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Togliere il pannolino, lo spannolinamento definitivo

gnappo dormiensE’ passato più o meno un anno e mezzo da quando abbiamo iniziato le prime prove di spannolinamento del gnappo. Vedere la data dei vecchi post mi aiuta a ricordare il tempo che passa. Il percorso è stato lungo, ma ce la stiamo facendo.

Prima di tutto devo dire che il gnappo è sempre stato bravissimo. Non ha fatto grandi storie, né quando gli abbiamo tolto il ciuccio, né quando abbiamo provato a lasciarlo senza pannolino di giorno.

Poi, più per nostra comodità che per altro, glielo abbiamo lasciato su solo quando dormiva, pisoli compresi. Prima di tutto perché lui ha il sonno pesante e non si sveglia neanche con le cannonate e poi perché non avevamo voglia di alzarci altre volte la notte per portarlo a fare pipì.

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Errore di procedura

cascateStavamo quasi per spegnere la luce. Quando Anna ha avuto un flash. Uno sprazzo di lucidità improvvisa. Capita, forse, durante la gravidanza, quando il cervello femminile è in balìa degli ormoni. Poteva comunque capitare a tutti, anche se lei non è nuova a questi blackout mentali, come quella volta in cui a momenti mi incendia la casa.

Avevo già messo a letto il gnappo da almeno mezz’ora (adesso io e lui siamo nella fase idilliaca, vuole più me che la mamma, non so quanto durerà). Prima di addormentarsi continuava a girarsi. Ma non mi erano venuti particolari sospetti, visto che lui di solito è sempre sull’agitato. Le operazioni di lavaggio denti e messa del pigiama erano state fatte dalla mia dolce metà, come ogni sera. Quindi non c’era nulla di strano.

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Cucù, e il pannolino non c’è più

pannolinoPer la prima volta, abbiamo tolto il pannolino al gnappo. All’asilo le maestre ce lo dicevano già da un po’. Secondo loro era pronto al grande passo. Sabato Anna è andata al mercato e ha comprato ben 24 (ventiquattro) mutandine, giusto per stare tranquilli. Domenica abbiamo dato il via all’esperimento.

Risultato: sei cambi di mutande e pantaloni, un cambio di lenzuola del lettone, un divano pisciato (per fortuna quello è da cambiare), il gnappo inverso tutto il giorno e noi a fare esercizi zen per non perdere le staffe. Poteva anche andare peggio. Certo, poteva cagarsi addosso, mentre invece l’ha fatta nel vasino dopo pranzo, con somma gioia di tutti.

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Togliere il pannolino, prove di spannolinamento

Ci stiamo lavorando, ma c’è ancora molto da fare. Siamo solo agli inizi. L’input è arrivato dall’asilo. Io al momento neanche ci pensavo. Il gnappo messo sul cessetto a fare i suoi bisognini. Cacca prima di tutto. Quando ho visto la foto che mi hanno mandato dall’asilo sono scoppiato a ridere. Fantastico. Lui seduto sul water da nani, come fanno i grandi. Che storia.

water asilo piccoliCosì, subito entusiasmato dall’idea, ho mandato Anna a comprare l’occorrente. Un riduttore d’asse, a misura di chiappette. Fare la cacca seduti su Topolino e Paperino. Son soddisfazioni eh.

Peccato che il collaudo non sia andato proprio nel migliore dei modi. E nel migliore dei tempi anche. Sì perché, preso dall’entusiasmo della novità, ho voluto subito ritentare l’esperimento a casa. “Se all’asilo ci sono riusciti, perché non dovrei riuscirci io…”, ho pensato. Solo che là, al nido, le maestre hanno anni di esperienza, con sederini, cacche e spinte di tutti i tipi. Per tanti bambini, più volte al giorno. Io invece sono un esordiente totale. Ho solo il gnappo ed è la prima volta che faccio l’esperimento. Che purtroppo non è andato come avrebbe dovuto. Continua a leggere

La nostra maniglia antipanico

Noi maschi abbiamo una comoda e pratica maniglietta che ci conforta e ci rassicura. Dobbiamo controllare ogni tanto se c’è, non si sa mai che qualcuno ce l’abbia portata via o che sia scappata. E’ comoda, pratica, sempre al suo posto. Iniziamo a prenderci confidenza a pochi mesi, poi pian piano, quando cresciamo, la società ci impone di lasciarla stare, almeno in pubblico. Ma, anche da grandi, ogni tanto una controllatina ci sta sempre.

Anche il gnappo ha imparato ad attaccarsi lì. Ovviamente nei pochi minuti durante il pit stop per il cambio di pannolino. Però appena il Didi torna libero ecco che subito la manina va lì, a controllare se ai piani bassi è tutto a posto.

Una mia amica, appena diventata mamma di un bimbo mi disse: “Ora capisco molte cose degli uomini…”.  Bhè, per noi è una cosa innata. Abbiamo un migliore amico dal quale non ci possiamo mai separare. E’ la nostra fonte di gioia. E’ rassicurante. Una delle poche certezze della vita. Quella è la vera maniglia dell’amore. Una maniglia antipanico. Quindi, se ogni tanto ci vedete con le mani laggiù, non ci rimproverate. Vogliamo solo un po’ di conforto.

Poi certo, in pubblico non sta bene. Ma voi non potete neanche capire la gioia di un uomo quando, anche in mezzo alla gente, magari di nascosto, senza farsi vedere, riesce a darsi una grattatina con circospezione. Il gnappo ha già capito chi è il suo migliore amico. Appena può lo va a trovare. Immagino la sua gioia quando non avrà più il pannolone…