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Svomitatio, cronaca di una notte insonne

stand by me palla di lardo vomitoPrima o poi doveva succedere. E anch’io ero un po’ stupito dal fatto che al gnappo non fosse mai venuto prima. E invece ieri notte, puntuale come Babbo Natale la notte del 24 dicembre, è arrivato  anche lui: lo svomitazzo.

Da qualche settimana, (forse mesi?) il nano ha ripreso a svegliarsi la notte. Ultimamente, complice la febbre che gli è venuta dopo il nostro giro al Christmas village, è sempre molto agitato, nonostante la febbre gli sia passata dopo solo un giorno e mezzo. Così a turno (la media è 4 turni io e 1 Anna) faccio scattare la “pratica brandina” per andare a dormire in camera sua vicino al suo lettino. Perché altrimenti è un viavai continuo con lui che piange disperato nel cuore della notte e urla: “Mammmmmmaaaaa!”.

Comunque. Va a letto alla solita ora. Dopocena niente giochi movimentati. Si addormenta quasi subito visto che già la sera prima si era svegliato innumerevoli volte. Dalle 10 all’una almeno 4 o 5 risvegli. Ahia. La partenza non era delle migliori. Anna doveva svegliarsi presto per andare a fare una visita medica. “Basta lasciamolo piangere, non ha niente”, le dico alla quinta alzata dal letto. Ma lei non riesce a resistere alle sue urla disperate, così si butta giù di soprassalto, accende le luci all’improvviso, va in camera sua incazzatissima, sbattendo la porta che per poco non viene giù. Per una volta va lei a dormire da lui.

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La tortura cinese

bastardidentro-logo-thumbIeri siamo andati dal pediatra. Quello “privato” ovviamente, perché riuscire a beccare l’altra, quella della mutua, è come vincere al Superenalotto. Ce lo ha indicato un’amica di Anna che porta lì sua figlia. Anche stavolta, senza volerlo, abbiamo ottimizzato: dovevamo portare comunque il gnappo da lui a fare un controllo per la crescita, ma visto che sabato notte gli era venuta un po’ di febbre (con relativa tosse) ne abbiamo approfittato per fargli il tagliando completo. Responso: niente catarro nei bronchi, la febbre gli era passata già domenica, solo un po’ di gola arrossata, via di Nurofen per qualche giorno e incrociamo le dita.

Questo pediatra ha più o meno 126 anni. Ha uno studio-casa molto bello, in un palazzo d’epoca. Quando vai là nella sala d’aspetto non c’è mai nessuno e l’attesa non va mai oltre i 10 minuti. Un sogno. Considerando quanto di solito prendono i pediatri privati per una visita, che lui è quasi sempre reperibile, direi che 40 euro a botta, sono una cifra abbastanza onesta per un superprimarioemerito (Gran Mascalzon., Lup. Man., Pezz. di Merd. Gran Farabutt, di Gran Croc). A differenza dell’altra pediatra (quella con la gioia interiore) che è della scuola “non dategli niente, se ha la tosse passerà”, questo è invece più interventista. Della serie: “Se ha la tosse dategli sei gocce. Sulle istruzione c’è scritto di meno, ma voi non preoccupatevi”. La medicina non è una scienza esatta a quanto ho capito. Ognuno c’ha la sua ricetta.

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Ma le famose cene con gli amici?

StargateI due trasfertisti sono tornati all’ovile. Il gnappo è cresciuto. Dai nonni ha mangiato, si è divertito, si è allenato per camminare e ha fatto divertire tutti. Di notte non ha fatto dormire nessuno. Soliti risvegli, ormai ci siamo abituati, anche se io, in sei giorni, mi sono facilmente disabituato e adesso tornare a vagare per la casa in piena notte stile zombie sarà dura.

Nel frattempo, visto che abbiamo un numero imprecisato di cene con amici in arretrato ho organizzato una full immersion di visite. Stasera due miei amici da noi per una pizza, sabato noi tre da altri due amici per cena, domenica una mia amica con figlio 5enne da noi. Sono talmente tante le cene da recuperare che questa full immersion nel week end era necessaria.

Dico era, perché il gnappo ha la febbre. Trentotto e otto (38.8). E io cosa devo fare se non tirare craniate contro il muro? Praticare esercizi yoga visti alla tv? Raparmi a zero e trasformarmi in monaco tibetano con tanto di fetta d’arancia in testa, tipo quelli di una vecchia pubblicità delle Halls Mentoliptus? Mettermi a fare le parole crociate? Andare ad acquagym per dimenticare?

L’ultima febbre era arrivata dopo che io e Anna eravamo andati a Firenze, quando era stato un paio di giorni dai nonni. La storia si ripete in quest’ordine: nonni-ritornoacasa-febbre. Quando si fa un mese d’asilo ininterrotto, con neve, freddo, bufera, niente. Sano come un pesce. I suoi compagni d’asilo saranno peggio degli untori di manzoniana memoria, ma i suoi anticorpi se ne fanno un baffo. Gli fanno un mazzo tanto.

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Caro bimbo, ma quanto mi costi in gravidanza?

So che è brutto parlare del vil denaro quando si tratta di bambini, in particolare quando questi sono in fase di “elaborazione” nella pancia della mamma. Ma davvero non immaginavo che una gravidanza (e non immagino ancora un bimbo appena nato e poi via via fino all’università) potesse costare così tanto.

Ieri Anna è andata dalla ginecologa a fare una semplice ecografia di controllo: 150 euro. Taac. Non è la prima (ne ha fatte finora almeno 3 o 4 se non mi sbaglio) e altrettante ne dovrà fare da qui al parto.

Medicine: la ginecologa le ha prescritto una serie di integratori, sotto forma di enormi pastiglie che si deve ingollare almeno un paio di volte al giorno prima o dopo i pasti. Tra questi c’è una buona dose di ferro che tra l’altro le causa un po’ di stitichezza (e te credo, con tutto quello che ne prende ormai cagherà bulloni poverina!) e Omega-3 (i famigerati Omega-3 di cui tutti parlano, ma che non ho mai capito a cosa servano). Più altri integratori vari, di cui ignoro la composizione, e tante vitamine dalla A alla Z.

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