Operazione passeggino (quasi) compiuta

A una settimana dal mio ultimo week end tra parquet e passeggini ci sono ricascato. Ormai parenti e loro amici fremono inspiegabilmente per regalarci cose, nonostante noi, anche un po’ per scaramanzia, lo avessimo proibito a tutti. Dopo aver ricevuto scarpine inutili (perché tutti comprano ste’ benedette scarpine se un neonato non cammina?), un paio di tutine, una coperta e un sacco nanna, ci siamo dati una mossa e abbiamo deciso comprare in anticipo il passeggino (anzi, come si dice adesso il “Trio” che fa più figo).

Fortunatamente i miei genitori (grazie soprattutto a mio padre) ci hanno detto: “Voi comprate quel che vi serve e noi poi vi diamo i soldi, cerchiamo di trattenerci dal farvi regali, anche se una tutina dai… non si nega a nessuno”. Rassicurati dal loro più che positivo proposito ci siamo tuffati alla ricerca del Trio (o Tris, come l’ha ribattezzato mia mamma che ha attaccato il fastidioso virus di storpiare i nomi pure a mia suocera).

Dopo un po’ di ricerche nei negozi e su internet, dopo aver misurato due ascensori (se Dio vorrà faremo il trasloco nella casa nuova quando il pupo avrà 4 mesi), dopo aver chiesto pareri ad amici esperti e dopo aver fatto un rapido sondaggio on the road sui modelli più diffusi tra le mamme in giro (ormai sono diventato bravissimo a riconoscere la marca di un passeggino da lontano… sigh), abbiamo scelto.

Non è stato poi così difficile:

– Bugaboo (ribattezzato da me Bunga Bunga): figo, ma troppo caro per le nostre tasche. E che è una Ferrari dei passeggini?

– Chicco: un classico che si tramanda da generazioni, ma non siamo poi così fidelizzati al brand.

– Peg Perego: bah, senza infamia e senza lode, ma i colori non ci piacevano.

– Giordani: non pervenuto

– Jané: molto carino e trendy il duo che abbiamo visto. Però un po’ pesante e troppo largo per il nostro ascensore. E poi abbastanza caro.

– Inglesina: è stato quello che ho visto di più in giro. “Se ce l’hanno quasi tutti un motivo ci sarà”, mi son detto. E’ perfetto per i nostri stretti ascensori. Fino a oggi c’era anche uno sconto di 50 euro sui fine serie. (E buttali via!). E’ lui: il trio Zippy System.

Guardo sul sito i negozi di Milano che lo avevano in promozione. Chiamo il primo vicino a casa per sapere se hanno il blu “Marina”. (L’unico colore decente oltre al beige, ma il beige si sporca subito, quindi meglio il blu che, come si dice, “va su tutto”). Il primo negozio li ha finiti blu: ne ha due neri, uno mandarino e uno beige. Merda. Chiamo il secondo negozio: il blu è finito da settimane. Eccheccazzo. Chiamo il terzo della lista. Idem come sopra. Al quarto mi risponde una signora e mi dice: “Guardi, hanno già chiamato in due prima di lei per il blu, noi in negozio ne abbiamo ancora uno. Al primo che arriva glielo diamo”.

In un nanosecondo ci prepariamo per uscire (anche Anna che di solito ci mette tanto, riesce a truccarsi e vestirsi in un attimo). Prendiamo lo scooter e a manetta mi fiondo verso il negozio. (Ehm, so che girare in scooter con una donna incinta dietro al settimo mese non è il massimo, ma le due ruote sono l’unico modo per sopravvivere nel traffico).

Dopo aver preso un po’ di semafori gialli tendenti al rosso, arriviamo al negozio in meno di mezz’ora e, strano ma vero, siamo i primi! Ok, ce l’abbiamo fatta, lo prendiamo. Lasciamo una caparra di 100 euro (visto che non potevamo portarcelo a casa in scooter) e per la cifra di 399 euro prendiamo il trio con accessori inclusi (tra cui un indispensabile “porta bibite”…) e per altri 40 euro extra ci danno il kit con base Shp per attaccare l’ovetto all’auto, un lenzuolino, un materassino e il cuscino “antisoffoco” (ecco un’altra parola nuova da aggiungere nel mio vocabolario neonatale).

Io l’avrei anche comprato usato questo benedetto trio, ma per evitare le ire dei parenti (e grazie anche alle loro sponsorizzazioni) ho ceduto alla tentazione. Massì, un passeggino in casa può sempre servire, al massimo lo uso come carrello per fare il trasloco.