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Io lei e l'altro

Depression, bici, festa della mamma, kebab

kebab piattoSabato avevo il morale a terra. Ero stanco. Col gnappo che si svegliava a ripetizione di notte e gnolava tutto il giorno. Abbacchiato, quasi depresso. Triste. Ecco, la parola giusta è triste. Per fortuna non mi capita spesso, anzi, è quasi un’eccezione. Mi conosco, e quando mi succede non mi faccio prendere dal panico. Mi tengo la tristezza, mi ci macero un po’, e poi la lascio passare. Aver dormito un paio d’ore sabato mattina ovviamente ha aiutato.

In questi momenti avere una persona come Anna vicino è una benedizione. Perché se all’inizio, non capendo cosa avessi, mi ha cazziato (“Se stai così tutto il week end è meglio che torni dai tuoi e ci lasci da soli”), poi ha capito il mio abbacchiamento e mi ha coccolato un po’. Eh sì, anche noi papà abbiamo bisogno di coccole quando abbiamo il morale a terra.

Il motivo della tristezza ancora non l’ho capito. Sicuramente mancanza di sonno e un po’ di frustrazione per non essere riuscito a calmare il gnappo nei suoi ripetuti pianti. Se prima ero un maestro nella caccia al tesoro notturna del ciuccio e del riaddormentamento con carezzine sulla schiena, adesso la tecnica non basta più. Neanche riesco a mettergli il ciuccio in bocca o a dargli l’acqua. S’incazza e piange di più. E quando è la quinta o sesta volta nel cuore della notte che succede, bè, non è il massimo della vita diciamo.

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La gnola, gli alpini e un week end tranquilli

Cappello_AlpinoUff. Che fatica. Il gnappo è in modalità gnola (stato d’animo che nasce dall’unione tra Lagna, Tigna e Noia). Gnola di giorno, quando torna a casa dall’asilo. Ma soprattutto gnola di notte, con una media di circa 10 risvegli. E’ così da mercoledì e dopo la seconda notte insonne, passata a cercare di consolare l’inconsolabile, sono un tantino provato. Come sempre le abbiamo tentate tutte. Camomilla, a letto con noi, io con la brandina vicino al suo lettino, Dentinale sulle gengive, un po’ di Tachi, (perché non si sa mai che abbia male da qualche parte).

Niente, di giorno è intrattabile e di notte disperato. Se prima, quando si svegliava, era relativamente facile farlo riaddormentare rimettendogli il ciuccio, adesso il ciuccio non lo vuole più e si incazza quando provo a rimetterglielo. Urla disperate da svegliare mezzo quartiere. L’unico modo è prenderlo in braccio, svegliarlo, e dopo un bel po’ (magari anche accendendo la luce) si calma.

Ok, torniamo al solito mantra: “Saranno i denti”. La dentizione è ormai causa anche del buco dell’ozono, del fallimento di Lehman Brothers, dell’estinzione dei panda. “Saranno i denti”. Saranno i denti che lo rendono intrattabile quando gli diciamo di non darci gli schiaffi in faccia. Con le buone. E continua. Con le cattive. E continua ancora, per sfidarti. Con le cattivissime (ieri l’ho alzato di peso dal letto e gli ho dato un’urlata in faccia). E allora (forse) piange. Perché il gnappo è un duro, oltre che un testone. Non piange facilmente. Tiene tutto dentro. Non ti dà la soddisfazione di farsi vedere con le lacrime.

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Dal gambero al Moonwalker

moonwalkNCS. Non ci siamo. Il gambero si è trasformato in Moonwalker. Da un paio di giorni, dopo la settimana post febbre in cui l’antibiotico ha funzionato come sonnifero, le nottate sono tornate. Toste, tostissime. Non so perché. Forse perché il gnappo adesso lo lasciamo al nido più ore, dalla mattina fino alle 4. Forse perché l’ho cazziato una sera e l’ho mandato a letto piangendo dopo che mi aveva tirato l’ennesima manata sulla faccia. Forse perché sarà un’altra “fase”.

Se prima si svegliava e si riaddormentava quasi subito, magari perché perdeva il ciuccio o perché non riusciva a girarsi nel letto, adesso piange con il ciuccio in bocca. E non è un buon segno perché per calmarlo ci vuole del bello e del buono. Ieri, presi dalla disperazione, ho fatto scattare la “pratica brandina“. Non che avesse mai funzionato come pensavamo, ma tentar non nuoce e almeno mi sono risparmiato i chilometri a furia di fare avanti e indietro dalla nostra alla sua camera.

