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Il bambino cozza

bambino cozzaUna cozza. Il gnappo nei week end passato a casa dai miei si è cozzizzato. Era da un po’ che non andava a casa loro. Ma stavolta, per riprendere confidenza con la casa ci ha messo un po’ più del solito. Appena arriviamo lo metto giù per farlo camminare. E piange. Lo riprendo in braccio. Gli faccio fare il giro delle stanze, lo metto sul divano, e ci gioco un po’. Si calma. Ma ad ogni mio spostamento mi segue, come fosse la mia ombra.

Un po’ lo capisco. La sua mamma degenere alias nonsonounamammaapprensiva non c’era perché doveva andare all’addio al nubilato di un’amica. Lui si era fatto venire anche la febbre (che per fortuna è passata venerdì notte) e non era al massimo della forma. Era reduce da una settimana dagli altri nonni, mentre noi ce la spassavamo bellamente in Salento. Quindi, insomma, c’ha anche un po’ ragione a gnolare. E vederlo così, attaccato come una cozza allo scoglio, per non dire allo scoglione, che sarei io, mi ha fatto tenerezza.

Sabato stava bene. La febbre gli viene così, giusto per romperci le scatole. Giusto per farti pensare a come riprogrammare il week end, facendomi saltare un esame all’università venerdì mattina e mettendo a rischio l’addio al nubilato di Anna, dove per fortuna, dopo aver insistito un po’  visto che la notte era passata tranquilla e la febbre gli era passata, è riuscita ad andare. Le rassicurazioni sono arrivate anche da mia mamma che pur di non averla tra le balle e potersi godere il nipotino al 100% l’ha tranquillizzata non poco.

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Bambini di un anno e sindrome da abbandono

firenze duomoWeek end a Firenze senza il gnappo. Lo abbiamo lasciato ai miei (santi subito) che se lo sono spupazzato volentieri per un giorno e mezzo, compresa la notte di sabato. Io e Anna ci siamo concessi questo regalino, un po’ per San Valentino e un po’ per il suo compleanno che arriverà tra pochi giorni.

Poteva andare tutto liscio? Ovviamente no, visto che la notte l’ho passata semi insonne causa ubriachi urlanti sotto le finestre dell’abergo. Anche se eravamo al quinto piano tra i piccoli vicoli rimbombava tutto. Alle 5.20 è arrivata la polizia e ne ha portato via uno. Ma è stato un continuo di schiamazzi, canti, liti, con mio giramento di balle a mille visto che per una volta che potevamo dormire manco quello sono riuscito a fare. Anna ovviamente ha ronfato come un ghiro. Beata lei.

Però, nel frattempo, dopo il mal di gola, è riuscita nel mentre a farsi venire il raffreddore (secondo me è sempre malata per colpa dell’aspiramuco del gnappo…) mentre io, da vero genio del male, avendo solo dietro un paio di scarpe nuove, sono riuscito a rimediare le vesciche ai piedi, l’ideale per andare in giro per la città. Almeno il tempo è stato clemente, e non è poco.

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