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La sveglia del week end

week endCinque giorni più due. Così è fatta la settimana. Nei cinque giorni di solito si va al lavoro, chi studia va a scuola, i nani vanno all’asilo. Nel week end il mondo si riposa. In teoria. Anche la settimana del gnappo è già scandita così. Da quando lo abbiamo mandato al nido. E credo che la sua settimana sarà scandita così a lungo, da adesso fino alla pensione  a quando potrà lavorare. Questa settimana finalmente andrà in vacanza al mare con Anna e i nonni. Questa quindi è la sua ultima settimana di asilo. Poi se ne riparla a settembre. Si fa un mese e mezzo di ferie, anche poco per la sua età. Ma c’est la vie.

Una delle sue maestre ci ha cazziati perché lo mandiamo a letto troppo tardi. Un mesetto fa Anna era andata a cena con le mamme dei bimbi dell’asilo e le maestre. Cena tra donne. Parlando del più e del meno salta fuori il discorso sonno. “A che ora lo mandate a letto?”, ci chiede Giada, la maestra del gnappo. “Mah, di solito verso le 10 – 10.30”, risponde Anna. “Ma siete matti? I bambini alle 9 devono essere a letto!”. Ops.

Anna mi riferisce la cazziata. Ne parliamo. Il fatto è che noi non ceniamo con le galline. Il gnappo mangia verso le 7 – 7 e mezza. Poi ceniamo noi. Poi due chiacchiere, un po’ di giochi (io spesso torno a casa alle 9 di sera e me lo vorrei spupazzare almeno una mezz’oretta…), pannolino, pigiama, due coccole sul lettone e tocca il materasso del suo lettino più o meno verso le 10. Poi il tempo per addormentarsi (che va dai 5 ai 25 minuti) e il nanetto è sistemato. Al mattino la sveglia è alle 8. E alle 9, dopo una veloce corsa sul passeggino, è all’asilo. Ma per svegliarlo ci vogliono le cannonate.

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Diciotto mesi = un anno e mezzo

grazie di esistereIl gnappo ha compiuto 18 mesi. Tra altri 18 ne avrà 36 e potrà giocare con tutti i giocattoli. Anche quelli che sulle istruzioni hanno scritto: “Non adatto ai bambini di età inferiore ai 36 mesi”. (A dir la verità con alcuni ci gioca già, ma non diciamolo in giro…).

Un anno e mezzo di gnappo, in olio d’oliva. Un barattolo che gira per casa, inizia a fare capricci, ha le sue belle abitudini, ci sveglia ancora (più volte) la notte, si ammala (a proposito, sono quasi tre settimane che non ha la febbre, strano!) e ci fa tanto divertire. E inkazzare pure, più o meno una volta al giorno. Più di me ci litiga Anna la sera, quando gli dà la pappa. Perché lui fa il coglione. Inizia bene e finisce male. Più o meno da quando lui si spazientisce e prova a lanciare giù il piatto dal seggiolone. Anna si arrabbia, lo sgrida e lui si fa il suo mezzo piantino, neanche tanto convinto.

Poi torno a casa io dal lavoro, con una gran voglia di rivederlo. E mi trovo i musi lunghi. Anzi, solo uno, quello di Anna, perché lui, dopo la cazziata, non ce l’ha più neanche in nota. Io entro e mi spara subito un sorrisone a sei denti. Così lo tormento un po’ e lui si fa delle grasse risatone. “L’ho appena sgridato”, dice Anna. Eccallà. E lui, nel mentre, è lì che mi fa le feste, con uno sguardo che dice: “Ma cosa vuole quella là?! Ma è sclerata, fammi giocare tu!”. L’infingardo.

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Due fantasmi si aggirano per casa

Due fantasmi si aggirano di notte per casa. Si muovono scalzi, in silenzio, brancolando nel buio, non appena odono un pianto disperato provenire dalla camera accanto.

