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Più tette per tutti (anzi, per me)

seno allattamentoLe ho volute fotografare perché voglio tenere le prove. Ricordarmele così com’erano durante il secondo allattamento. Quello in cui The Second non si staccava mai e poppava come un matto ancora quattro o cinque volte per notte a otto mesi di vita.

Voglio ricordarmele perché so che tra poco potrebbero andarsene. Tornare come dopo il primo allattamento, prima della seconda gravidanza. Per carità, mica può essere sempre domenica e, anche se Anna minaccia sempre di voler ricorrere al chirurgo, io preferirei di no. Perché apprezzo sempre di più una prima sincera rispetto a una terza finta.

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Autosvezzamento, ovvero: lui si svezza da solo

autosvezzamentoE siamo “già” allo svezzamento. Per modo di dire, visto che The Second ha ormai 7 mesi e sarebbe anche ora di staccarlo da quelle tette che prima o poi potrebbero anche tornare al legittimo usufruttuario, cioè il sottoscritto.

Lui ha i suoi tempi. E’ il mantra che mi ripeto ogni volta.

Vi ricordate la crisi (mia, più che di Anna) con l’allattamento? Era fine maggio. E poco prima avevo scritto un altro post pensando di vedere la luce in fondo al tunnel. Illuso io. Ma sta di fatto che Anna ha tenuto duro, l’allattamento al seno è continuato, lui il latte dal biberon non l’ha mai preso (è un testone proprio), ma intanto è arrivato il momento di dargli anche altro cibo. O almeno provarci.

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Allattamento, svezzamento e la luce in fondo al tunnel (forse)

tunnelPensavo che la legge del contrappasso funzionasse anche in positivo. Mi sbagliavo. Avevo fatto i conti senza l’oste. Che è The Second e che di notte si sveglia a ripetizione.

Se il gnappo si è svegliato fino ai 2 anni e mezzo piangendo, almeno quattro volte (il motivo ancora non l’ho capito) la new entry non è da meno. L’unica differenza è che almeno non piange. Lui mangia. Ma il risultato è lo stesso. Soprattutto per Anna, visto che io per fortuna, durante alcune sue poppate nel cuore della notte neanche mi sveglio.

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E arrivò anche la seconda pappa

Il latte ormai gli è venuto a nausea. Si capisce perché poppa sempre più ad minkiam e anche con il biberon, dopo due o tre ciucciate, si mette a fare il pirla con la tettarella. A quasi sette mesi il gnappo vuole passare dalla modalità lattante alla modalità bambino. E ci sta riuscendo. Adesso siamo passati da una a due pappe al giorno.

Preferisce la crema mais e tapioca alla crema di riso e a quella multicereale. La prima sa di polenta, la seconda è quasi insapore. La terza fa abbastanza schifo. le poche volte in cui gliele preparo io, ci metto un bel po’ di formaggio grattugiato e olio. Almeno sanno di qualcosa.

Ieri sono andato a comprare nuovi intrugli per la sbobba del pupo: creme varie, pastina, semolino, frutta grattugiata (mela, mela e banana, pera). Non sapendo bene i suoi gusti mi sono pure sbagliato. Il signorino skifa tutta la frutta grattugiata (che ovviamente compriamo già pronta, senza sbatterci per farla noi home made) e ama invece quella omogeneizzata. Da bravo papà che non ha ancora imparato i gusti del proprio figlio gliene ho prese due scatole di grattugiata. Così me le dovrò mangiare tutte io.

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Quando mio figlio fa lo stronzetto

[Disclaimer: questo post non è adatto agli schizzinosi o ai deboli di stomaco].

