Sesso dopo un figlio, come risolvere la crisi

lisistrataCredo che il sesso tra due persone che si amano sia una parte importante della loro relazione. Non l’unica e non la principale, ma comunque importante. Io non so se in tutte le coppie succeda, ma dopo un figlio l’intesa sessuale cambia. E molto.

All’inizio, nei primi mesi di conoscenza tra due persone si tende a fare solo quello. E’ fantastico, ma la carica dirompente che ha il fare l’amore rischia di mettere in secondo piano altre cose altrettanto importanti. Bisognerebbe dare spazio anche ad altro, soprattutto al dialogo, anche senza sesso.

Poi ti conosci, vai a vivere insieme, e dopo un po’ di anni non c’è più la novità dei primi tempi. Di quando ti trovavi a casa di lui/lei per fare le cenette a lume di candela prima di lasciarti andare tra le sue braccia. La situazione diventa meno romantica: dormi tutte le sere insieme nello stesso letto, da lì ti svegli tutte le mattine per andare al lavoro. Lui (o lei) russa, si muove tra le coperte, magari parla nel sonno e ti sveglia. Il sesso c’è ancora, ma meno rispetto ai primi tempi. Però si scoprono e si apprezzano tante altre cose che vanno a consolidare la coppia.

A un certo punto lei è incinta e durante la gravidanza la vita sessuale può evolvere in diversi modi, a seconda dei tempi: alcune non la danno più. Altre, in preda agli ormoni, potrebbero diventare delle ninfomani.

Quando il figlio nasce, per i primi tempi la mamma è presa full time dall’allattamento e dal nuovo/a arrivato/a. E voi uomini vorreste anche la gnappa? Ma che bestie siete?! Niet. E ci mancherebbe altro, non siamo mica dei barbari. Poi la gnappa guarisce, ma tu e lei siete troppo stanchi per tornare ai ritmi di prima. Sarà per le nottate insonni, sarà perché tra lavoro e famiglia le energie alla sera vengono a mancare. Sarà per chissà quale altro motivo, ma il sesso diventa uno di quegli eventi da segnare sul calendario.

Gli uomini e le donne probabilmente hanno un diverso modo di rapportarsi con il proprio corpo. Le donne – dicono – sono più cerebrali. Hanno bisogno di stimolazioni non solo fisiche. Vogliono coccole, emozioni, affetto, sentirsi corteggiate. Noi uomini… Bè, lo sappiamo tutti come siamo fatti… Chi più chi meno. E spesso questi due mondi fanno fatica ad incontrarsi. Anche se la coppia è rodata e si conosce da anni. Le cose cambiano, anche nelle migliori famiglie.

Mi sono accorto che le cose sono cambiate tra me e Anna. Ma per accorgermene c’è voluto uno scazzo che abbiamo avuto dopo una sua battuta infelice. Battute che spesso faccio anch’io, scherzando sul fatto che “tanto un buco vale l’altro”, “stasera posso usufruire della tua gnappa?” e via così. Anche lei ci ha scherzato, forse per la prima volta, dicendo durante il mio approccio quella frase che mi fa male solo a ripeterla: “Dai, fai in fretta…”.

Mi sono fermato di colpo. Ho smesso di baciarla. Mi sono buttato di schiena dalla mia parte del letto e mi è venuto un nodo in gola. Mi sono alzato e senza dire nulla sono uscito dalla camera. E per un quarto d’ora non sono riuscito a trattenere le lacrime che cadevano su un libro che mi sono messo a leggere, seduto al tavolo. Poi lei è arrivata si è seduta davanti a me a lavorare al computer. Non mi ha chiesto scusa, ma mi ha rinfacciato le altre volte in cui ho fatto io battute simili. Battute buttate lì, com’è nel mio essere. C’è sempre un fondo di verità, ma più spesso è un pour parler, giusto per scherzarci su e sdrammatizzare.

Ma io purtroppo alla sua battuta non sono riuscito a scherzarci. Mi si sono aperti gli occhi. E mi sono accorto che negli ultimi mesi sono sempre io che la cerco. Lei invece non mi cerca mai (forse perché sono io a starle sempre addosso). Che il sesso tra noi è diventato per me un dare libero sfogo ai miei istinti primordiali e per lei un modo di farmi contento, piuttosto che per migliorare la nostra relazione e amarci di più. Forse l’amore assume altre forme, di cui il sesso non è più quella principale. Sarà…

Ma mi fa male. Molto male. Perché non voglio essere egoista e pensare solo a me e alle mie “esigenze”. Ma non posso neanche vivere come uno che ha fatto voto di castità. Anche nel sesso bisognerebbe venirsi incontro. E noi lo abbiamo sempre fatto. Io le andavo incontro e lei, il più delle volte, ci stava. Peccato che sia io sempre quello che chiede e lei quella che risponde. Mai il contrario (anche perché per me, tranne che nel caso di febbre a 40, la risposta è sempre affermativa).

Non posso chiedere a mia moglie di fare l’amore con lei come se fosse un’elemosina. Non mi sta facendo un piacere. Il piacere dovrebbe essere reciproco. E in molti casi lo è, ma non posso sempre essere io a insistere. Perché altrimenti rischia davvero di diventare una formalità, un dovere da assolvere. Ma il non cercarla è difficile, perché anche il corpo parla e non è facile metterlo a tacere.

Poi mi vengono pensieri strani, distruttivi, che non portano a nulla. Ma quando sono mortificato mi vengono ed è difficile mandarli via. Penso a quante coppie si lasciano per problemi di sesso, magari proprio dopo un figlio. Penso a tutti quegli uomini che vanno con le prostitute o che guardano video su You Porn. Penso che probabilmente il 50% di quelli che vanno con le prostitute sono mariti normali che a casa hanno problemi di sesso con la moglie. Per fortuna il mio amor proprio e quello per la persona che amo finora mi hanno sempre salvato. Ma la routine e la stanchezza giocano brutti scherzi.

Non ce l’ho con le donne e non sono arrabbiato con Anna, nonostante non ci siamo ancora chiariti. Sono solo abbacchiato. E credo che se ce la menano tanto con la par condicio, anche le donne dovrebbero capire un po’ di più i loro uomini. Capire che siamo diversi e che viviamo il sesso in un modo molto diverso da come lo interpretano loro. E dovremmo venirci incontro, senza far pesare all’altro la sua voglia o non voglia di fare l’amore. Aristofane c’ha scritto una commedia: Lisistrata e le sue amiche hanno fatto finire la guerra tra Sparta e Atene non dandola più ai loro uomini. Preferirei che le guerre si evitassero, anche senza arrivare allo sciopero del sesso.