La rivolta delle macchine

charlie chaplin tempi moderniQuesta è una di quelle giornate in cui sarei volentieri rimasto a letto. In due notti avrò dormito sì e no sei ore. Non tanto per Tatteo che si fa le sue tre poppate notturne ma almeno non piange. Lui sgrufola. Fa versi tipo cinghiale. L’altra sera, tornando a casa tardi, li ho beccati a letto che dormivano.

Anna stravolta con una tetta ancora al vento e lui di fianco, nel mondo dei sogni, con il suo capezzolo in bocca a mo’ di ciuccio. Ah, che felicità.

Ma alla mattina mi hanno buttato giù dal letto troppo presto i montatori di mobili. Che hanno portato la cameretta del gnappo. Peccato che l’abbiano montata a metà. Continua a leggere “La rivolta delle macchine”

Ancora risvegli, ma lui è sempre in forma

duracell suppostaIl gnappo ha una strategia per rimanere figlio unico: vuole eliminarci fisicamente. Forse ha intuito che non resterà a lungo il reuccio di casa e, prima di attentare alla salute del fratellino dopo la sua nascita, cerca di risolvere il problema alla radice. Via il dente (cioè i genitori) via il dolore.

Veniamo da una serie di notti con infiniti risvegli. Se prima la scusa erano i molari da mettere (sbavava come un cammello con pozzanghere di bava sul pavimento in ogni dove), adesso il motivo ci è ignoto: non c’è caldo, non c’è freddo, i denti dovrebbero essere a posto, di giorno è sereno come una Pasqua (tranne durante i suoi scleri quando gli si dice no). Insomma, di notte non trova ancora pace, e noi con lui.

Chiama la mamma. Di continuo: “Mammaaaaaa, mammaaaaaa!!”. E va avanti così fino a quando non si addormenta. Poi si sveglia e la richiama. A volte dice anche “no”. “Nooo! noooo!”, nel cuore della notte. Forse sogna, anche perché se gli parli non è proprio sveglio. L’unico modo che ho per calmarlo è dargli l’acqua quando la vuole (per farlo bere, non in faccia per svegliarlo), dargli la mano o accarezzarlo.

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Maturità

maturità 2014Non li invidio, se non per l’età che hanno. Perché la Maturità è una delle prove più difficili che uno studente possa affrontare nella vita. Inizi a rendertene conto verso la fine del penultimo anno delle superiori. Ma è solo un pensiero lontano. Poi arriva il quinto anno e l’ansia inizia a crescere con i mesi che passano. Perché i prof da subito te la menano con la matura. Tutto il programma è finalizzato al mega esame.

Arriva giugno. Sei cotto, ma devi tenere duro. Le prove scritte sono le più difficili. Poi ci sono gli orali, ma già lì inizi a vedere la luce in fondo al tunnel. Anche perché dopo sarà tutto finito e ci saranno finalmente le vacanze, le più spensierate della tua vita. Allora non c’era Facebook e neanche Twitter o Instagram, né i telefonini che facevano i “selfie”. Preistoria. Continua a leggere “Maturità”

Sonno e recriminazioni varie

stanchezzaChe fatica. Quando manca il sonno è sempre un casino. E stavolta il gnappo non c’entra nulla, la “colpa” è del lavoro. Anna è sotto scadenza per dei progetti e prima delle 2-3 di notte non riesce a venire a letto. E alla mattina si alza presto. Io idem. Con l’unica differenza che alla mattina potrei dormire, ma lei ovviamente con lui in giro non riesce a lavorare e me lo molla nel lettone verso le 9 del mattino.

La scena è tipo quella di un serpente a sonagli sguinzagliato in una gabbia di topolini: il nano si avvicina a me a gattoni alla velocità della luce e inizia a venirmi addosso e a mettermi le mani in faccia. Io, in stato semicomatoso, cerco di parare i colpi e metterlo buono, anticipandogli un po’ il pisolino della mattina.

Oggi ce l’ho fatta, ma mi ci è voluta un’ora buona. E’ stata però un’arma a doppio taglio. Se da un lato sono riuscito a spararmi ancora un paio d’ore di sonno sacrosanto, alla sera il gnappo non ne voleva sapere di andare a letto e Anna se l’è presa con me. Capita sempre così quando ognuno ha i suoi impegni e c’è il pupo da gestire. Recriminiamo e ci rinfacciamo le cose a vicenda. E non va bene.

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Sesso, l’importante è la qua..ità

E’ un po’ che non parlo di uno dei miei argomenti preferiti. Quello di cui si dice che “chi ne parla spesso è perché non ne fa”. Appunto. Quello. Insomma, trovare il tempo e quella minima vitalità per riuscire a praticarlo ormai è diventato un lusso. Un super lusso.

Sì perché la notte, da quando c’è il gnappo, è diventata un tabù. Un ta-ta-ta-tabù, dove però non si muove più nessuno, sempre che, quando non ci sono io, nel buio, non si infili quella sagoma che teneva in mano le liquirizie, non si sa mai! No, ormai di notte si dorme, quando ci si riesce. Toccare il letto diventa una conquista, il momento più bello della giornata. E il massimo del gioco erotico che può avvenire dopo una giornata-tipo col pupo è un bacino della buonanotte sulla bocca (senza lingua ovviamente).

Poi, per carità, ogni tanto il tempo si trova. Tipo quel quarto d’ora di libertà, dalle 18 alle 18.15, quando per puro culo ci troviamo a casa entrambi e dobbiamo anche fare in fretta perché se no ci sbattono fuori il gnappo dall’asilo e lo mettono a giocare con le raccomandate in portineria. Manco speedy gonzales.

Ok c’è il bello della clandestinità, come ai vecchi tempi. Puoi anche simulare un finto trasloco del letto senza insospettire minimamente la vicina del piano di sotto visto l’orario. Però… vuoi mettere con quelle volte in cui lo si faceva la mattina con calma e tranquillità, magari dopo la colazione?

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Quando la famiglia è in vacanza e le ronfate da competizione

Era da tempo che non mi facevo una dormita così. Forse da quando vivevo nella camera singola nella casa condivisa con i miei coinquilini. Praticamente, senza dovermi svegliare per il gnappo che piange o che al mattino urla di gioia, mi sono fatto una ronfata da competizione. La settimana al mare del resto della famiglia è una piccola vacanza anche per me, nonostante le mie ferie dal lavoro siano ancora lontane.

Purtroppo non è così per Anna. Il pupo, in stanza d’albergo con lei, sarà per il cambiamento di lettino, sarà per l’agitazione di essere al mare, si sveglia ancora almeno 4 o 5 volte per notte quando va bene. Così anche in vacanza, Anna dorme male.

Questi risvegli notturni andranno risolti quando torneranno a casa. In sei mesi, il gnappo è partito decisamente bene, con punte di lunghe dormite notturne tra il secondo e terzo mese, e poi un improvviso peggioramento, dovuto a chissà cosa. Ora si sveglia spesso, piange, a volte perché perde il ciuccio, altre volte perché si gira nel lettino e non riesce a rimettersi nella posizione che gli piace, altre volte per motivi a noi ignoti. Brutti sogni? Fame? Caldo? Vai a saperlo…

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