Scrivere al figlio nella pancia? Ecco, non proprio

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in una bella lettera strappalacrime che una neo mamma ha scritto alla propria bimba quando era ancora nella pancia. L’ho fatta leggere ad Anna perché si rendesse conto di quanto le mamme posso essere romantiche al limite dello smelenso.

Per noi invece, nonostante siamo al 6° mese e la nascita si avvicina a grandi passi, al momento è tutto un altro paio di maniche. Povero il nostro bimbo che ha già due genitori degeneri! (o degenerati…).

Ecco la sua risposta alla mia mail in cui le giravo il link della lettera:

“bah, a me ‘ste lettere fanno venire il latte ai gomiti.

1) io mi sono un po’ stufata di sentire calci a tutte le ore. van bene un paio di volte al giorno, giusto per segnalare che è ancora vivo, ma non c’è bisogno di pedalare in continuazione.
 
2) colore della cameretta? paperelle?! lascia stare: tu non dipingere niente. già tanto se quando nasce avrà un nome, figuriamoci un lettino!
ps. la cassettiera l’ho comprata solo perché abbiamo gli armadi già sbombati. non posso buttare la mia roba per far posto alla sua!
 
3) devo iniziare a parlare con una pancia? ma come si fa? a sentire questi noi siamo da assistente sociale…”
 
Ecco, se avevo qualche dubbio che con il tempo ci saremmo un po’ “ammorbiditi”, per non dire rincoglioniti, ora non ho più il minimo dubbio.