Quando dai nonni diventa un santo

paperino angelo e diavoloDai nonni il gnappo dorme. Tutta la notte. Fino alle 9 e mezza di mattina. Me lo ha detto mio suocero. Io lo sapevo. Quello lì lo fa apposta per farci schiattare. In questi quattro giorni che ha passato da loro, mentre Anna era a Parigi, è stato un santo. Un angelo. Lo so io come fa. Lo conosco. D’altronde è figlio mio!

Nella telefonata di rito per sapere come andava il verdetto è stato inequivocabile: il nano ronfa tutta notte. Senza mai svegliarsi. Nel suo lettino (che è però nella stessa camera da letto coi nonni, mentre da noi ha la sua camera). Niente risvegli, niente acqua, niente lamenti.

Lui lo sa e coi nonni fa il bravo. Si mette la maschera da santarellino. Da nipotino adorato. Di giorno e di notte. E’ bravo, bravo, bravo. Certo. Aspetta noi due per tirar fuori il peggio di sè. Che culo eh?! Dovremmo essere contenti per avere in esclusiva questo trattamento.

Addirittura di pomeriggio rimane nel suo lettino da solo, senza nessuno in stanza con lui. Buono. Con gli occhi aperti, che poi, a poco a poco si chiudono per fare il pisolino. Senza stringere la mano di nessuno. Mio suocero fa così: lo porta nel lettino e gli dice: “Adesso dormi eh…”. E se ne va. E il gnappo lo fa!! Se ne sta buono da solo e si addormenta da solo!

Non come con noi. Che appena ci alziamo dalla sedia vicino al suo letto per andare di là, dopo aver passato una buona mezz’ora per farlo addormentare, si mette a frignare perché ci vuole vicino a lui. Noooo! Con loro fa tutto quello che con noi non fa. Tira fuori il meglio di sé.

Sono felice che coi nonni stia bene. Per carità. Ma comunque le palle un po’ mi girano. O dovrei essere comunque contento?