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Il complesso di Edipo

complesso di edipo“Vuoi più bene al papà o alla mamma” è una domanda che non si dovrebbe fare. Ma io me ne frego e al gnappo l’ho fatta lo stesso. La risposta è venuta da sé. E il prescelto non ero io, giustamente.

In questo periodo Momo ha il rifiuto del papà. Nell’ordine io non posso: baciare la mamma, baciare lui, chiedergli un bacino, contraddirlo. Posso solo giocare. Per giocare il papà va sempre bene. Ma siccome io sono bastardo inside, la mamma cerco di baciarla lo stesso e muoio dal ridere nel vedere lui che mi sposta la faccia con la mano.

A volte sbaglio, tipo quando parte la sfilza infinita di “è mio!”, “no è mio!”, “è mio!”, “no è mio!”. Ma anch’io mi potrò divertire in qualche modo no?!

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Un week end di inizio primavera tra capre e vitellini

un week end di inizio primaveraQuesto week end siamo andati alla scoperta di un po’ di animali. Il gnappo finora aveva visto dal vivo solo i cavalli, spaventandosi non poco, visto che la loro testona era più lunga di lui. E’ da un po’ di tempo che ci piace cantare insieme “Nella vecchia fattoria” con la chitarra, (lui ovviamente fa i versi, anche se ancora ogni tanto confonde la mucca con il maiale, ma vabé…) e io non vedevo l’ora di portarlo a vedere i protagonisti della canzone.

Visto che a Milano gli unici animali che vediamo sono cani, gatti, piccioni e se va bene pantegane, sabato abbiamo fatto un tour alla scoperta di quelli della fattoria. Siamo andati da un mio amico che ha galli, galline, oche, pulcini, anatre, conigli e capre. Le ultime caprette gli sono nate appena quattro giorni fa e ho colto l’occasione al volo per andarle a vedere.

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Quell’irrefrenabile voglia di parchetto

Sandali-alla-schiavaQuando vado al parco vedo diversi papà con i loro figli. Che bravi, mi dico, anche loro qui. Ma perché noi papà andiamo al parchetto? Forse perché vogliamo lasciare tranquilla un po’ la mamma. O magari perché abbiamo voglia di spingere l’altalena e mettere sugli scivoli i loro pargoli. Seee, vabé, e due più due fa cinque. No, il motivo è un altro: al parco c’è gnocca. Soprattutto adesso che è estate ed è via libera per gambe e braccia scoperte, decolleté in vista, sandali, gonne e minigonne, magari con quell’effetto vedononvedo, che è meglio che non vedo, perché se vedo…

Una volta noi papà andavamo in discoteca o nei discopub anni ’90. Oppure il sabato pomeriggio in centro. Adesso, a noi uomini con prole in cerca di belvedere è rimasto solo il parchetto. Per carità, non è che in ogni parchetto per forza ci sia sempre un defilé di stragnocche. Spesso la popolazione over 60 supera quella under 40, anche nelle zone per i bimbi. Ma mediamente qualche mamma, o baby titter sitter piacevole c’è sempre. Così, quando i papà sguinzagliano i nanetti tra altalene, scivoli, giostre e castelli di legno, si può facilmente unire l’utile al dilettevole e rifarsi un po’ gli occhi. Mica c’è niente di male, il piacere rimane estetico. O estatico. Dipende. Honi soit qui mal y pense.

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A passeggio con la fascia e il mio nuovo sport

Ho trovato un nuovo passatempo per quando esco a passeggio con il gnappo. Si chiama “evita la vecchietta”.

Premessa: Come succede spesso (forse troppo, ma speriamo finisca presto una volta terminato il trasloco) in questo periodo io e Anna ci diamo il cambio nel rimbalzarci il pupo. Entro in casa io esce lei, e viceversa. Così ieri, visto che era una bella giornata e che alle 6 di sera c’era ancora il sole e molto caldo, sono uscito col gnappo nel marsupio. Anzi, con la fascia Mei Tai che sembra il nome del maestro bastardissimo di arti marziali di Uma Thurman: il grande Pai Mei.

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