Prima della “Pasqua con i tuoi”, un po’ di Village People

Ho imbarcato Anna e il gnappo per la casa dei nonni materni. Mio suocero (santo subito) è venuto a fare da “navetta”. Ci ricongiungeremo a Pasqua, a pranzo, con una formazione di tutto rispetto, come al pranzo di Natale, tranne il bisnonno che a 80 anni suonati è quello che si fa più viaggi di tutti gli altri messi insieme. Beato lui.

Così, come mi è già capitato in un paio di occasioni, mi sparo qualche giorno da single. Mi sento un po’ come Adolfo Celi in Amici Miei, quando scarica volentieri “tutto il blocco“. Ritorniamo alla libertà del letto disfatto, delle cene frugali, del sonno per 8 ore ininterrotto. Gli altri 2/3 della famiglia stanno bene, coccolati da tutto il parentado che giustamente reclama la sua parte di attenzioni da dare al pupo. Mi sembra giusto.

Ieri ho cercato di fare un po’ di scorta di affetto visto che quasi tutto il giorno sono rimasto a casa con il puffo dandogli addirittura due biberon di latte materno. Quasi quasi stava venendo la montata lattea anche a me. Stare tutto il giorno con un nano di 3 mesi è bello e stancanto. Per fortuna lui è bravo e ha dormito abbastanza, ma poi c’è anche da intrattenerlo e bisogna dedicargli tutte le attenzioni. Una faticaccia insomma, non invidio le mamme “a tempo pieno”.

Tra un suo pisolo e l’altro, dopo un biberon, un tentato annegamento da latte e un rigurgito esorcistico, tra un pannolino cambiato e un litro di bava asciugato, me lo sono annusato e coccolato un po’. Per ingannare il tempo gli ho anche insegnato a ballare Y.M.C.A. Cd nello stereo, lui sulle mie ginocchia, le sue braccine nelle mie mani tipo marionetta e… Jàmme (sarebbe Young man, ma Jamme è più facile).

Quando ho fatto vedere la performance ad Anna e nonno non si sono trattenuti dal ridere. Quando G. li ha visti così si è messo a piangere. Chissà, forse avrà pensato lo stessero prendendo in giro. Così piccolo e già così permaloso.