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Io e la musica, forse è meglio darsi all’ippica

tromba subitoA me la musica piace. Ma va? Ancora devo trovare quello che dice “a me la musica non piace”. E’ un po’ come dirsi favorevoli alla pace nel mondo. Però non sono uno fissato con la musica. Non ho un cantante o genere preferito, non ho un iPod o uno smartphone da attaccare alle orecchie, giro pochissimo in macchina e quindi la radio non la ascolto tanto. Anche in casa, sono troppo poche le volte in cui accendo lo stereo.

Se proprio devo, nonostante i cd e gli infiniti elenchi di mp3 su chiavetta non mi manchino, in casa accendo la radio. E al gnappo piace. Si capisce perché dondola e gongola. Certo, non è come le figlie di alcuni miei colleghi che già a 18 mesi si muovono come le veline, ma almeno un po’ di movimento lo fa. E ride.

Ammetto che nella sua educazione musicale non sono un bravo papà. Non gliel’ho quasi mai fatta ascoltare quando era nella pancia. Ecco, se a scuola lo bocceranno forse sarà perché non gli ho dato la sua dose di Mozart nei primi nove mesi. Ci ho provato una volta durante la gravidanza, ma dopo il primo tentativo ho abbandonato. Anna mica poteva passare le mezz’ore ferma vicina allo stereo. Ho scoperto mesi dopo che c’erano gli auricolari per far sentire la musica al nano nella pancia. Se l’avessi saputo, non credo li avrei comprati.

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Spazio revival, la musica assurda degli anni ’90

C’è una canzone che canto al pupo quando è disperato*. Mi è venuta in mente così, dal nulla, e l’ho trovata perfetta, almeno nella prima strofa. “Dimmi perché piangi/di felicità/e perché non mangi/ora non mi va/dimmi perché stringi/forte le mie mani…” ecc. ecc. ecc.

E’ la classica canzone smelensa che cercando poi su Youtube ho scoperto essere stata cantata da Aleandro Baldi e Francesca Alotta (e chi se li ricordava?) e ha pure vinto il Festival di Sanremo del ’92 nella categoria nuove proposte. Recentemente è stata pure ripresa e cantata in spagnolo da Jennifer Lopez e Marc Anthony in “No me ames“. Esticazzi!

Insomma, cliccando qua e là su un po’ di link di video correlati mi si è aperto un mondo: quello delle canzoni strappalacrime anni ’90.

Nell’ordine mi sono apparsi i seguenti video: Paolo Vallesi con “La forza della vita” (altro tormentone-depression all’epoca) da tempo desaparecido, Michele Zarrillo con “Una rosa blu” e “Cinque giorni“, Marco Masini con “Bella stronza“, Amedeo Minghi e Mietta con “Vattene amore“.

Per chiudere la lista non si può non citare il sosia di Paolo Vallesi, Massimo Di Cataldo, (e chi se lo ricordava più?) e il mitico Alessandro Canino che cantava “Bruttaaa, ti guardi e ti vedi bruttaaaa...”. Ma che testo incredibile e inimitabile aveva?

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