Quando mio figlio fa lo stronzetto

[Disclaimer: questo post non è adatto agli schizzinosi o ai deboli di stomaco].

Tra pochi giorni il gnappo compirà sei mesi. Anche se non è un gigante per la sua età sembra crescere a vista d’occhio. Sorride tanto. E’ davvero un simpaticone. Ormai me lo trovo sempre nel lettone alla mattina, quando Anna gli dà la sua poppata dell’alba. Praticamente fa colazione a letto il signorino. Bella vita eh?! Poi a volte si riaddormenta con la tetta in bocca, altre volte si sveglia e comincia a dare delle manate qua e là per svegliarci. Lo possino…

Appena mette il naso fuori casa si trasforma. Diventa un angioletto. Anche l’espressione cambia. Idem quando viene gente a casa nostra. Lunedì sera sono venuti due amici (tra l’altro in dolce attesa al terzo mese di gravidanza) a vedere Italia-Spagna. Il gnappo è stato bravo tutto il tempo. Sorrisi a destra e a manca e faccia da santo. Di solito invece verso sera, quando siamo solo noi tre, piange non si sa bene il perché.

Insomma, quando è fuori o c’è gente fa il bravo e quando è con noi fa lo stronzetto. In tutti i sensi. Ecco, questa è l’ultima novità:

Eh sì, perché da quando ha iniziato con le pappe e soprattutto con la carne liofilizzata nella sbobba che si mangia una volta al giorno (al gusto di vitello, tacchino coniglio, ho visto che c’è pure lo struzzo, ma ho preferito evitare), ha cambiato la consistenza della cacca. Adesso non è più il solito liquame buono per i campi. Per la prima volta ci è capitato anche di vedere “lo stronzetto”.

Così, per la sorpresa, in questa vena di iper realismo, a metà tra un Piero Manzoni e un feticista, non ho resistito a fotografare la piccola e simpatica produzione. Non vi immaginerete mai la sorpresa e le risate mie e di Anna nel vederla: “Guarda ha fatto uno stronzetto!”. Son soddisfazioni! Nella vita da papà (e da mamma) c’è anche questa. E ce n’è tanta, tanta…