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“Ce li siamo goduti poco”

gnappo the second“Ce li siamo goduti poco”. Questo il commento dopo che io e Anna abbiamo spulciato sul pc le vecchie foto del gnappo da piccolo, più o meno all’età che ha The Second adesso. Secondo lei si assomigliano tantissimo, secondo me no. Ma su una cosa siamo d’accordo. Tra l’anno e l’anno e mezzo, prima dei terrible two, il gnappo era più bravo di The Second. E per “bravo” intendo che piangeva molto di meno durante il giorno ed era molto più sorridente.

Forse, a tre anni di distanza, i ricordi sono sbiaditi. Dovrei andarmi a rileggere tutti i vecchi post dell’epoca per fare un paragone il più oggettivo possibile. E forse scoprirei che, in realtà, non era così diversa la storia. Ma vedendo come in così poco tempo il gnappo sia cresciuto e sia diventato “un altro” rispetto a quel barattolo simpatico che muoveva i primi passi dietro al suo pinguino il pensiero che ci è venuto non è esagerato. E’ vero, ce lo siamo goduto poco.

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Iperattività

simpson stressVorrei avere tempo. Di pensare. Di leggere. Di scrivere. Soprattutto di scrivere. In particolare di scrivere qui. Ma sono giorni incasinati, pieni di cose da fare. Sonno poco, lavoro tanto, studio, beghe varie che mi vado a cercare. Tutto tranquillo, ma a rischio burnout.

Le vacanze sono ancora lontane. Ma in questo mese e mezzo ci sono ancora un milione e mezzo di impegni. Per carità, niente di sovrumano. Facciocosevedogente in fondo. Non sono in miniera e se sono incasinato è perché il casino me lo sono cercato.

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Allattamento al seno e allattamento naturale

allattamento al senoL’allattamento al seno è una mazzata. Almeno per noi. Dimenticatevi le immagini patinate da pubblicità con il neonato attaccato, con la mamma che lo guarda innamorata. La verità è un’altra.

Per entrambi i gnappi abbiamo scelto l’allattamento naturale per una serie di motivi: tutti ti fanno una testa tanta prima del parto “perché fa bene al bambino e alla mamma”, “perché il latte materno ha un sacco di proteine e anticorpi” manco fosse kriptonite ecc.

Quindi tu ti fai sue conti e dici: “Massì, proviamo…”.

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Quando l’amore diventa 3D

matisse_ la danzaTi voglio bene, anche se meno di prima”. Gliel’ho buttata lì così, mentre ci stavamo dando la buonanotte, sul letto, prima di spegnere la luce. Il tono era scherzoso ovviamente. Ma quando dico le cose per scherzare un filo di verità c’è sempre. “Anch’io”, mi ha risposto lei. Ed era sincera. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo sorriso. Ma era un sorriso con un velo di preoccupazione. Perché lo sappiamo, che da quando è nato il gnappo la nostra relazione non è più come prima. Non so se è migliorata o peggiorata. So solo che è diversa.

Siamo entrambi più stanchi, il tempo per farci le coccole è difficile, quasi impossibile trovarlo. Il gnappo, giustamente, catalizza tutte le nostre energie. Quando eravamo solo noi, dopocena, ci mettevamo sul divano tranquilli. Non accendevamo neanche la tv. Ci davamo solo un sacco di baci. Adesso, quando siamo a casa, la routine è più o meno questa: cena, dopocena col gnappo, uno sparecchia e lava i piatti, l’altro lo fa addormentare. Il tutto dopo avergli cambiato il pannolino, visto che lui, puntualissimo, fa la cacca subito dopo la frutta. Un digestivo di merda insomma.

Quando finalmente il tato dorme, prima che inizino i suoi vari risvegli, lei lavora al pc, io studio o guardo la tv. Non sempre ovviamente, dipende se lei ha o meno da lavorare e io da studiare. Però capita abbastanza spesso. Quando ci mettiamo finalmente a letto, entrambi abbastanza provati (soprattutto se la notte prima è stata costellata dai tanti pianti notturni del gnappo) ci diamo la buonanotte e spegniamo la luce. Le volte in cui troviamo il tempo (e le forze) per farci un po’ di coccole sono sempre risicate. Spesso facciamo fatica anche a trovare il tempo per raccontarci la “to do list” del giorno dopo.

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Frenesia frenesia canaglia

Sono giorni abbastanza incasinati. Nel senso che vorrei una giornata di 72 ore per sbrigare tutte le cose da fare. I lavori di ristrutturazione di casa procedono un po’ a rilento (come volevasi dimostrare) e da qui agli inizi di giugno, periodo del previsto trasloco, sarà un incasinamento totale.

Forse l’unico posto dove mi riposo un po’ è al lavoro. Per il resto è un continuo di giri dai fornitori (piastrelle, porte, sanitari ecc) per ordinare cose mancanti, correggere preventivi, ritirare caparre lasciate in acconto ecc.

Vorrei stare più dietro a questo blog che dopo i momenti clou della gravidanza di Anna, del parto e del post partum, sta perdendo un po’ di smalto…

Sarà forse legato al periodo che sto vivendo che non mi lascia molto spazio alla riflessione e all’osservazione, oppure che in effetti, nella paternità, il meglio da raccontare lo si vive all’inizio e a cavallo del parto. Non so. Forse quello che c’è dopo (a parte quando il gnappo dirà “papà” e “mamma” o metterà il primo dentino) può essere meno interessante.

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