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Perdere il lavoro dopo il parto, l’albero di Valeria

Bosco di FedeValeria ha un bimbo di 10 mesi e ha perso il lavoro quando era in maternità. Dopo essere diventata mamma, nonostante tutta la felicità che una nuova nascita può portare, ha passato dei momenti bui. Si è sentita annullata, è ingrassata, tutto per lei è diventato uguale. Valeria però ha fiducia nel futuro, sa che questa è una fase che passerà, che questo periodo nero che sta attraversando sarà presto solo un ricordo. In questo la sta aiutando molto il marito che la sostiene e l’ha coinvolta attivamente in alcuni progetti.

Ecco il suo albero-racconto. Continua a leggere

Un film da vedere: “Travolti dalla cicogna” (+ scene)

Non sono né un cinefino né un cinofilo, nel senso che non vado pazzo né per i film al cinema né per i cani (mi piacciono, ma non ho una grande confidenza con i quattro zampe e al grande schermo preferisco il teatro).

Comunque oggi esce un film che prima o poi vorrei andare a vedere con Anna: “Travolti dalla cicogna” (traduzione dal francese di “Un heureux événement”, un lieto evento). Dal trailer sembra carino. Alcune recensioni che ho letto in giro (il film è uscito l’anno scorso in Francia) non ne parlano troppo bene, ma sono davvero curioso di vederlo visto che racconta una storia che più o meno abbiamo vissuto. Sì, insomma, anche noi siamo stati un po’ travolti (e ora ogni tanto anche stravolti) dalla cicogna.

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Inps e maternità, la nostra odissea tra procedure assurde

Avere a che fare con l’Inps è una vera odissea. E’ praticamente un incubo o, con un po’ di ironia, un film dell’assurdo.

La vicenda è questa: la posizione di Anna  è un po’ particolare perché non essendo dipendente, né lavoratrice autonoma a partita Iva, ma assegnista di ricerca (che tra l’altro le è scaduta a da 4 mesi), è a metà tra una disoccupata e una parasubordinata. Comunque non ha importanza chi o cosa lei sia, ma la disorganizzazione degli uffici preposti (uso apposta anch’io un po’ di burocratese visto l’argomento).

Va in un Caf a Milano. Strapieno. Manda i suoi genitori alla sede Inps di Milano per avere informazioni. Ma serve un appuntamento che va prenotato o in loco o telefonicamente. Loro provano a prenderlo in loco (ovviamente, visto che erano già lì), ma il sistema di prenotazione è ko. Ok, (che sfiga) si fanno dare il numero, poi Anna lo chiamerà.

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