Sonno e recriminazioni varie

stanchezzaChe fatica. Quando manca il sonno è sempre un casino. E stavolta il gnappo non c’entra nulla, la “colpa” è del lavoro. Anna è sotto scadenza per dei progetti e prima delle 2-3 di notte non riesce a venire a letto. E alla mattina si alza presto. Io idem. Con l’unica differenza che alla mattina potrei dormire, ma lei ovviamente con lui in giro non riesce a lavorare e me lo molla nel lettone verso le 9 del mattino.

La scena è tipo quella di un serpente a sonagli sguinzagliato in una gabbia di topolini: il nano si avvicina a me a gattoni alla velocità della luce e inizia a venirmi addosso e a mettermi le mani in faccia. Io, in stato semicomatoso, cerco di parare i colpi e metterlo buono, anticipandogli un po’ il pisolino della mattina.

Oggi ce l’ho fatta, ma mi ci è voluta un’ora buona. E’ stata però un’arma a doppio taglio. Se da un lato sono riuscito a spararmi ancora un paio d’ore di sonno sacrosanto, alla sera il gnappo non ne voleva sapere di andare a letto e Anna se l’è presa con me. Capita sempre così quando ognuno ha i suoi impegni e c’è il pupo da gestire. Recriminiamo e ci rinfacciamo le cose a vicenda. E non va bene.

Sotto sotto (ma poi non tanto sotto) ci sembra di essere dei genitori degenerati visto che quando siamo incasinati non aspettiamo altro di sgnaccarlo al nido per quelle 5 ore in cui possiamo fare le nostre cose. Solo quando siamo riposati, senza studio o lavoro extra da fare, tutto sembra filare liscio e riusciamo anche a giocare e a divertirci con lui.

Ma quando il tempo è poco, così come il sonno, tutto si complica e vediamo il gnappeto come fosse un piccolo fardello. Il che ci fa venire il senso di colpa, oltre che a farci arrabbiare a vicenda tra noi due.

Ora, sperando che Anna finisca presto le sue cose e io le mie, che il gnappo continui con le sue ronfate (quasi) ininterrotte e che tutto vada tranquillo, di riprendere un po’ la solita serenità. Tra l’altro lunedì verranno a trovarci i miei suoceri per una settimana. Ehm, come non detto…