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Noi quattro

Post vacanze 2015

gnappo e the second sullettoneE anche quest’anno la pratica vacanze l’abbiamo archiviata. E scatta il coretto: “Alleluja allelu-allelujaaa, alleluja, alleluuuu-jaaaa. Alleluja, allelu-allelujaaa, alleluja, alleluuuuu-jaaaaa“.

Come sempre le vacanze sono una bella prova del nove per un papà che, come me, è abituato ad appaltare i figli all’80% (facciamo 90?) alla mamma. Restare h24, 7 su 7 con loro è sempre una bella prova. Divertente anche, ma comunque una prova. E anche quest’anno, non si sa come, l’abbiamo sfangata…

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Provato per noi

Piccoli piloti crescono

pista macchinine piccoliUna cosa che da piccolo mi piaceva fare in vacanza era andare sulla pista delle macchinine. Quelle a batteria che più o meno ci sono in ogni località di mare per bambini, una specie di scuola-guida per l’autoscontro. Quello che poi si farà da adolescenti al Luna Park andando addosso alle ragazze per rimorchiarle.

La pista delle macchinine era la mia passione e così ho cercato di iniziare anche il gnappo alle corse di Formula 1. Ci avevo provato già in primavera a Parco Sempione, ma senza successo. Più glielo chiedevo e più lui diceva di no. Come sempre, ognuno ha i suoi tempi. Lui in particolare.

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Noi quattro

Vacanze al mare 2015, la nostra coda al casello

gnappo e the secondPratica “vacanze al mare 2015” archiviata. Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Io, come sempre, brugnoso e incazzoso i primi giorni, ma poi torno quasi normale. Tra il gnappo e The Second mi ci metto anch’io a fare i capricci.

Primo perché a me il mare non fa impazzire: troppa sabbia sui piedi e nel letto, troppi sbattimenti per sciacquarsi prima di risalire, troppo caldo, troppa acqua salata, la crema solare che ti si appiccica ovunque e con la sabbia fa effetto scrub… Insomma, diciamo che una settimana al mare mi va più che bene.

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Pensieri di un papà

Il costume in mezzo alle chiappe

federica nargi bikiniSiamo in vacanza. Stessa spiaggia, stesso mare (per quest’anno non cambiare). Quest’anno, se mi guardo attorno, vedo molti più costumi infrachiappali. Quei mini-slip per donne che sono a metà tra un tanga e un normale pezzo sotto del bikini e fanno vedere tutto il sedere.

L’uso di questi costumi dovrebbe essere regolamentato. Ecco a cosa ho pensato in questi torridi giorni di fine luglio a riguardo…

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Io lei e l'altro

Romagna family friendly, le nostre vacanze 2014

gioco spiaggia papà figlioAlla fine l’abbiamo sfangata anche quest’anno. A parte la mammite del gnappo in crescita, tre mezze giornate di pioggia, e una pancia (la mia, non quella di Anna) che sembra quella di Bud Spencer, le nostre vacanze 2014 sono andate bene.

Io parto sempre un po’ prevenuto, rogno un po’ all’inizio, ma poi alla fine mi diverto. Anche se comunque il ritorno alla routine non mi pesa più di tanto. In fondo vivo in vacanza da una vita, come cantava Irene Grandi.

Quest’anno la destinazione balneare è ricaduta su Gabicce Mare. Hotel un po’ sgrauso ma dove si mangia bene. Pensione completa, lettini e ombrellone inclusi. Spiaggia a due passi. Clima fresco, mare dell’Adriatico (non come quello delle Maldive, ma ce lo facciamo bastare), un sacco di giochi e attività per i bambini.

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Pensieri di un papà

Vacanze 2014, see you later

Foto da Flickr
Foto da Flickr

Ci siamo. Anche quest’anno è arrivato il momento di raggiungere Anna e il gnappo per le classiche due settimane di vacanza. Prima che Momo nascesse le ferie le spezzettavamo molto di più: una settimana in primavera, 10 giorni a fine agosto, un po’ a settembre… Adesso invece dobbiamo far quadrare il cerchio con le vacanze dell’asilo e quelle dei nonni. E quindi sono ormai un paio d’anni che ci spariamo una settimana di mare e una di montagna.

