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Il gas esilarante per il parto, e vai di ossido di azoto

corso pre parto buzziE via, si ricomincia. Siamo stati al primo incontro del nuovo corso preparto. In realtà il corso vero e proprio partirà a settembre e questa era solo una introduzione. Praticamente il corso pre pre parto.

The Second, detto anche “Il Nuovo” nascerà in un ospedale diverso da quello del gnappo. Dopo aver cambiato casa abbiamo optato per il più vicino. Così Anna ha scelto di smazzarsi un nuovo corso, un po’ per fare un ripassino del primo e un po’ per vedere com’è la struttura. Questo infatti è organizzato direttamente dall’ospedale, mentre il primo lo avevamo fatto al consultorio.

Al primo incontro, praticamente una mini conferenza su tutti i loro servizi e sul percorso che faranno le partorienti, sono andato anch’io. Mi ha fatto strano rivedere tutte quelle pance messe assieme. Non ero più abituato. Vedere donne di età diverse, outfit diversi, alcune accompagnate dai futuri papà e altre no. Mi piace la dinamica “scuola guida”, cioè quel momento in cui ti trovi con persone che mai e poi mai avresti conosciuto in vita tua. A parte il militare e le lezioni di teoria per dare la patente è difficile conoscere persone di tutti i tipi, dai neopunk ai radical chic, dai frikkettoni un po’ vegan ai fighetti di provincia. Il bello della maternità è che rende tutti uguali.

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La prima vaccinazione e quel muso da egocentrico

Lo sapevo. Dopo 5 giorni a casa dei nonni materni il gnappo è cresciuto tantissimo. E’ tornato con nuove espressioni facciali uploadate e con un pancione alla Vito Catozzo che prima non aveva. Per fortuna non ha preso troppi vizi, a differenza di quanto siamo stato un paio di giorni dai miei. Il suo sguardo è sempre più attento, i sorrisi sempre più abbondanti e i gorgheggi (ghè ghè) molto più lunghi e articolati. E’ quasi logorroico. In questo posso immaginare da che filone della famiglia ha preso. Dalla mia ovviamente.

Ieri, festa del papà, siamo andati alla Asl a fargli il vaccino. Per l’occasione ho chiesto il giorno libero al lavoro. Mi sembrava giusto, anche se Anna mi aveva detto che sarebbe potuta andare da sola. Ma io, oltre a volerle dare una mano, ero curioso di vedere di persona sia i tristissimi uffici Asl (niente, non ce la fanno proprio, nonostante i tentativi di mettere giochi e poster alle pareti gli uffici Asl di tutta Italia sono sempre tristemente tristi) sia soprattutto di vedere la reazione di G. alle punturine di “esavalente + pneumococco”.

Più che altro volevo capire dopo quanti secondo dallo “sbusamento” avrebbe capito quello che gli stava succendendo e si sarebbe messo a piangere. Pensavo ci avrebbe più tempo. Invece, dopo avergli bloccato come un gatto dal veterinario, Anna le braccia e un’infermiera le gambe, e appena l’ago ha penetrato quella sua gambetta cicciosissima e stagnissima, l’urlo è stato istantaneo. Poverino! Ma soprendente è stata anche la velocità con cui ha smesso di piangere. Praticamente subito dopo, quando Anna lo ha preso in braccio appena terminata l’operazione vaccinazione.

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Il mio primo corso preparto, mannaggia alle prostaglandine

Oggi ho fatto un’esperienza che almeno una volta nella vita consiglio a tutti. Il corso preparto. Finalmente anch’io sono entrato nel club delle partorienti, delle pance di ogni misura e grandezza, dei futuri papà sperduti. Ci sono posti dove mai avrei pensato di trovarmi nella vita. E invece…

Ore 14.30, (orario perfetto per chi lavora, già mi immagino tutti a chiedere il permesso al loro capo) mi ritrovo in una sala gelida che presto si scalderà anche troppo causa respiro dei circa 20 occupanti. Tutti seduti su materassini o cuscini, con schiena al muro e uno accanto all’altro. Niente scarpe, quelle si tolgono all’entrata. (Ovviamente io ero nel posto più vicino alle scarpe ma per fortuna non c’erano suole all’olezzo di formaggio francese in giro). Prima di uscire Anna ovviamente mi ha detto di controllare che le mie calze non fossero bucate (suggerimento non scontato).

Con noi gente di ogni tipo: giovani, meno giovani, impauriti, rassegnati, incuriositi, esperti, decisi. Tema della lezione: travaglio, parto, nascita. Mica cazzi!!

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Partito il corso preparto, il mondo è bello perché è vario

E’ iniziato il corso preparto. Dopo essere stati rifiutati dalla famigerata clinica Mangiagalli, il bambinificio di Milano, siamo andati in un classico consultorio Asl. L’ostetrica boss che lo tiene è simpatica. Finora l’ho vista solo una volta, quando ci siamo andati a iscrivere facendo la temibile “scheda” dove ci hanno fatto le domande più improbabili.

Non vedo l’ora di andare alle tre (ben tre!) lezioni accessibili anche ai futuri papà. Sono molto curioso. Aspetterò il mio turno visto che gran parte del corso è riservato alle mamme. Ieri Anna mi ha fatto invece il resoconto della prima “lezione” e sembra si sia trovata bene.

Mi ricorda un po’ il periodo della scuola guida. Quei posti in cui ti trovi con gente che mai e poi mai avresti incontrato nella vita, ma che sono lì con te e provano la tua stessa esperienza. Dall’operaio al manager si è tutti sullo stesso piano ed è quasi un miracolo.

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Corso preparto alla Mangiagalli, praticamente un’odissea

Visto che secondo la ginecologa il pupo uscirà il 4 gennaio, è giunto il momento di pensare al corso preparto. In teoria volevamo farlo nell’ospedale in cui vorremmo partorire, ma la cosa non è così semplice. La cosa importante, a nostro avviso, è la vicinanza casa-ospedale, in modo da non dovere attraversare la città sotto il periodo natalizio (quando a Milano c’è una coda unica) proprio quando Anna avrà una super pancia e magari problemi di mobilità.

Qualche mese fa abbiamo iniziato a informarci e a fine agosto è iniziato il pellegrinaggio degli ospedali. Siccome abitiamo in zona est di Milano la scelta è ricaduta su due strutture abbastanza famose, la famigerata clinica Mangiagalli e la Macedonio Melloni.

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