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Sempre di corsa

dalì tempo orologiChe non sto più scrivendo molto si era capito? Credo di sì. E mi dispiace. Ma questo ultimo periodo, diciamo dalla nascita di The Second in poi, è diventato sempre più convulso. Arrivo a sera e ancora ho cose da fare. Quando si dice “non ho tempo neanche per sciare” (con la p davanti). Non so come ma è vero.

Dico solo che in lunedì scorso sono riuscito a fare il “bisogno grosso” solo durante la pausa pranzo dicendo al mio commensale: “Vado a lavarmi le mani”. Di solito io non la lascio mai nei bagni pubblici. E ho detto tutto.

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Caro gnappo ti scrivo

caro figlio ti scrivoCaro gnappo,

          oggi tu compi due anni. Devi sapere che il tempo è relativo. Ad alcuni due anni possono sembrare tanti, ad altri invece pochi. A me il tempo sembra sempre fuggire via troppo in fretta. Non fai “in tempo” (appunto) a goderti un momento, che quello è già passato. Ma è giusto così, altrimenti sai che palle?! Lo scopo del gioco è vivere ogni attimo. Fosse facile.

Due anni. Come dice la mamma è “una bella età”. Lei lo dice perché tu adesso non hai pensieri, sei sempre gioioso e contento. Ridi sempre. Chi ti vede ogni tanto ti chiama il “bambino più felice del mondo”. E in effetti lo sei. Emani felicità. Una felicità contagiosa. Ed essere vicino a te, giocare con te, fare tante cose con te è bellissimo.

Due anni sono sicuramente una bella età. La mamma ha ragione. Ma io ci vedo anche delle piccole responsabilità, che purtroppo o per fortuna, che tu lo voglia o no, ti accompagneranno per tutta la vita. Ogni giorno ci sono nuove cose da imparare, a casa e all’asilo. Ecco, ad esempio andare all’asilo è già una bella responsabilità per te. E quando ci entri tutto felice, magari mano nella mano a qualche tuo amico, è davvero una grande soddisfazione per noi. Ok, ogni tanto piangi perché non vuoi entrare, ma è normale. A tutti capita di avere le balle girate, non ti preoccupare.

Quando ti vengo a prendere ogni tanto (più spesso lo fa la mamma) e ti vedo corrermi incontro felice, mi si apre il cuore. Come quando mi abbracci le ginocchia, magari facendoti un po’ male, perché di corsa ci sbatti contro la testa. Ogni giorno con te è un fantastico giorno. Anche quando fai i capricci perché è la tua giornata no?? Ma sì dai. La pazienza ogni tanto ci scappa, tu ti fai il tuo pianto (com’è difficile far scendere quelle lacrime, sei uno orgoglioso oltre che permaloso!), ma dopo poco torna il sereno. Non sono questi i problemi della vita. In questo ha ragione la mamma: “Due anni sono proprio una bella età”.

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Schiavi della televisione

teledipendenzaMi sono accorto di una cosa. Che la televisione sta togliendo spazio al gnappo. E che dopocena se non lo consideriamo abbastanza lui giustamente si arrabbia e fa di tutto per attirare la nostra attenzione. Me lo ha fatto notare ieri Anna, perché io da solo mica ci sarei arrivato. Ma dopo averlo finalmente messo a letto, mentre stavo lavando i piatti ci ho pensato. “Ecco, lo sapevo, ho creato un mostro, era meglio non dirti niente”, mi ha detto lei. Mi prende sempre in giro quando, dopo che lei mi fa notare le cose, io mi metto a rimuginarci sopra, magari ad alta voce.

Quando siamo andati a vivere insieme la tv la guardavamo pochissimo. Di giorno eravamo in giro. Di sera o uscivamo oppure cenavamo tardi e dopocena c’era giusto il tempo di un po’ di coccole sul divano prima di andare a letto. Ogni tanto l’accendevamo, facevamo un po’ di zapping per vedere se c’era qualcosa di bello, ma dopo mezz’ora al massimo la spegnevamo. Non siamo due teledipendenti. Siamo entrambi contrari ad avere la tv in camera a letto: “Come spegnere la passione in una coppia”, pensavamo. Neanche adesso abbiamo la tv in camera, ma non è quella che ci impedisce la pratica amorosa. Sarebbe il meno.

Comunque, da quando c’è il pupo, oggettivamente guardiamo più tv. Dopocena difficilmente si esce, mangiamo prima (una volta avevamo orari spagnoli, adesso sono le galline che ci dicono di aspettare ad apparecchiare la tavola), di solito il momento-gioco col gnappo è prima. Più o meno durante “I menu di Benedetta”, quella che cucina sempre in tacco 12 e non credo si fermi dopo la trasmissione per lavare piatti e padelle. Visto che il programma non è che mi interessi poi più di tanto ne approfitto per giocare. Poi si passa al momento pappa dove per non perdere la pazienza servono almeno 12 sedute di yoga preventive. Poi mangiamo io e Anna, con lui sul seggiolone e in sottofondo c’è il tg.

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A volte ritornano, e meno male

orologi tempoPile ricaricate. Casa pulita. Domani ritorna il resto della famiglia, parcheggiata per una settimana dai suoceri causa influenza di Anna. Quella che le ho attaccato io e che, dopo aver messo ko me, ha messo ko anche lei. L’unico che sembra averla scampata al momento è il nanerottolo che sembra avere finora degli anticorpi con gli attributi. Se li sarà fatti all’asilo, chissà. Speriamo che tengano.

Nella settimana dai nonni ha passato il tempo a inseguire i loro gatti, a mangiare poco come al solito, a provare a ballare con le musichette dei nuovi giochi, a smocciolare come una candela accesa. Domani la pacchia finisce anche per lui con il ritorno sotto la mia giurisdizione. Non farò più le ronfate da competizione in questi giorni, ma in compenso ho proprio voglia di saccagnarlo un po’.

Passato questo week end (tra l’altro andrà festeggiato anche il nostro 6° anniversario del giorno in cui ci siamo conosciuti) ci aspetta un “Natale in famiglia”. Manco fossimo in un telefilm. Quest’anno si va a pranzo da mia zia. Speriamo di levarcelo in fretta. Poi da Natale a Capodanno il passo è breve e se stiamo tutti bene pensavo di spararmi un paio di giorni alle terme, spa, o simili con Anna, lasciando il gnappo a qualche nonno che si offrisse volontario (dopo averlo avuto una settimana intera non sono poi così convinto che i miei suoceri siano così entusiasti!).

A Capodanno tornerò a fare il dj nel solito locale, questa volta, spero, senza le ansie dell’anno scorso, e poi passata la Befana, ci sarà da organizzare qualcosina per il primo compleanno del pupazzo. Già un anno. Mannaggia. Non è che Babbo Natale sarebbe così gentile da regalarmi qualcosa per fermare il tempo? O almeno per rallentarlo un po’. Perché io ormai faccio fatica a stargli dietro.