Sesso, l’importante è la qua..ità

E’ un po’ che non parlo di uno dei miei argomenti preferiti. Quello di cui si dice che “chi ne parla spesso è perché non ne fa”. Appunto. Quello. Insomma, trovare il tempo e quella minima vitalità per riuscire a praticarlo ormai è diventato un lusso. Un super lusso.

Sì perché la notte, da quando c’è il gnappo, è diventata un tabù. Un ta-ta-ta-tabù, dove però non si muove più nessuno, sempre che, quando non ci sono io, nel buio, non si infili quella sagoma che teneva in mano le liquirizie, non si sa mai! No, ormai di notte si dorme, quando ci si riesce. Toccare il letto diventa una conquista, il momento più bello della giornata. E il massimo del gioco erotico che può avvenire dopo una giornata-tipo col pupo è un bacino della buonanotte sulla bocca (senza lingua ovviamente).

Poi, per carità, ogni tanto il tempo si trova. Tipo quel quarto d’ora di libertà, dalle 18 alle 18.15, quando per puro culo ci troviamo a casa entrambi e dobbiamo anche fare in fretta perché se no ci sbattono fuori il gnappo dall’asilo e lo mettono a giocare con le raccomandate in portineria. Manco speedy gonzales.

Ok c’è il bello della clandestinità, come ai vecchi tempi. Puoi anche simulare un finto trasloco del letto senza insospettire minimamente la vicina del piano di sotto visto l’orario. Però… vuoi mettere con quelle volte in cui lo si faceva la mattina con calma e tranquillità, magari dopo la colazione?

Poi ci sono quelli che dissimulano. Come fece un mio collega che, messo alle strette davanti alla nuda verità spiattellatagli in faccia da un collega più giovane, single (e forse anche gay), rispose più o meno così: “Non importa la quantità, importa la qualità!”.

Seee, certo certo, crediamoci pure. La volpe e l’uva. In realtà è vero che quando succede (quando?) diventa un evento. Da stappare lo champagne. Poche volte ma buone. Sì, certo, ormai sembro il mio collega (non il gay, l’altro)…

Vabè, ho deciso di modificare la categoria degli articoli che parlano di sesso. Mi sembra più realistica.