Adesso quando piange è sconsolato. Si calma dopo un po’ di carezze e shhh vari. Ma appena smetti, pensando che lui si sia riaddormentato, ricomincia disperato. E alle 4  e mezza di notte, dopo il secondo risveglio, non sei proprio lucidissimo per calmarlo come si deve. Ieri poi ci si è messa pure la tosse, che dalle 4.38 alle 6 non gli ha dato pace. Povero. Era stravolto anche lui. Dormiva e tossiva. Tossiva e dormiva.

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La magia di far scomparire il ciuccio

Altro dente altro regalo. E altra notte semi-insonne. Il bello è che il gnappo ci illude. Due notti fa, ad esempio, ha fatto una super tiratona dalle 10 di sera fino alle 8 di mattina. Ovviamente, visti i precedenti, non abbiamo cantato vittoria. E infatti: ieri dalle 2 e mezza in poi è stato un continuo di risvegli e pianti. Dopo la seconda alzata dal letto ho fatto scattare la “pratica brandina” (tra l’altro ho sentito che pure la signorina Rottermaier aka tataLucia la approva, evvai).

Ma la mia vicinanza fisica al suo lettino e la prontezza a far scattare il braccio per cullarlo al primo uè non sono servite. Ho provato anche a mettergli sulle gengive un po’ di Dentinale. Niente. Tra l’altro mi viene sempre il dubbio che siano davvero i denti… Le gengive stamattina sembravano intatte. Di denti gliene sono finora spuntati solo due in basso. Ce ne sono altri 26 (più i 4 del giudizio, ma quando sarà il momento saranno fatti suoi).

Alle 8, stremato, mi alzo. Lui come sempre si sveglia in lacrime. Io provo a fargli tirare ancora una mezz’ora con il ciuccio (di solito funziona). Sì, ma dov’è il ciuccio? Il gnappo è più bravo del mago Silvan e Houdini messi insieme e riesce a farlo sparire in una mossa: sputandolo. Lo imbosca talmente tanto bene (tra il materasso e le sponde, sotto il suo collo, immerso tra le coperte, per terra…) che per trovarlo servirebbe un cane da tartufo.

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La pratica brandina e la febbre a orologeria

Dopo l’inkazzatura con il mondo è tornato il sereno. Così come, dopo quattro giorni di inserimento all’asilo, è tornata la febbre. Taaaac. Aveva dato un avvertimento esattamente la settimana scorsa arrivando a 38.5. Venerdì sera avevo pianificato un aperitivo fuori con alcuni amici che ancora non avevano mai visto il gnappo da quando è nato. Era tutto organizzato da me alla (quasi) perfezione. Ovviamente saltò all’ultimo minuto.

Poi la febbre passò nel giro di un giorno. Il gnappo fu spedito all’asilo lunedì e io nel mentre, ancora in pieno mood organizzativ-Filiniano decisi di riprovarci con una uscita per una pizza con gli stessi amici e il gnappo per domani.

Ieri sera era un po’ caldo. Gli provo la febbre. Non ce l’ha. La notte però passa molto molto agitata. Lo mettiamo a letto con noi. Niente. La stufetta si sveglia ogni quarto d’ora piangendo. Alle 3 preso dalla disperazione, sentendo che sudava e scottava in fronte e in tutta la testina senza capelli, gli sparo in bocca una pipetta di takipirina 100. Poi lo rimetto nel suo lettino facendo scattare la “pratica brandina”.

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Gli 8 mesi di G. e l’inserimento in arrivo

Eccoci all’ottavo complemese. Con prove di gattonamento incluse. Il gnappo è uno spettacolo. E’ super interattivo, ormai ha abbandonato la tetta quasi completamente (ancora non sa quanto gli mancherà. Prima che una donna gli faccia ancora ciucciare una tetta gratis ne passerà di tempo!) e si spara due pappone al giorno, più yogurt e frutta omogeneizzata varia. Ogni tanto bigna un po’ per mangiare. Dipende dalle volte.

