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Talis pater, ovvero: la mela cade sempre vicino all’albero

mela cadeIl nanerottolo che cresce alla velocità della luce ha già le sue abitudini, i suoi modi di fare, il suo carattere. E facile capire da chi ha preso. Manco a dirlo, da me. E non so se sia un bene. Almeno per il momento, visto che magari col tempo cambierà, ma da certi suoi atteggiamenti mi sembra di vedermi in uno specchio in miniatura. Su un sacco di cose.

Cibo. Come si dice dalle mie parti il gnappo è un vero sgnèrfolo, uno schizzinoso, uno che non mangia tutto e che appena proviamo a fargli assaggiare qualcosa di nuovo fa una faccia tipo: “Cos’è questa cacca che mi state dando?”. Non è un mangione e quando si stufa della pappa (se va bene la mangia tutta, se va male si ferma al quinto o sesto cucchiaio) gira la testa, chiude la bocca a saracinesca e tenta di colpire il cucchiaio dandogli una manata.

E’ un esercizio ottimo per i riflessi pronti, quello che io e Anna facciamo quotidianamente, tre volte al giorno. Perché lui, appena non vuole più la pappa, quando meno te l’aspetti, prova a buttare tutto all’aria (e il più delle volte ci riesce). Altre volte invece fa una faccia da insofferente e mette il braccio in alto per allontanare il cucchiaio come il miglior commediante all’italiana. Un vero attore.

Sonno. Per addormentarlo ci vuole del bello e del buono. Prima di cadere tra le braccia di Morfeo, si alza, si gira, prova 200 posizioni possibili. Prima in un senso, poi in un altro. Poi, sul più bello, quando il respiro si fa più affannoso e sembra che il sonno abbia avuto la meglio, appena provo ad alzarmi e ad uscire dalla sua stanza, tac! Lui si rialza e piange. Farlo fesso è difficile.

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Domenica, svezzamento, pazienza: è solo l’inizio

Ieri gli abbiamo dato per la prima volta la mela. Non è andata male. All’inizio era un po’ perplesso, ma gli è piaciuta. Anche quando lo imboccavo io lui guardava sempre sua madre. Voleva essere sicuro forse che non lo stessi avvelenando. Ne ha mangiato mezzo vasetto. So che la mela va grattugiata a casa, direttamente dal frutto, ma noi per il debutto ci siamo affidati alle sapienti mani robotizzate della Nestlè.

Oggi ci abbiamo riprovato. Questa volta con la crema di riso (ogni volta che penso “crema di riso” mi viene in mente la canzone di Battiato che però diceva “carta di riso e canna di bambù”).

Comunque, ecco l’aggiornamento via mail di Anna, alle prese con i primi timidi tentativi di svezzamento del pupo, mentre io sono al lavoro:

—-Messaggio originale—-
Da: Anna
Data: 17-giu-2012 13.17
A: Federico
Ogg: Re: mestieri pericolosi…

“Gnappo rompe sempre un po’ la minchia ma adesso sta dormendo. Spero che tiri almeno un paio d’ore!! Prima gli ho preparato la pappa, na sbobba liquidissima e insapore. Te credo che gli fa schifo.