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The day after

albaPrima di tutto grazie. Di cuore. Grazie per i tantissimi messaggi che mi avete mandato dopo l’ultimo post, sia qui che su Facebook. Scambiarsi pareri, raccontare le proprie esperienze, incoraggiare e riflettere, aiuta molto. Non tanto per la teoria del “mal comune mezzo gaudio”. Quella lascia il tempo che trova. E’ piuttosto il “buttar fuori”, il parlare, l’aprirsi, il far uscire cose che spesso e volentieri si tengono dentro perché non sappiamo con chi parlarne o perché ci sembra che agli altri non interessino.

Invece io sono convinto che parlarne faccia bene, che confrontarsi con gli altri sia indispensabile, che quando ci sono momenti di crisi ci si debba confrontare prima di tutto con i diretti interessati e poi con le persone più vicine, vis à vis prima di tutto, ma anche su un blog, dove sicuramente c’è più libertà di esprimersi senza la paura di essere giudicati.

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Un po’ di logopedia spicciola

logopediaPian piano sto applicando con il gnappo un po’ di logopedia spicciola. Non che io me ne intenda, ma non posso neanche pretendere che il nanetto parli se qualcuno non glielo insegna no?

Visto che il logorroico di casa sono io, mi sono dato questo compito. Così ogni sera, quando torno dal lavoro mi metto a sillabare e a far “suonare” un po’ le lettere.

Per casa si sentono a una certa ora serie di “ssssssssss”, di “bbbbbbbbbb”, di “fffffffff”, di “zzzzzzzzzzz”. Il gnappo, abbastanza divertito e un po’ perplesso prova a ripetere. Con alcune lettere ci siamo. La “s” e la “m” vanno via bene. Ma anche con la “b” e la “d” non se la cava male. Continua a leggere

Ci mancava pure la Gardnerella vaginalis

Io ringrazio da sempre Dio per essere nato maschio. Oggettivamente siamo più semplici, funzionali, meno complicati fisicamente e anche più “basic” mentalmente. Siamo fertili dall’adolescenza fino alla vecchiaia, non abbiamo il ciclo, non andiamo in menopausa (sì c’è l’andropausa è vero, ma tanto hanno inventato il viagra), non dobbiamo far uscire bambini da un piccolo buchetto, e la lista dei vantaggi potrebbe continuare.

Dopo aver sopportato tempeste ormonali, non mangiare pesce e salumi crudi per la positività alla Toxoplasmosi, aver smesso di fumare controvoglia, prendere pasticche di ferro da cavallo, fare un’infinità di esami del sangue, Anna si è presa pure la Gardnerella vaginalis. Almeno così ha sentenziato la ginecologa dopo le ultime analisi. Ha detto anche che è abbastanza comune per una donna in gravidanza. Sarà…

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Maschi contro femmine, per me vince il primogenito maschio

Da quando ho saputo che il pargolo è un maschio (almeno così dovrebbe essere secondo la ginecologa, uso sempre il condizionale per scaramanzia) sono più sereno. Per me (e credo per la maggior parte dei papà) avere il primogenito maschio è quasi una garanzia per una serie di vantaggi notevoli:

1) sarà anche una cavolata, ma intanto il mio cognome potrà essere portato avanti da un’altra generazione (anche se adesso con le pari opportunità si può dare giustamente ai figli anche il cognome delle madri). E la cosa un po’ mi gratifica.

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Quando meno te l’aspetti… è un maschio!!!

Lunedì abbiamo fatto la famigerata ecografia morfologica. Centro medico privato in via Monterosa a Milano. Attesa di mezz’ora rispetto all’orario dell’appuntamento, neanche troppo. Io in sala d’aspetto dal medico sono sempre nervoso, come se dovessi fare io l’esame. Per giunta in quelle situazioni di imbarazzo, dove vedi altre mamme panciute e papà in visibilio ad accarezzare amorevoli l’ombelico della companga, mi trasformo in un mix tra Carlo Verdone e Alberto Sordi ne Il medico della mutua. Ossia faccio il coglione, come al solito.

Scena: entriamo nel superfigo centro medico con la sala d’aspetto costituita dal desk della reception e da 5 divanetti verde bottiglia rigorosamente da due. Ma sedie singole no? Divanetti un po’ più grandi? No, ovviamente i divanetti per due culi erano occupati da donne incinte in attesa di visita e fidanzati, mariti, compagni al seguito, totalmente spaesati e impacciati. Esattamente come ero io.

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Oggi ecografia morfologica: speriamo che sia maschio

Finora Anna ha fatto due ecografie dalla ginecologa. Ovviamente io ho saltato bellamente entrambe. Per questo sono pure stato cazziato dai miei colleghi “papà perfetti”. Vabé.

Ho quindi visto solo due foto dell’esserino, tipo Polaroid in bianco e nero e mai una “diretta video” delle sue evoluzioni nella piscinetta di placenta: nella primissima si vedeva una specie di paperella. Due piccole “palle bianche” una più grande e una più piccola che facevano vedere come “l’ospite inatteso” in effetti ci fosse. Insomma, ho avuto la conferma che le tette di Anna non erano cresciute così, senza un motivo (mi sembrava strano non ci fosse il barbatrucco).

Nella seconda ecografia invece si è vista una mini-testa messa di profilo tipo “alieno” e pure un abbozzo di manina. Solo allora ho realizzato che là c’era davvero un piccolo essere umano (fino ad allora ovviamente non avevo creduto veramente che dentro la sua pancia ci fosse qualcuno e anche ora che siamo al sesto mese, a dir la verità, faccio un po’ fatica a realizzare).

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