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Cartoni animati

Il quartier generale Paw Patrol, i regali (e i genitori) esauriti

paw patrol quartier generale cani
Paw Patrol quartier generale

Ci siamo. E’ partito il rush finale per la corsa ai regali di Natale. Ultimo weekend prima del 25 dicembre. Il delirio totale. Genitori di fretta si dirigono verso negozi di giocattoli. I più previdenti li hanno comprati online, ma settimane fa. Perché ora è troppo tardi. Se ordini adesso su Amazon rischi di non arrivare in tempo per mettere i pacchi sotto l’albero. E quindi? Eh, le provi tutte: chiami i negozi, speri nella botta di culo. Soprattutto per certi regali che sembrano introvabili. Tipo il quartier generale Paw Patrol.

Ebbene sì. Da settimane abbiamo abbandonato Mamma Rai (YoYo) per dirigerci verso Cartoonito dove prima di cena il gnappo si spara un po’ di puntate dei Paw Patrol. Avete presente quei cuccioli di cane in una squadra di soccorso comandati da un ragazzino di nome Raider? Loro. Quei cani lì. Ognuno con un colore diverso. E tutti riuniti, prima di ogni missione, nel quartier generale Paw Patrol.

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Pensieri di un papà

Buona Pasqua 2014

pasqua 2014Oh, siamo già a Pasqua. Non so se ce ne rendiamo conto. Natale sembra ieri. Ho riletto il post di Pasqua 2013 e da queste parti c’era lo stesso brutto tempo.

Su Facebook impazza come ogni anni la difesa degli poveri agnellini. Un classicone. Le vongole però non se le caga mai nessuno. Ma che male vi hanno fatto poverine?

Comunque, il detto “Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi“, da noi non vale. Domenica saremo tutti insieme appassionatamente attorno a un tavolo. Ma va bene così.

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Pensieri di un papà

Tutti pazzi per il Royal Baby. “Push Kate, push!”

patate duchessaCi siamo. Dopo il royal termine farlocco sembra arrivato il momento: forse stanno arrivando le royal contrazioni. La valigia (forse un baule intero?) con pigiami e beauty case è pronto. Kate sta per sfornare. Dopo il royal concepimento (come lo faranno i principi, come tutti noi o c’è anche per quello un’etichetta?) tutto è pronto al St. Mary’s Hospital di Londra. Ci sono le royal ostetriche in fermento, così come il royal ginecologo. La regina Elisabetta si è già rotta le scatole: “E scodellatelo sto royal baby, che c’ho da andare in vacanza io!”. Va per le spicce la vecchietta. “Bisnonna io? Ma non ci pensate per niente a chiamarmi così!”, avrà detto alla bisnuora.

Se i royal book maker avevano scommesso sulla data del royal  parto per il 13 luglio, ora il lieto evento è atteso per il 23. “Usate le royal prostaglandine perché se ritarda ancora io me ne vado on holidays”, ha minacciato sua maestà Betta II. Ma niente, il royal baby si fa attendere. E ormai anche i royal media hanno perso la speranza. “Ma sarà davvero incinta la royal mamma o si sarà messa un cuscino sotto la pancia?”, si chiedono.

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Pensieri di un papà

E anche questo Natale… (2)

covelli garroneL’abbiamo sfangata. Anche questo Natale, se lo semo levato dalle… Il giorno di Santo Stefano è come vedere l’oasi nel deserto. Un giorno fantastico, dove se vuoi vai al cinema, se vuoi vedi gli amici, se vuoi te ne stai a letto a dormire.

Il pranzo natalizio è andato bene. Eravamo in 12, come gli apostoli. Il gnappo ha retto fino al dolce, poi dopo i primi segni di insofferenza da seggiolone è stato prontamente preso in braccio da mia mamma. Mentre lei parlava lui, svelto come una faina, ha preso il piattino davanti a lui e se l’è fatto roteare sulla testa. Visto che mia mamma, dopo la prima volta, ha continuato a parlare, lui ci è riuscito anche la seconda volta.

Come regali gli sono arrivati lo “Speedy” della Chicco, dei mattoncini colorati più altre cose (tutine ecc) che sono state consegnate prima di Natale. Io sono rimasto incazzoso tutto il giorno, ovviamente. Poi verso sera, quando i parenti hanno iniziato ad andare via ho iniziato a rasserenarmi.