Ride sempre. Non so da chi abbia preso. Io non sono un musone, ma né io né Anna, abbiamo mai riso così tanto, neanche da piccoli. Se vede qualcuno che non conosce la prima cosa che fa è sorridergli. Se poi qualcuno gli dà attenzioni, è fatta. Conquistato.

Anche col sonno sembra che stia migliorando (non lo dico troppo forte però, ssssssshhhhhhhhhh). Invece delle solite 4 volte per notte, ultimamente ne sta facendo una o due, con ronfate mattutine record fino alle 9.20. Si sveglia di solito verso mezzanotte o l’uno (se va bene siamo ancora svegli) perché ha perso il ciuccio, e poi una volta verso l’alba. Pian piano si sta sistemando. Vedremo quando andrà al nido.

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Una litigatina prima delle vacanze ci sta sempre

Ieri il gnappo ha fatto una tiratona di sonno fino alle 5 di mattina. Miracolo. Ma io alle 2 ero già sveglio, preoccupato perché ancora non aveva pianto neanche una volta. Ansia? Abitudine a svegliarsi sempre?

Poi mi sono rigirato nel letto fin verso le 6. Anna alle 5 si è svegliata, preoccupata anche lei perché non aveva ancora sentito neanche una frignatina. Poi finalmente lui si sveglia. In lacrime come sempre. Poppatina. Poi si sveglia ancora un paio di volte. Così mi alzo io che ancora non ero riuscito a prendere sonno. Anna non fa in tempo a sentirlo.

Alle 8 abbiamo il pupo nel lettone sveglio come un grillo che dà calci e manate. Anna vorrebbe che mi alzassi io con lui e la lasciassi dormire un po’. (Io avevo la sveglia alle 9 ndr). Le dico della mia notte travagliata, mi giro dall’altra parte e faccio alzare lei. Poi piccola discussione mattutina:

“Tu non ti alzi mai con lui!”. Io: “Minkia ma proprio oggi che non ho dormito una cippa?“.

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E arrivò anche la seconda pappa

Il latte ormai gli è venuto a nausea. Si capisce perché poppa sempre più ad minkiam e anche con il biberon, dopo due o tre ciucciate, si mette a fare il pirla con la tettarella. A quasi sette mesi il gnappo vuole passare dalla modalità lattante alla modalità bambino. E ci sta riuscendo. Adesso siamo passati da una a due pappe al giorno.

Preferisce la crema mais e tapioca alla crema di riso e a quella multicereale. La prima sa di polenta, la seconda è quasi insapore. La terza fa abbastanza schifo. le poche volte in cui gliele preparo io, ci metto un bel po’ di formaggio grattugiato e olio. Almeno sanno di qualcosa.

Ieri sono andato a comprare nuovi intrugli per la sbobba del pupo: creme varie, pastina, semolino, frutta grattugiata (mela, mela e banana, pera). Non sapendo bene i suoi gusti mi sono pure sbagliato. Il signorino skifa tutta la frutta grattugiata (che ovviamente compriamo già pronta, senza sbatterci per farla noi home made) e ama invece quella omogeneizzata. Da bravo papà che non ha ancora imparato i gusti del proprio figlio gliene ho prese due scatole di grattugiata. Così me le dovrò mangiare tutte io.

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Due fantasmi si aggirano per casa

Due fantasmi si aggirano di notte per casa. Si muovono scalzi, in silenzio, brancolando nel buio, non appena odono un pianto disperato provenire dalla camera accanto.

I due, in ordine sparso, ancora addormentati, si buttano giù dal letto e camminano verso l’altra stanza, facendo attenzione a non sbattere contro la porta.

Ogni tanto accade l’imprevisto. Il fantasma femmina non si accorge che il fantasma maschio si è già alzato ed è già andato nella camera della disperazione. Così, quando arriva e vede il primo fantasma, in piedi, nella penombra, vicino al lettino di chi non ha pace, lancia un urlo. Il primo fantasma non accorgendosi dei passi e vedendo nel buio comparire all’improvviso il secondo fantasma, si spaventa e lancia un urlo a distanza ravvicinata.

I due, dopo il reciproco e tremendo spavento, scoppiano a ridere. Tornano a letto con le lacrime agli occhi. E si riaddormentano, con il sorriso sulle labbra, pensando a quanto sono deficienti. E ogni volta che si spaventano a vicenda, è come se fosse la prima volta. Succede spesso, di notte, ai due fantasmi che si aggirano per casa.