regione Lombardia.

Avevo visto in giro per Milano i cartelloni che parlavano di reddito di autonomia e nidi gratis, ma ho pensato: “Seee, sarà la solita fregatura, figurati se noi ci rientriamo dentro…”.

E invece no, pare, (pare…) che, per una volta, ce la potremmo anche fare.

Non mi sarei mai informato se ad Anna non fosse arrivata una mail direttamente dal Comune di Milano, dal cui sito noi paghiamo ormai da qualche anno le rette dell’asilo nido prima del gnappo e poi di The Second. E’ infatti il Comune che applica la direttiva regionale a quanto ho capito.

La mail del Comune di Milano per i nidi gratis diceva così:

Gent. famiglia,

 con Decreto Regionale n. 6637 del 14/07/2016 la Regione Lombardia ha approvato l’adesione del Comune di Milano alla misura “Nidi gratis” che prevede l’azzeramento della quota contributiva per i Nidi d’Infanzia.

Le condizioni di accesso dei beneficiari sono:

  • Isee inferiore o uguale a 20.000,00;
  • I genitori devono essere entrambi occupati o aver sottoscritto un patto di servizio personalizzato ai sensi del D.LGS N. 150/2015;
  • I genitori devono essere entrambi residenti in Regione Lombardia e almeno uno dei due residente da 5 anni continui all’atto della presentazione della domanda.

La domanda per aderire, debitamente compilata e con la documentazione richiesta, deve essere presentata entro il 31 agosto 2016.
Si precisa che informativa e modulistica sono disponibili all’indirizzo:

http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/servizi/educazione/Servizi_0-6_anni/Nidi_Micronidi/Nidi_Gratis

(Oh, figurati se ‘sti ipiegati tecnologici mettono un anchor text nella mail e non ti copiano-incollano il link per intero, col rischio che venga spezzato, ma vabé…).

Così diamo un’occhiata ai requisiti per avere l’asilo nido gratis e, spunta di qua, spunta di là, alla fine sembra che ci potremmo stare dentro.

Prima di partire per le vacanze in fretta e furia Anna ha compilato il tutto e io sono riuscito a portare il plico in Comune.

(A proposito, se avete amici interessati fateglielo sapere, in un mese, anche se ci sono le ferie di mezzo risparmiare in un anno dai duemila euro in su non è poi così male…).

Ah, ovviamente, ça va sans dire, l’iniziativa è regionale, quindi chi non vivesse in Lombardia al momento se la prende in quel posto. A meno che anche nella sua regione non varino sto benedetto reddito di autonomia. Caso a parte le regioni a statuto speciale che quelle tanto i soldi ce li hanno sempre e magari le agevolazioni già le anno, quelli stanno sempre bene. 😉

Nidi gratis 2016, i requisiti chiesti dalla Regione Lombardia

Requisiti: famiglie con minori da 3 a 36 mesi, indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20.000 euro e residenza in Lombardia per entrambi i genitori di cui almeno uno residente da 5 anni continuativi. I genitori devono lavorare o fruire di percorsi di politica attiva del lavoro (es. Dote Unica Lavoro o Garanzia Giovani).
Decorrenza: da maggio 2016.
Modalità di accesso: attraverso il Comune di riferimento, purché questo abbia aderito all’iniziativa.

Nidi gratis 2016, come funziona

La misura prevede, per le famiglie in possesso dei requisiti previsti, a partire da maggio 2016, l’azzeramento della retta pagata per i nidi pubblici o per i posti in nidi privati convenzionati con il pubblico, ad integrazione dell’abbattimento già riconosciuto dai Comuni.

Quindi sappiate che la misura è retroattiva e si applica quindi dal 1 maggio 2016 per le famiglie dei Comuni del primo e secondo gruppo. Il che vuol dire che se anche si fa domanda adesso e si sono già pagati i mesi di maggio, giugno e luglio 2016 del nido, questi verranno rimborsati.

Dal sito si legge ancora:

Per poter beneficiare della misura occorre che il Comune in cui è ubicato l’asilo nido abbia aderito alla misura.

I bambini che frequentano un asilo fuori dal Comune di residenza possono beneficiare della misura se l’asilo ha stipulato una convenzione con il Comune di provenienza o, in assenza di convenzione, applica una tariffa agevolata collegata all’ISEE anche ai “fuori sede”.

Qui l’elenco dei comuni idonei e qui di quelli riammessi all’iniziativa Nidi Gratis (in tutto sono 158 finora, ma altri se ne aggiungeranno)

Attenzione perché ci sono tanti Comuni che ancora non rientrano al momento (nel Bergamasco ad esempio nicchiano), ma che hanno comunque fatto richiesta successivamente e, come spiega il sito dell’Anci (l’associazione dei comuni italiani) potrebbero essere ammessi nella finestra che scade il 15 settembre 2016 e quindi far sì che i genitori abbiano l’agevolazione comunque retroattivamente, ma a partire dal 1 settembre 2016. In questo caso le famiglie se hanno i requisiti possono fare richiesta di adesione entro il 30 settembre.

