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Immaturi il viaggio e i tradimenti in vacanza

immaturi il viaggio locandina Finalmente ho visto il sequel di Immaturi, Immaturi – Il Viaggio. Il primo l’avevo visto in un cinema all’aperto, qualche anno fa. Venerdì hanno dato il secondo in tv e me lo sono guardato tutto, anche grazie al gnappo che si è addormentato presto.

Immaturi 2 è un filmetto leggero, niente di intellettualmente impegnativo. Ma dopo aver visto La Grande Pesantezza (arrivato a metà ho spento, non ce l’ho fatta…), avevo bisogno di qualcosa di più easy. Mi piacciono le storie postadolescenziali, quelle che fanno scattare un po’ di seghe mentali sulla vita. E poi fa venire voglia di vacanze.

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Immaturi

immaturiAvevo visto “Immaturi” per la prima volta in un cinema all’aperto, d’estate, con Anna incinta. L’ho rivisto ieri sera e ho apprezzato in particolare un dialogo, quello di Raul Bova con il bambino che gli parla dei neonati: “Non ti fare ingannare – gli dice il piccolo – i bambini non sono così come sembrano, mangiano pisciano e cagano”. “E poi piangono sempre, tutte le notti, di solito un attimo dopo che ti sei addormentato, perché loro lo sanno quando ti addormenti”. Ma quante ne sa questo primogenito che non vuole il fratellino? E’ la scienza infusa, la verità allo stato brado. “Ero viziato e coccolato e ora non mi caga più nessuno, perché dovrei essere contento?!”. Alla faccia delle idee chiare!! Mitico. A volte potrei dire la stessa cosa anch’io.

Poi, mi metto a lavorare e sbircio su Facebook. Paolo, un mio caro amico scrive verso mezzanotte: “…e la paura di vivere”. Ahia. Così metto “mi piace”. Lui mi chiama subito. Stiamo al telefono un’ora. Domani ha un rogito per andare a vivere con la sua storica fidanzata. Sono insieme da 15 anni, ma ognuno a casa sua, si vedono tutti i giorni e si telefonano decine di volte. Paolo va da lei quasi ogni sera, magari si addormenta un po’ là, poi verso l’1 lui si sveglia e torna a dormire a casa sua, dove abita con sua mamma. Ha 33 anni. “Ma come fai a fare sta vita?”, gli ho chiesto. “Ma come fai tu a farla?”, mi ha risposto, per poi chiedermi qualche consiglio sulla vita a due. Era stupito del fatto che io fossi andato a vivere da solo e poi con Anna, nella massima tranquillità. Senza paranoie.

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Un film da vedere: “Travolti dalla cicogna” (+ scene)

Non sono né un cinefino né un cinofilo, nel senso che non vado pazzo né per i film al cinema né per i cani (mi piacciono, ma non ho una grande confidenza con i quattro zampe e al grande schermo preferisco il teatro).

Comunque oggi esce un film che prima o poi vorrei andare a vedere con Anna: “Travolti dalla cicogna” (traduzione dal francese di “Un heureux événement”, un lieto evento). Dal trailer sembra carino. Alcune recensioni che ho letto in giro (il film è uscito l’anno scorso in Francia) non ne parlano troppo bene, ma sono davvero curioso di vederlo visto che racconta una storia che più o meno abbiamo vissuto. Sì, insomma, anche noi siamo stati un po’ travolti (e ora ogni tanto anche stravolti) dalla cicogna.

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I miei film horror: “Non aprite quel barattolo”

Ogni tanto mi faccio dei film su “come sarebbe potuta andare se…”. Lo spunto me lo danno certe coincidenze che succedono e, ovviamente, la mia insanità mentale.

Com’è andata davvero. L’altro giorno A. nell’aprire un barattolo di marmellata in cucina ha usato un coltello (fortunatamennte senza punta) che le è sfuggito di mano e le ha graffiato (grazie a Dio senza tagliarla) il polso, esattamente vicino alle vene. Non è successo nulla quindi, ma ecco come sarebbe potuta andare se quel coltello avesse avuto la punta o se per sbaglio si fosse tagliata.

Come sarebbe potuta andare. Continua a leggere