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La pratica brandina e la febbre a orologeria

Dopo l’inkazzatura con il mondo è tornato il sereno. Così come, dopo quattro giorni di inserimento all’asilo, è tornata la febbre. Taaaac. Aveva dato un avvertimento esattamente la settimana scorsa arrivando a 38.5. Venerdì sera avevo pianificato un aperitivo fuori con alcuni amici che ancora non avevano mai visto il gnappo da quando è nato. Era tutto organizzato da me alla (quasi) perfezione. Ovviamente saltò all’ultimo minuto.

Poi la febbre passò nel giro di un giorno. Il gnappo fu spedito all’asilo lunedì e io nel mentre, ancora in pieno mood organizzativ-Filiniano decisi di riprovarci con una uscita per una pizza con gli stessi amici e il gnappo per domani.

Ieri sera era un po’ caldo. Gli provo la febbre. Non ce l’ha. La notte però passa molto molto agitata. Lo mettiamo a letto con noi. Niente. La stufetta si sveglia ogni quarto d’ora piangendo. Alle 3 preso dalla disperazione, sentendo che sudava e scottava in fronte e in tutta la testina senza capelli, gli sparo in bocca una pipetta di takipirina 100. Poi lo rimetto nel suo lettino facendo scattare la “pratica brandina”.

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Etciù! E arrivò così la prima febbre

Prima la visita dalla pediatra, poi un brusco sbalzo caldo freddo, e forse i dentini da mettere. E così è arrivata anche la febbre. La prima febbre per il gnappino che ieri era mogio mogio, con tanti starnuti e con la testolina calda calda. Mattina 37.3, sera 38.5. Due notti insonni perché ogni mezz’ora si sveglia piangendo disperato. Di giorno, invece di sbracciarsi come al solito, appoggiava la testa sul petto di Anna come in segno di resa. Povero.

A 8 mesi è arrivata la prima febbre della sua vita. Un punto di non ritorno. Benvenuto nella vita reale gnappo, dove purtroppo esistono anche la malattia e il dolore. Eh sì, la bua è proprio un mistero. Non ti saprei spiegare perché c’è. Ma non ti preoccupare, vedrai che passerà.

Nel frattempo ti godi un po’ di coccole mie e della mamma che ti tengono sempre in braccio  e ti fanno anche dormire nel lettone. In primis per evitare loro di fare il solco in corridoio con tutte le migliaia di volte in cui si dovrebbero alzare, e poi perché è giusto che quando stai male ti arrivi una dose di coccole extra.

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