Rodaggio

rodaggioSiamo in fase di rodaggio. Anche se in questo periodo è difficile fasarsi visto che siamo in pianta stabile dai nonni fin dopo Capodanno. Prima c’erano gli altri nonni a dare manforte a Milano. Poi il testimone è stato passato di mano appena sono scattate le mie ferie. E dopo un paio di giorni a casa, noi 4 per conto nostro, è scattato il trasferimento dai miei. Quindi il rodaggio è un po’ falsato.

Qui il gnappo va a letto tardi, si sveglia tardi, pisola come sempre al pomeriggio. Orari a canis cazzum (o mentula canis, come vorrebbe il latinorum correggiuto). The Second fa il suo dovere: mangia (è cresciuto di bestia dopo le dimissioni dall’ospedale, è sempre attaccato alla tetta), dorme il giusto e fa i suoi bisogni. Ogni tanto ci piazza anche un sorrisino da pancia piena. Di più non si potrebbe chiedere. Per non farsi mancare niente è già incatarrato anche lui. Chissà se sono stati i baci del fratello portatore sano di microbi oppure i vari spostamenti in macchina caldo-freddo freddo-caldo. Però al momento niente febbre quindi teniamo le dita incrociate.

Tatteo è proprio diverso da Momo. Manda messaggi chiari, dice Anna. Quando ha fame inizia a tirare fuori la lingua come se volesse limonare l’aria. Quando ha mal di pancia tende le gambe. Insomma, sa il fatto suo. Anche le poppate vanno alla grande. Niente ragadi, attaccamento al seno giusto. Bravo piccolo ranocchio all’ingrasso.

Di notte non dico che va bene (perché se lo dico poi lui sente e fa il diavolo a quattro), ma potrebbe andare peggio. Lui ronfa fin verso le 3.30, poi fa la sua mangiata notturna a letto, poi rironfa e poi ripoppa alla mattina presto. In tutto questo io mi sveglio meno che con il gnappo. Perché The Second piange solo quando ha male alla pancia. Per il resto non è un frignone. Anche se abbiamo subito prevenuto ogni suo tentativo di insurrezione con il ciuccio. E quando il ciuccio si smaterializza nel nulla sono guai. Ma nessuno è perfetto. Noi soprattutto.

Anna è un po’ giù di corda. Va a momenti. Di certo non essere per conto nostro non aiuta, anche perché mia mamma è la regina incontrastata e incazzosa della casa e la mia dolce metà non può metterci becco più di tanto (e nemmeno lo fa). Io devo organizzare qualcosa (aperitive, pizze, cinemini, uscite varie per presepi o a vedere un po’ di mucche in qualche fattoria col gnappo e Anna) giusto per non sclerare sempre in casa. Anche il clima freddo non aiuta, ma in qualche modo dobbiamo superare lo scoglio di Capodanno. Natale è passato senza criticità, quindi il grosso è fatto. Ma una settimana ancora qui non è proprio facilissima.

Dobbiamo resistere fino al rodaggio vero e proprio che partirà a gennaio, quando saremo solo noi quattro per i fatti nostri, io riinizierò il lavoro e il gnappo l’asilo. Ci vuole un po’ di pazienza, ma ce la possiamo fare. Sperem.