Sempre più pancia, come una tartaruga o un portabicchieri

Ormai il melone sta quasi per esplodere. Manca meno di un mese e il countdown ormai è a dir poco “inquietante”. Tra un po’ il nano vorrà uscire, dopo 9 mesi di “cova” nella pancia vorrà vedere com’è fatto il mondo.

Te sta dentro che qua fuori è un brutto mondo“, diceva Stefano Accorsi in Radio Freccia. Anch’io gliel’ho detto diverse volte, ma così, tanto per dire.

Ora Anna fa fatica a girarsi nel letto. Oggi l’ho vista arrancare a pancia in su e le ho detto che sembra una tartaruga rovesciata sul guscio. Per fortuna riesce ancora a farsi delle gran dormite. Sotto la testa usa ora due cuscini, si gira su un fianco e si mette vicino il cuscinone arancione da allattamento. Il tempo di prendere sonno e si libera dal cuscinone che in tempo zero cade dal letto.

Ora mi sono abituato a questa panciona. Fa quasi parte del paesaggio. Sembra proprio una donna incinta, almeno così come me la immagino io (ho sempre in mente Mariangela Fantozzi in questa scena). Adesso infatti se la tocca spesso quando è in piedi. Lo fa anche inconsciamente quando ad esempio è al telefono: qui tutti abbiamo i nostri tic, un po’ come quando siamo in macchina al semaforo e scatta nell’attesa la pulizia del naso.

Addirittura ci appoggia sopra le mani, oppure le mette sotto, tipo la Primavera di Botticelli. Io per ridere ho provato ad appoggiarle una lattina tra le tette e la pancia e ci sta. Eccezionale, si trasforma all’occorrenza anche in portabicchieri.

L’ultima trovata del secolo è stato un elisir lassativo (credo più psicologico che fisico). Lei ha sempre i suoi riti prima di andare in bagno (una volta era la sigaretta). Ora ha scoperto che un bicchiere di acqua calda (bleah) e due kiwi sono meglio del Guttalax. Che bello, ogni giorno si impara sempre qualcosa di nuovo.