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Chi è che dorme nel mio letto?

Credo che il gnappo abbia un sensore interno per piangere di notte non appena io entro nella fase Rem. E’ successo ieri, così come tante altre volte. Il raggiungimento notturno della sua camera nel rincoglionimento più totale potrebbe benissimo essere una delle prove di “Giochi senza frontiere” o dei percorsi di “Mai dire Banzai”. La difficoltà più o meno è la stessa.

L’altra notte (saranno state le 5 del mattino) c’è stata poi un’altra bellissima scena in camera nostra. Da sonnambulo ho cercato, nel buio e nel sonno più totale, di prendere in braccio Anna. Forse stavo sognando e pensavo che nel lettone ci fosse il gnappo e che andasse portato in camera sua (ormai gli abbiamo dato il brutto vizio di portarlo nel lettone verso le 7 per farlo dormire ancora per un’oretta).

Senza rendermene conto mi sono inginocchiato sul letto e ho provato a prenderla da sotto le gambe per sollevarla. Con forza, ma senza riuscirci.

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La camomilla non basta, altre notti insonni

Mi sento un po’ come Magda, la moglie di Furio, lo spaccaballe di Bianco Rosso e Verdone. Anch’io voglio gridare: “Non ce la faaaccioo piùùùù!!!” (magari con lo stesso accento torinese). Sono tre notti che il gnappo ci sta facendo vedere i sorci verdi. Tre notti da incubo, con risvegli ogni ora.

Ogni tanto lo stronzetto ci illude. Come quando fa quelle notti in cui si sveglia unabarradue volte in tutto. E tu pensi: “Dai, dai che è migliorato! Dai che adesso ci fa dormire”. E appena lo hai pensato, lui la sera dopo ti punisce con una di quelle belle notti insonni in cui piange a ripetizione ogni ora. Quando anche se lo metti nel lettone piange lo stesso e non ti fa chiudere occhio. Oppure, come ieri, una di quelle notti in cui piange come un disperato fino all’una e mezza di notte e poi si sveglia alle 6 di mattina. E ti verrebbe da chiedergli: cosa ti ho fatto di male per farmi questo trattamento che non riservano neanche ai carcerati col 41bis negli interrogatori per farli confessare?

Che cos’ha? E vallo a sapere! Fame no (adesso finalmente mangia come un lupo e gli è pure venuta una bella panza da alcolizzato), mal di pancia no (lo tocco lì e non è che strilla di più), mal d’orecchie no (idem come sopra). Forse ha freddo? (solo oggi ci hanno acceso i termosifoni). Ma è super pigiamato e incopertato! Mal di denti? Mah, forse… (ma il mal di denti serio da quella notte insonne in cui non si riusciva a calmare con niente adesso lo so riconoscere).  In questi giorni invece sembra inconsolabile.

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Io e mia mamma

In questo mega ponte 25-aprile-week end-primo maggio l’allegra famigliola, composta da Anna + il gnappo, è andata a casa dei nonni materni. Io a causa di impegni vari per portare a casa la pagnotta ne approfitto per godermi un po’ di pace e per andare a trovare i miei.

Ultimamente non sto mai da solo con loro visto che quando ci vediamo c’è sempre il gnappo o altra gente e restare solo noi 3 (mia sorella è in giro per il mondo) mi fa tornare come ai tempi del liceo. La mia camera è più o meno sempre uguale, a parte il fatto che è diventata un simil magazzino-ufficio di mio papà. Ci sono però sempre un sacco di ricordi, di libri che mi piace riprendere in mano le sempre più rare volte in cui torno dai miei.

Ok, dopo questa visione idilliaca del “ma come è bello tornare adolescenti”, eccoci al dunque. Benedico Dio il giorno in cui ho deciso di studiare in un’altra città, di andare via da casa, di farmi la mia vita per i fatti miei. Anche se voglio ai miei genitori un bene dell’anima, più passa il tempo e più sono insofferente. Mia mamma (la tipica mamma ansiosa “dove vai-cosa fai-con chi vai-se vai, vai piano-dove sei andato? ecc. ecc.” mi dà sui nervi.

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Un po’ di sonnambulismo e nuovi assalti notturni

Da quando il pupo è nato sono diventato ancora più sonnambulo. Anche se non faccio più sogni erotici, come invece succedeva all’inizio della gravidanza, (si vede che ormai la pace dei sensi ha avuto la meglio su di me), da un po’ di tempo sono preda invece di un fenomeno più inquietante: mi sveglio nel cuore della notte e, nel panico, cerco il gnappo. E’ successo anche stanotte.

All’improvviso, forse durante un sogno, mi sono ritrovato nel letto addosso ad Anna (che ho svegliato per l’ennesima volta, ma ormai ci è abituata) al buio, per cercare il gnappo. Poi devo anche essermi avvicinato alla culla (che abbiamo di fianco al letto) per vedere se c’era. A quel punto, mi sono svegliato anch’io e dopo un “Ma cosa stai facendo?” detto dalla mia dolce metà, sono tornato buono buono nel mio cantuccio.

Non è la prima volta che mi capita. Subito dopo la nascita, nelle prime notti a casa in tre, su consiglio delle ostetriche abbiamo provato a far dormire il gnappo con noi nel lettone. Un disastro. Lui perché era scomodo, noi invece per l’ansia di schiacciarlo. La mattina, dopo averlo già rimesso nella culla, ci siamo trovati entrambi a tastare il letto in cerca del piccolo. Prima lei e poi io. “Tranquillo, è nella culla, anch’io l’ho fatto”, mi ha detto A. mentre mi stavo svegliando.

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Fotostory, è partita la ristrutturazione della nuova casa

Ecco un po’ di foto della casa che stiamo ristrutturando. Il cantiere è aperto e speriamo che finisca entro giugno.

La ricerca è stata una vera e propria odissea. Abbiamo iniziato a febbraio del 2011, in tempi non sospetti, quando il gnappo ancora non c’era. L’obiettivo era di trovarla entro 12 mesi anche per evitare di sputtanare troppi soldi in affitto che in due anni ci è costato più o meno sui 20mila euro. No comment.

All’inizio presi dall’entusiasmo, vedevamo anche 6 o 7 case al giorno. A volte un appuntamento ogni mezz’ora. Attraversando Milano in scooter come dei pazzi. L’entusiasmo si è spento quasi subito. Catapecchie assurde vendute a prezzi stratosferici, agenti immobiliari che avrebbero venduto anche la loro madre pur di darti la casa (per carità alcuni sono stati anche bravi, ma sono una minoranza). Case che su internet sembravano fighissime e che poi si rivelavano subito una delusione.

Intanto il tempo passava e di case guiste per le nostre esigenze e il nostro budget neanche l’ombra. Io e Anna con due visioni diverse e inconciliabili: io la volevo più grande e semi-“definitiva”, anche in caso di famiglia allargata. Lei preferiva che fosse in una bella zona invece, con bar e negozi vicini, semicentrale e residenziale.

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