Qui la modulistica per far aderire il vostro Comune all’iniziativa Nidi Gratis

Inoltre, per poter accedere all’iniziativa:

  • la famiglia deve avere tra i suoi componenti bambini da 3 a 36 mesi e un indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20.000 euro

  • entrambi i genitori devono risiedere in Lombardia (almeno uno da 5 anni continuativi) e lavorare o fruire di percorsi di politica attiva del lavoro (es. Dote Unica Lavoro o Garanzia Giovani). Nel caso di famiglie monogenitoriali, tutti i requisiti devono essere posseduti dall’unico genitore presente.

Ed è qui che per un pelo noi riusciamo ad entrare. Perché Anna, ha la residenza a Milano da poco più di 5 anni, mentre io solo da quando abbiamo fatto trasloco nella nuova casa quando il gnappo era ancora piccolo. he son già passati 4 anni eh, io vi ricordo e MI ricordo, anche se sembra ieri…

Senza contare poi che il nostro ISEE, ovviamente, è inferiore ai 20.000 euro, ma non perché bariamo non denunciando i nostri averi, ma proprio perché da qualche anno con Anna un po’ ferma sul lavoro, un mutuo megagalattico sulla testa oltre  al fatto che io non macchine intestate e du’ spicci in banca, siamo sempre al pelo.

Per quanto riguarda il lavoro invece, entrambi siamo a partita Iva, che è una delle possibilità previste, basta avere il certificato di attribuzione del numero di partita Iva che vi può mandare il commercialista, infatti, continua il sito:

  • per il genitore privo di lavoro si chiede ai sensi del decreto legislativo n.150/2015 di aver sottoscritto il patto di servizio in corso di validità erogato dagli operatori competenti.
  • per i genitori occupati con contratto di lavoro subordinato si chiede il certificato del datore di lavoro e per i genitori che svolgono un’attività autonoma si chiede il certificato di attribuzione del numero di partita IVA.
  • per genitori con invalidità civile, non compatibile con lo svolgimento di una attività lavorativa, sono richiesti gli estremi attestanti.
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La pubblicità del progetto Nidi gratis

Nidi Gratis Regione Lombardia, i moduli da compilare

Come sempre, per avere una qualche agevolazione c’è da compilare un po’ di scartoffie, ma niente di troppo complicato. Anzi.

I moduli veri e propri sono soltanto due: uno che è la domanda di ammissione vera e propria, mentre l’altro è l’informativa sulla privacy (bisogna compilarne una per ogni genitore).

Dopo aver compilato il tutto, bisogna allegare i certificati relativi al lavoro (il certificato del datore di lavoro per chi è dipendente e l’attribuzione del numero di partita Iva per chi è libero professionista) e la fotocopia della carta di identità (con data e firma è sempre meglio) e poi consegnare il tutto a mano in una delle sedi territoriali del Comune (tipo a Milano presso gli uffici dell’anagrafe generale in via Larga, quelli dei servizi educativi in via Porpora – che i genitori dei bambini milanesi ben conoscono – oppure in quelli che una volta si chiamavano consigli di zona e adesso si chiamano “Municipi” come a Roma).

Oppure spedirlo via PEC all’indirizzo: protocollo@postacert.comune.milano.it

Dopodiché, aspettare che la risposta arrivi dal Comune per non pagare più la retta dell’asilo nido nel 2017 e avere rimborsati i mesi da maggio 2016 in poi.

Ovviamente questo vale per chi ha i requisiti e ha fatto richiesta entro il 31 agosto 2016, mentre per gli altri, se i Comuni ancora non si sono dati una mossa, entro le scadenze successive, quindi moduli da consegnare entro il 30 settembre 2016, con agevolazione che parte però dal 1 settembre.

Va anche detto però che questa misura non si applica a chi ha i figli all’asilo nido privato. E qui bisognerebbe aprire una mega parentesi, perché anche noi siamo passati dal nido privato, visto che non avevamo i requisiti per entrare nella graduatoria al comunale. Ma questa è un’altra storia e chi segue questo blog sa già come la penso. Purtroppo non è detto che chi ha i figli che vanno al nido privato sia per forza benestante, anzi, spesso è una scelta obbligata…

Palazzo lombardia regione k

Palazzo Lombardia

Quali altre agevolazioni prevede il reddito di autonomia 2016 della Regione Lombardia?

