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Metodo Hogg o metodo Estivill?

Ci sono giorni in cui sono a mille. Altri in cui sono incacchiato con il mondo intero. Oggi è uno di questi. Il bello è che non so il perché. So solo che in questi giorni ho le balle girate di mio. Lavoro, torno a casa, e con Anna parlo delle solite cose. Le duemila commissioni fatte e da fare, manco fossi un amministratore di condominio.

Poi c’è da mettere a letto il gnappo. Quando torno a casa tardi ci voglio giocare un po’ dopo cena e inevitabilmente lo agito. Così la mia messa a letto ieri è riuscita proprio male. Risultato: pianti continui e innumerevoli risvegli fino all’alba.

Il fatto è che non ho pazienza. Vorrei che si addormentasse subito. Invece c’è da star lì con lui a lungo ed essere il più calmi possibile. Così mi girano. Dopo quasi nove mesi mi sono stancato di alzarmi di notte perché lui si sveglia piangendo disperato (apparentemente senza motivo). Anna credo sarà più stanca di me. Dovrei farle un monumento per tutto l’impegno che ci mette e per la pazienza che ha. Ma quando sono arrabbiato me la prendo con tutti e quindi anche con lei che è a portata di mano.

Stanotte, dopo il terzo risveglio notturno, me ne sono andato incazzato a dormire sul divano. Stamattina prima di uscire non ho detto una parola. Neanche un sorriso al gnappo che mi guardava e voleva le solite feste che gli faccio alla mattina.

Perché minchia si sveglia sempre piangendo? Non sono i denti-non è la fame-non è il caldo. Quindi? Che minkia vuoi?

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E arrivarono le colichette… che belli i neonati!

Speravo non sarebbero mai arrivate. “Un 15% di bambini non le ha”, mi diceva Anna. Ci hanno illuso i primi 40 giorni che sono andati alla grande. Speravo che il gnappo appartenesse a quel 15%. Poi, quando meno te l’aspetti, arrivano loro. Le Colichette.

Solo il nome mette paura. Lo si può pronunciare con accento del Nord tipo milanese (ué Africa, sono arrivate le colichètte, taacc) oppure del centro-sud tipo romano (mannaggia alle colichétte).

Notte d’inferno. La prima dopo tanto tempo. Forse una punizione meritata perché io ed A. abbiamo avuto la sfrontatezza di andare a cenare da soli per il suo compleanno lasciando il pupo in casa coi nonni materni.

Sembrava troppo bello per essere vero. Ok, ci vuole sempre un po’ per metterlo a letto. Si svegliava per la poppata notturna ogni 4 o 5 ore. Ma tutto era abbastanza sotto controllo.

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