Dopo aver passato una settimana da solo sinceramente ho voglia di rivederli. Ho voglia di saccagnare il gnappo e di stritolarlo un po’. Anche se le ronfate che ho fatto in questi giorni saranno solo un ricordo. Ma pazienza. Lo scoglio più duro è quello del mare. Io al mare mi rompo. Insofferenza allo stato puro.

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Io lei e l'altro

Vacanze da papà e le 10 cose da fare

vacanza da papàDa oggi sono ufficialmente in vacanza. Continuerò a lavorare fino a fine luglio, ma come ogni anni, da due anni a questa parte, ho imbarcato Anna e il gnappo per una settimana di mare con i nonni. Io li raggiungerò ad agosto, per farmene un’altra (sempre di mare, ma senza i nonni) e poi la seconda in montagna dai miei, altro evergreen.

Per 10 giorni sarò quindi il padrone incontrastato della casa. Posso tenere alzata la tavoletta del water (anche se il riflesso condizionato della forza dell’abitudine è difficile da mandare via…). Ma ci sono anche tante altre cose che posso aggiungere alla to do list. Tipo:

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La maledizione di Montezuma

WP_20140413_17_25_10_Pro-1000Premessa: io volevo scrivere un post romantico. Tipo quelli che leggo in giro, corredati da foto fighissime, di week end al mare con un tramonto indimenticabile sulla spiaggia, un cocktail con ombrellino e ghiaccio, magari a casa di amici, in un loft da mille e una notte con vista sullo yacht club.

Andare al mare fuori stagione è piacevole. Fare una fuga di due giorni (con gnappo al seguito) per ricaricare le pile e gustarti un anticipo di vacanza estiva. Ma ci vuole il fisique du role. Io invece sono perseguitato dalla nuvoletta di Fantozzi. Anche se la speranza è sempre l’ultima a morire.

Così a metà settimana guardo il meteo che vagamente dà una nuvola striminzita che copre in parte il sole. Poco poco. Mi faccio coraggio, con la scusa che “ai bambini il mare fa bene…”, che “quando mi capita un altro week end libero…”, ma sì “e spendiamoli un po’ ‘sti soldi…” e mi decido a prenotare un albergo in Liguria.

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Viaggi

Un week end d’inverno a Lerici e alle Cinque Terre

gnappo al mareAl mare d’inverno. Una delle cose più tristi dopo il passaggio all’ora solare in autunno. La cosa ancora più triste è che ha piovuto quasi tutto il tempo. Ma io ho pochi fine settimana liberi dal lavoro di solito durante l’anno e dovevamo cogliere l’occasione. Così è scattata la domanda fatidica: “Cosa facciamo questo week end?”.

Dopo aver passato un’intera giornata su Google Maps, alla ricerca del mare con il miglior rapporto qualità/sbattimento e di una stamberga a poco prezzo, ho deciso. Si va a Lerici, ultimo avamposto ligure prima della Toscana. Golfo dei Poeti. Fortunatamente riesco a trovare una camera doppia con lettino in un’affittacamere in centro. Uica nota positiva oltre alla cena di pesce che abbiamo fatto sabato sera io, Anna e il gnappo.

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Pensieri di un papà

Post post vacanze 2013

itaca ulisseProva… Unodue, unodue, prova… Sto cercando di capire se dopo 15 giorni di assenza dalla tastiera sono ancora capace di scrivere. Mmm, ok, i tasti sono sempre al loro posto. No, non me li hanno spostati nel frattempo. Ma gli occhi ancora non si sono riabituati bene a leggere le lettere sullo schermo. Devono fare esercizio. Comunque, tutto sommato, pensavo peggio. Certo, le vacanze servono anche a disintossicarsi. Perché il blog a volte è come una droga. Quando non scrivi ti manca. Quando ti capita qualcosa di interessante pensi: “Ecco, questo lo potrei scrivere al mio ritorno”. Poi, puntualmente, quando inserisci lo user e la password e clicchi su “Nuovo articolo”, tabula rasa. Dunque, cosa potrei scrivere di interessante come primo post-post-vacanza? Vediamo.

Adesso quasi mi fa un po’ strano tornare nel mio spazio. In questo bugigattolo virtuale dove infilo pensieri e parole (tante a vanvera, come in questo caso). Però ci sono. Eccomi qui. Sono tornato. Riposato? Mah, non troppo. Abbronzato? Ma manco per sogno, forse ero più abbronzato prima di partire. Ingrassato? Eh bé, sì, un pochino sì. Complice la seconda settimana passata in montagna dai miei, tra uno spiedino, una salamella, un mega gelatone e una polenta, senza contare i pranzi e le cene della mamma. Divertito? Ma sì dai, poteva andare peggio. Il gnappo mi ha fatto tanto ridere. E non mi sono neanche troppo arrabbiato. Cioè, nei limiti del possibile ecco.