Oltre all’asilo nido gratis ci sono altre agevolazioni in Lombardia che prevede questo fantomatico reddito di autonomia 2016 di cui Milano in queste settimane è tappezzata e che io pensavo fosse la solita trovata elettorale…

Eccole:

PER LE FAMIGLIE

Esenzione super ticket” sulle prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale

Requisiti: reddito familiare annuo lordo fino a 18.000 euro.
Decorrenza: avviata a ottobre 2015 prosegue per tutto il 2016.
Modalità di accesso: autocertificazione del reddito, per sé e per i familiari a carico, presso l’ATS di competenza territoriale che rilascerà l’attestazione di esenzione (codice di esenzione E15).

Per approfondimenti:
visita il sito della Direzione Welfare

“Bonus famiglia” per sostenere la maternità e i percorsi di crescita dei nuovi nati

In cosa consiste: 150 euro al mese (per i 6 mesi precedenti la nascita del bambino e per  i 6 mesi successivi alla nascita) fino ad un massimo di 1.800 euro. In caso di adozione, 150 euro al mese dall’ingresso del bambino in famiglia, fino ad un massimo di 900 euro.

Requisiti: per presentare la domanda la madre deve essere in stato di gravidanza o aver partorito nel mese di maggio (i parti avvenuti in un periodo precedente non potranno essere presi in considerazione) ed essere in possesso di un indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20.000 euro. E’ inoltre richiesta la residenza in Lombardia per entrambi i genitori di cui almeno uno per 5 anni continuativi.

Modalità di accesso: presentazione della domanda online a partire dal 1° giugno 2016 sul sito www.siage.regione.lombardia.it

Per approfondimenti: visita il sito della Direzione Reddito di Autonomia

PER GLI ANZIANI E I DISABILI

Voucher autonomia per anziani e disabili

In cosa consiste: voucher del valore di 400 euro al mese per 12 mesi.
Beneficiari: anziani, di età superiore a 75 anni con compromissione funzionale lieve e persone con disabilità intellettiva o con esiti da traumi o patologie invalidanti di età superiore a 16 anni.
Requisiti: indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20.000 euro.
Decorrenza: nel mese di luglio 2016 verranno emanati appositi bandi.

PER I DISOCCUPATI

“Progetto di Inserimento Lavorativo – PIL”

In cosa consiste: fino ad un massimo di 1.800 euro in 6 mesi a titolo di indennità di partecipazione, per la fruizione di servizi di politica attiva di orientamento, accompagnamento e formazione previsti da Dote Unica Lavoro.
Beneficiari: disoccupati da più di 36 mesi, non percettori di alcuna integrazione al reddito, che partecipano al percorso di Dote Unica Lavoro.
Requisiti: indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20.000 euro.
Modalità di accesso: attraverso gli Operatori accreditati, a seguito dell’attivazione della misura di politica attiva di orientamento, accompagnamento e formazione denominata “Dote Unica Lavoro“.

Quindi, al di là di tutte le critiche che si possono fare e dello “sparare sulla Croce Rossa” (aka, la pubblica amministrazione, che spesso e volentieri ci mette sempre del suo per rendere la vita più complicata ai cittadini) in questo caso sembra che qualcosa si sia davvero mosso ai piani alti del Pirellone, anzi, di Palazzo Lombardia. Non una mancetta da 80 euro, ma un piano articolato per aiutare chi è più esposto.

calcolate che se sta cosa dei Nidi gratis funziona davvero (e io incrocio le dita perché ancora non so se la nostra domanda è stata accettata), l’anno prossimo risparmio con The Second circa 3.000 euro, che buttali via…

Orbene (ho sempre sognato di dire “orbene” che è un termine oltremodo demodé, vintage…) se questo sbattimento che mi sono fatto per risalire a tutte le agevolazioni vi è piaciuto o vi è servito, magari commentate qua sotto, raccontandomi se anche voi l’avete fatto, se lo sapevate o se ci sono altre agevolazioni nei vostri comuni o nelle vostre regioni. Perché uò essere di aiuto anche ad altre famiglie. Come si legge in giro? “Sharing is caring” no?!

Quindi se vi va condividete su Facebook perché, come sempre, purtroppo queste cose non si sanno mai abbastanza e c’è sempre quello che si sveglia tardi e dice: “Mannaggia, l’avessi saputo prima avrei potuto farlo anch’io”.

Oh, ci sono in ballo soldi, che arrivano dai soldi pubblici tra l’altro, quindi dalle tasse di tutti noi. E se per una volta invece che essere buttati via da chi governa, venissero usati in modo sensato, bè, sarebbe già un passo avanti.

Vabbè dai, sono un po’ populista e demagogico, ma ci siamo capiti.

Ah, se poi non l’avete ancora fatto e magari vi va di mettere un “mi piace” sulla mia pagina Facebook, io mica mi schifo eh… anzi. Un “mi piace” non si nega a nessuno, orsù… 😉