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Pensieri di un papà

Altro Natale, Befana arriva presto

Babbo-NataleQuest’anno è stata una vigilia di Natale un po’ diversa. Non ho neanche acceso la tv per guardare una poltrona per due. Per la prima volta ho passato la sera del 24 dicembre a casa mia invece che dai miei, con Anna e il gnappo. Sono arrivato a casa tardi. Come sempre, appena entrato, lui mi ha sorriso e mi ha messo di buonumore, anche se di solito, durante queste feste, ho le balle girate di default.

Cena frugale, con olive ascolane e mozzarelline di antipasto. Orecchiette (che scadevano a breve) col pesto. Nel pesto che ci ha dato mia mamma c’era pure l’aglio. Dopo il letto che cigola, la vestaglia inguardabile regalata a gennaio ad Anna e l’aglio nel pesto inizio a sospettare che siano tutti escamotage per non farci più trombare. Non si sa mai che arrivi un altro fratellino/sorellina.

Dopocena Anna si è messa a preparare i nostri regali che daremo oggi al pranzone con tutte le due famiglie riunite. Visto che siamo arrivati all’ultimo, in mancanza di altre idee, abbiamo fatto per tutti un calendarietto da tavolo con una foto del pupazzo per ogni mese che gli abbiamo scattato, da gennaio a dicembre.

Averli fatti online ci sarebbe costato meno ma, tra la mia influenza e quella di Anna, oltre alla nostra cronica disorganizzazione, non avevamo i tempi tecnici giusti. Così sabato sono andato in scooter nel solito mobilificio svedese a prendere dei portafoto ad anello da 12 euro e 50. Ne ho presi 8, più carta da regalo, per una spesa totale di 105 euro circa. La spedizione nel gelo di dicembre non mi ha fatto bene. Alla sera avevo ancora 39 di febbre. Per fortuna stavolta è bastato un po’ d’Oki e un paio di notti tra brividi di freddo e sudate da cammello per tornare quasi in forma. Con l’antibiotico avevo già dato la settimana prima.

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Pensieri di un papà

Gli amici e la marea di regali inutili

In questi giorni ci stanno arrivando una marea di regali. In particolare dagli amici dei miei. Ovviamente nessuno ti chiede che cosa può esserti utile, ma vanno a comprare la prima cagata che gli viene in mente e tu ovviamente “a caval donato” non guardi in bocca.

Quindi ci ritroviamo con la casa piena di roba (la maggior parte inutile) costituita da: carrillon (ben tre) che al solo sentire la loro musichetta mi viene il nervoso. Coperte e copertine di ogni tipo, non si sa mai che il pupo abbia freddo! (Da notare che in casa nostra, con il riscaldamento centralizzato, ci saranno di giorno sui 26 gradi, alla faccia del pm 10). Cuffie e cuffiette che ovviamente, uscendo poco di casa, non riusciremo mai a fargliele mettere tutte. Poi notoriamente le cuffie si cambiano come i pannolini, tutti i giorni. Vuoi non farlo uscire ogni giorno con una cuffia diversa? Non si sa mai che si sporchi!

Calze e calzine, inutili pure quelle. Avete mai visto un neonato con le calze? Forse neanche al polo nord! La tutina basta e avanza.

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Da 0 a 9 mesi

Operazione passeggino (quasi) compiuta

A una settimana dal mio ultimo week end tra parquet e passeggini ci sono ricascato. Ormai parenti e loro amici fremono inspiegabilmente per regalarci cose, nonostante noi, anche un po’ per scaramanzia, lo avessimo proibito a tutti. Dopo aver ricevuto scarpine inutili (perché tutti comprano ste’ benedette scarpine se un neonato non cammina?), un paio di tutine, una coperta e un sacco nanna, ci siamo dati una mossa e abbiamo deciso comprare in anticipo il passeggino (anzi, come si dice adesso il “Trio” che fa più figo).

Fortunatamente i miei genitori (grazie soprattutto a mio padre) ci hanno detto: “Voi comprate quel che vi serve e noi poi vi diamo i soldi, cerchiamo di trattenerci dal farvi regali, anche se una tutina dai… non si nega a nessuno”. Rassicurati dal loro più che positivo proposito ci siamo tuffati alla ricerca del Trio (o Tris, come l’ha ribattezzato mia mamma che ha attaccato il fastidioso virus di storpiare i nomi pure a mia suocera).

Dopo un po’ di ricerche nei negozi e su internet, dopo aver misurato due ascensori (se Dio vorrà faremo il trasloco nella casa nuova quando il pupo avrà 4 mesi), dopo aver chiesto pareri ad amici esperti e dopo aver fatto un rapido sondaggio on the road sui modelli più diffusi tra le mamme in giro (ormai sono diventato bravissimo a riconoscere la marca di un passeggino da lontano… sigh), abbiamo scelto.