Tra pochi giorni il gnappo compirà sei mesi. Anche se non è un gigante per la sua età sembra crescere a vista d’occhio. Sorride tanto. E’ davvero un simpaticone. Ormai me lo trovo sempre nel lettone alla mattina, quando Anna gli dà la sua poppata dell’alba. Praticamente fa colazione a letto il signorino. Bella vita eh?! Poi a volte si riaddormenta con la tetta in bocca, altre volte si sveglia e comincia a dare delle manate qua e là per svegliarci. Lo possino…

Appena mette il naso fuori casa si trasforma. Diventa un angioletto. Anche l’espressione cambia. Idem quando viene gente a casa nostra. Lunedì sera sono venuti due amici (tra l’altro in dolce attesa al terzo mese di gravidanza) a vedere Italia-Spagna. Il gnappo è stato bravo tutto il tempo. Sorrisi a destra e a manca e faccia da santo. Di solito invece verso sera, quando siamo solo noi tre, piange non si sa bene il perché.

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Domenica, svezzamento, pazienza: è solo l’inizio

Ieri gli abbiamo dato per la prima volta la mela. Non è andata male. All’inizio era un po’ perplesso, ma gli è piaciuta. Anche quando lo imboccavo io lui guardava sempre sua madre. Voleva essere sicuro forse che non lo stessi avvelenando. Ne ha mangiato mezzo vasetto. So che la mela va grattugiata a casa, direttamente dal frutto, ma noi per il debutto ci siamo affidati alle sapienti mani robotizzate della Nestlè.

Oggi ci abbiamo riprovato. Questa volta con la crema di riso (ogni volta che penso “crema di riso” mi viene in mente la canzone di Battiato che però diceva “carta di riso e canna di bambù”).

Comunque, ecco l’aggiornamento via mail di Anna, alle prese con i primi timidi tentativi di svezzamento del pupo, mentre io sono al lavoro:

—-Messaggio originale—-
Da: Anna
Data: 17-giu-2012 13.17
A: Federico
Ogg: Re: mestieri pericolosi…

“Gnappo rompe sempre un po’ la minchia ma adesso sta dormendo. Spero che tiri almeno un paio d’ore!! Prima gli ho preparato la pappa, na sbobba liquidissima e insapore. Te credo che gli fa schifo.

Cinque mesi di G., è in arrivo la tapioca per lo svezzamento

Cinque mesi di gnappo. In un battibaleno è passato dalla modalità neonato alla modalità bambino. Anche se i percentili (che ancora non ho mai capito come funzionino) dicono che è cresciuto un po’ meno della media, a me sembra un gigante.

Ride, fa casino la mattina presto e non mi fa dormire perché gorgheggia come un usignolo. Durante il giorno ha iniziato a rompere i coglioni e a piangere per chissà cosa. Vuole sempre stare in braccio e appena lo metti giù scatta il pianto finto-disperato. Mannaggiaattè!

Ma oltre a piangere sorride anche. Tanto. Quando mi vede, ma soprattutto quando vede la sua mamma. Un sorrisone a zero denti, in attesa che gliene cresca qualcuno prima o poi. Quando invece siamo fuori casa diventa un santo. Un angioletto. Si guarda intorno zitto e attento. Si lascia andare solo quando è in casa da solo con noi. Che culo!

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I tentativi (falliti) con il latte artificiale

Dopo 4 mesi di allattamento al seno, stiamo provando “l’aggiunta” con il latte artificiale. Il tutto perché, dopo aver fatto un esperimento, abbiamo intuito che forse il latte di Anna non bastava più. Il problema è la notte. Invece di dormire di più rispetto ai mesi scorsi (come ci avevano detto tutti: “vedrai che dal terzo mese le notti migliorano!”) il gnappo adesso si sveglia anche due volte per poppare. Al secondo mese da 0 a massimo una.

Così ho pensato andasse migliorata la poppata pre-nanna. Detto fatto, dopo averlo fatto poppare al seno, ho provato a dargli un biberon di latte materno. In un baleno se l’è scolato quasi tutto. Per la cronaca, quella notte, comunque, il pupo si è svegliato lo stesso una volta.

Però, senza saper né leggere né scrivere, siamo tuttavia corsi ai ripari chiamando la pediatra che ci ha consigliato una marca di latte artificiale (ovviamente una delle più costose in giro, l’Aptamil. Te pareva).

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