I due, in ordine sparso, ancora addormentati, si buttano giù dal letto e camminano verso l’altra stanza, facendo attenzione a non sbattere contro la porta.

Ogni tanto accade l’imprevisto. Il fantasma femmina non si accorge che il fantasma maschio si è già alzato ed è già andato nella camera della disperazione. Così, quando arriva e vede il primo fantasma, in piedi, nella penombra, vicino al lettino di chi non ha pace, lancia un urlo. Il primo fantasma non accorgendosi dei passi e vedendo nel buio comparire all’improvviso il secondo fantasma, si spaventa e lancia un urlo a distanza ravvicinata.

I due, dopo il reciproco e tremendo spavento, scoppiano a ridere. Tornano a letto con le lacrime agli occhi. E si riaddormentano, con il sorriso sulle labbra, pensando a quanto sono deficienti. E ogni volta che si spaventano a vicenda, è come se fosse la prima volta. Succede spesso, di notte, ai due fantasmi che si aggirano per casa.

Una nuova missione, far prendere a G. il giro giusto

Dopo aver passato indenni il cambio dell’ora legale, ora ci aspetta ora una nuova sfida: far prendere al gnappo il “giro giusto” della notte.

Sappiamo di essere fortunati visto che per ora di notte davvero insonni non ce ne sono state. Ma, dopo l’iniziale entusiasmo, quando il pupo si svegliava solo una volta per notte, la situazione è andata stabilizzandosi sulle due poppate notturne. Il “problema” è che lui inizia a ronfare profondamente più o meno dalle 7 di sera. Così alle 6 di mattina è già sveglio come un grillo e pronto per elargre sorrisi a destra e a manca.

Ieri ho provato a svegliarlo per la poppata notturna delle 11. Niente, catatonico. Così, per non fare danni, lo abbiamo fatto poppare in stato di trance (lui è così la notte, riesce a poppare dormendo, senza nemmeno aprire gli occhi, beato lui).

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Insonnia pre-parto? Macché, è solo routine

Oggi faccio fatica a tenere gli occhi aperti. Come ogni tanto spesso mi succede, ieri notte mi sono girato e mi rigirato nel letto senza trovare pace. Capita quasi sempre quando alla mattina ho la sveglia più presto del solito. Mi corico, cerco la posizione “da sonno”, e i pensieri iniziano a girarmi nella testa. Pensieri per il parto? Per la casa da ristrutturare? Macché pensieri così, inutili, canzoncine assurde (tipo quella della cena della Bella e la Bestia che ho visto ieri l’altri in tv).

E mi giro e mi rigiro. Mi metto a pancia in su e quasi mi addormento. Ma niente, non ce la faccio. A tratti mi viene pure la “sudarella”. Sì, proprio quella di Christian De Sica ipocondriaco in Vacanze di Natale ’83. Allora mi scopro. Poi ho freddo e mi ricopro.

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Il dolce dormire e la stitichezza infantile

Oggi sveglia puntata alle 9.30. Spenta senza neanche sentirla. Sveglia effettiva alle 11.30 dopo circa 10 ore di sonno. Fantastico. So che è un lusso che presto finirà. Intanto ce lo godiamo finché possiamo. Il pupo è là dentro e per ora se ne sta buono nella sua piscina di placenta su misura.

Ieri abbiamo passato la giornata dai futuri nonni che al momento mostrano ancora una quasi finta-indifferenza per il lieto evento. Sbattimenti per il mutuo e un giro dal solito Bimbo store alla ricerca di cose che ci potrebbero servire presto. Tra tutti il mitico cuscino da allattamento (ce n’erano 5 modelli diversi tra i quali la scelta sarà difficile). Ho scoperto tra l’altro che la pula (la pula??) è uno dei materiali che infilano dentro gli aggeggi per le neomamme. Anna si è poi provata un marsupio porta mostro, che forse in futuro ci servirà. Proveremo a inseririlo nella lista-bimbo se mai ne faremo una.

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