Tipo il primo giorno di vacanza. Dopo che ho raggiunto Anna e il nano (cresciuto a dismisura nei suoi primi 15 giorni di vacanza coi nonni e la mamma) e siamo partiti per il mare. Destinazione Lignano Sabbiadoro. Monolocale minuscolo, un umidone che neanche nella foresta pluviale si sente, 100 euro persi subito il primo giorno andando in spiaggia, e una bella litigata di benvenuto con Anna, così, giusto per farle capire che ero tornato. Perché in quelle due settimane passate da solo a casa mi ero quasi disabituato ad avere certi ritmi. Avevo perso l’abitudine. E poi a me il mare non piace. Mi rompo. Così ho pensato bene di fare un po’ di capricci. Tanto per gradire.

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Pensieri di un papà

Pronti, partenza… via!

vecchio-faro-lignano-sabbiadoroCi siamo. Dovrebbe essere tutto pronto. Quando sono uscito di casa ho avuto come sempre quella sensazione di aver dimenticato qualcosa, ma dovrebbe esserci tutto. Zaino fatto, trolley con roba pesante per la montagna c’è, libri, pappe del gnappo, bavaglini, pannolini. E quello che non c’è lo compreremo al mare. I dieci giorni di libertà sono finiti, stasera recupero Anna e il nano a casa dei nonni. Domani si parte, alla faccia del bollino nero e del caldo africano. Ci aspetta una settimana di vacanza da soli e una con i miei. Speriamo solo in montagna non piova.

Ho voglia di vedere sia il gnappo che la mia dolce metà. Il primo perché sarà cresciuto in maniera spropositata. Sarà un altro bambino, già lo so. Me l’ha anticipato Anna al telefono: “Sembra che l’abbiamo gonfiato con la pompa”. Tutto merito dell’hotel di Gabicce Mare e della gente intorno. Sì perché quello là mangia quando è al centro dell’attenzione e quando ci sono i camerieri che lo servono. Chiamalo scemo. Antipasto, primo e secondo. Non si è fatto mancare nulla. Mangiava tutto quello che c’era nel menu. E di gusto anche. Poi, quando sono tornati a casa l’altro giorno, è tornato alle vecchie abitudini. Ossia a fare lo schizzinoso come pochi. Tornare alle pastine e agli omogeneizzati dopo tutto quel ben di Dio non gli è proprio piaciuto. E come dargli torto. Adesso ci sarà da ridere, gli daremo quello che mangiamo noi, anche se il pediatra l’ultima volta ce l’aveva sconsigliato. Ma sì, proviamo anche questa.

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Tagliamoci le vene

Pensieri estivi, quando la famiglia è in vacanza

la vita è bellaImbarcati. Suocero, suocera, Anna, gnappo. Tutti al mare. Per una decina di giorni. E io, solo soletto, a godermi il caldo nella città che si sta svuotando. Tristezza? Anche no. Perché le due settimane da “senza famiglia”, mi riportano indietro nel tempo. Sono un inguaribile nostalgico a volte. Rivivo le sensazioni di quando ero single, bastavo a me stesso ed attraversavo la fase forse più nichilista e creativa della mia vita. Sì, la solitudine può essere creativa, addirittura poetica. Che poi, dopo un po’, ti rompi anche le scatole se tutta sta poesia non la condividi con qualcuno, ma presa a piccole dosi riscopri quella parte di te che, nel casino di tutti i giorni, rischi di dimenticare.

Il bello di stare da soli è che puoi fare quello che vuoi. Il brutto è che, tutto quello che fai, non lo condividi con nessuno. E, come diceva il protagonista di Into the Wild, “la felicità è reale solo quando è condivisa”. Ma in questi momenti c’è anche Jovanotti che dice la sua: “Io lo so che non sono solo anche quando sono solo”. Quindi l’importante è stare bene sempre, sia in compagnia di altri che in compagnia di se stessi. E durante l’anno, i momenti per starsene un po’ da soli non sono tanti. Così prendo la palla al balzo per rituffarmi un po’ nei miei pensieri.