Le prostaglandine non funzionano, proviamo con le tette?

prostaglandineE niente, quello là non ne vuole sapere di mettere il naso fuori. Figurati. Come dicono tutti? “Vedrai che con il secondo sarà una passeggiata, lo farai in un attimo…”. Perché in teoria nel secondo parto il corpo della mamma “si ricorda” della prima volta e quindi c’è una sorta di shortcut. See, come no.

The Second se ne frega di tutte le teorie dall’ostetricia e fa un po’ come pare a lui. Non vuole scendere e quindi, se non fa un bel rush finale, se lo andranno a prendere con un parto indotto che è già stato prenotato. C’abbiamo il numerino.

Un po’ di ansia Anna ce l’ha e io, di rimbalzo, pure. Dicono che il parto indotto non sia il massimo, qualche rischio c’è, a volte sfocia in cesareo, quindi la mamma soffre come una bestia per il travaglio con contrazioni pesanti per niente.

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In attesa del parto: tra visite, cartoni e telefonate

Eccoci “fuori termine” in attesa che “Giacomino” (ormai i nostri amici lo chiamano tutti così) venga fuori. Evidentemente sta bene là dentro al caldo e non ha intenzione di venire fuori. Come dargli torto? Quindi con il termine ufficiale già scaduto il 4 gennaio e il parto indotto previsto entro il 15 gennaio, siamo in attesa.

Mia mamma e mia suocera ci chiamano una o più volte al giorno per sapere se ci sono novità. “Ma no minkia! Se ce ne fossero vi chiameremmo no?”. Ma faglielo capire… Battaglia persa.

Approfittiamo di questi momenti di calma per fare le ultime cose, per guardarci i cartoni che passano in tv alla sera (tipo La Bella e la Bestia, Ratatouille, Gli Aristogatti… oltre ad essere rincoglioniti stiamo cercando di farci una cultura sugli ultimi Disney Pixar che ci mancano e cerchiamo di entrare nel mood cartoni in anticipo in modo da arrivarci preparati quando ce ne sarà bisogno).

Intanto a casa mia è iniziato una sorta di pellegrinaggio degli amici che, presi dai sensi di colpa per non averci visto negli ultimi mesi di gravidanza, cercano di recuperare all’ultimo minuto. Risultato: processione di parenti e amici a casa che nei limiti del possibile cerchiamo di tenere a bada.

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