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Dieta e papà, quando la paternità fa ingrassare

dietaE’ ufficiale. La paternità fa ingrassare. Da quando è nato il gnappo avrò messo su più o meno 5 o 6 chili. Che adesso vanno persi. Non sono solo le mamme a mettere su peso durante e dopo la gravidanza. Succede anche ai papà. Chissà saranno forse i nostri “neuroni a specchio”, o sarà l’empatia o semplicemente perché svacchiamo di più con il mangiare. Scelgo la busta 3.

Ora, il mio peso standard è tra i 70 e i 75 chili. Quello di sempre, più o meno dai vent’anni in poi. Adesso la bilancia è arrivata a segnare 80. Ok che c’è stato il Natale di mezzo, ma non è che durante le feste mi sia proprio sfondato di cibo. No, il problema sono stati i mesi prima. E adesso bisogna correre ai ripari.

Gli uomini di solito non ingrassano sui fianchi o sulle cosce. Non abbiamo in genere smagliature né cellulite. Niente impomatate di Rilastil o di Somatoline. Il nostro problema, almeno il mio, è la pancia. Ci sono due tipi di pancia: quella bassa, la classica “buzza da bevitore”, molliccia, a cui ci si può facilmente aggrappare appena sopra le parti basse. E poi c’è il pancione, quello alto, di solito tonico, almeno a prima vista.

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Io e mia sorella

io e mia sorellaIeri è venuta a stare da me mia sorella. Era di passaggio a Milano. Non ho mai avuto purtroppo un gran rapporto con lei. Saranno i 6 anni di differenza (io volevo un fratellino e da quando ho saputo che era una sorellina non le ho mai dato vita facile), oppure che abbiamo caratteri molto diversi, ma per quasi tutta la vita, ci siamo più o meno ignorati a vicenda. Questo mi dispiace. Perché d’altronde è l’unica sorella che ho e poi è una bella persona. Da piccoli e da adolescente la tormentavo non poco, insultandola anche. Poi, da quando sono uscito di casa per farmi la mia vita, ci sentiamo abbastanza poco.

Forse il nostro rapporto è migliorato negli ultimi anni. Un messaggino ogni tanto, una mail. Soprattutto da quando è nato il gnappo. Da brava zia si informa e non vede l’ora di stare con lui, anche se scelte di vita l’hanno portata a vivere all’estero, prima in Francia, e ora, da tre anni, a Berlino. Entrambi sappiamo che uno può contare sull’altro. E questo mi sembra già buono. Ogni tanto, se capita, litighiamo ancora. Mi sono accorto che è più facile andare d’accordo con estranei piuttosto che con i fratelli che hanno condiviso con te tutta la vita. E questo un po’ mi dispiace.

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