Pubblicità progresso

Quando esco con gli amici che ancora non hanno figli mi sento una pubblicità progresso. La colpa è del gnappo che quando è in mezzo alla gente riesce a sfoggiare il suo miglior sorriso a due denti, le sue migliori espressioni e si mette sempre quella “aureola portatile” che si toglie una volta entrato in casa.

Così, tutte le volte che vediamo coppie di amici ancora sfigliati leggiamo nei loro occhi (più in quelli femminili che in quelli maschili a dir la verità) il desiderio di mettere al mondo un pupetto per farlo giocare tra qualche anno con il nostro. Ieri addirittura la fidanzata di un mio amico è riuscita a dire: “Che bello il gnappo, sarai l’amichetto del nostro figlio immaginario!”.

A differenza di tante altre volte in cui storco il naso al solo sentire frasi di questo tipo, stavolta mi ha fatto piacere perché la frase era davvero sincera e non morbosa. Eh sì, il gnappetto sta facendo una strage di cuori. Se la popolazione italiana aumenterà nei prossimi anni forse sarà anche un po’ merito suo. Soprattutto perché lo stronzetto riesce ad essere davvero adorabile quando è fuori e al centro dell’attenzione, anche con gente che non ha mai visto.

Il pensiero mi rallegra per due motivi: sia perché, un po’ sadicamente, vorrei che anche gli altri miei amici ancora senza prole provassero un po’ di sbattimenti che ho provato io in questi mesi, e poi, più onestamente, anche perché è bello avere un gnappetto per casa. Dopo i primi mesi un po’ da panico, quando inizia ad interagire con te e con il mondo, te lo godi e te lo sbaciucchi per benino. E poi fa ridere. C’è sempre il sonno in arretrato, vabé, ma poi ci si fa l’abitudine.

Credo che il modo migliore per aumentare combattere la denatalità italiana sia portare in giro i pupi. Ovviamente devono essere quel minimo educati, altrimenti rischia di avere l’effetto opposto. Ma per ora possiamo dirci fortunati, visto che il gnappo lo è. Tra qualche mese, ovviamente, ne riparliamo. Ma intanto mi godo il momento e la modalità “messaggio promozionale”. Aut. min. rich., può avere effetti collaterali (ma non gravi), esce dopo 9 mesi.