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Il trasloco dei giocattoli

trasloco giocattoli sparsi per casaOggi abbiamo fatto un mini trasloco. Abbiamo portato tutti i giochi del gnappo che erano in sala in camera sua, al posto dei libri e dei faldoni vari. Da quando abbiamo cambiato casa infatti, quasi tutti i giocattoli li abbiamo messi sul Billy che abbiamo in sala, alcuni nelle scatole, altri sugli scaffali. Altri nella cameretta, ma pochi. E’ in sala che il gnappo gioca di più. Alla mattina e alla sera. Prima, dopo e durante i pasti. L’idea di spostarli è venuta alla mia dolce metà: “Che ne dici se portiamo tutti i suoi giochi in camera sua? Così almeno si distrae meno quando mangia…”. “Ok, vedi tu”, le ho risposto. Mi sembrava una buona idea.

Sì perché il nano, mentre mangia fa finta di mangiare, indica sempre i suoi giochi. E finché non gli dai quello che vuole rompe le scatole e non apre la bocca. E noi, visto che ancora non parla, dobbiamo indovinare che giocattolo vuole. E non è facile. Di solito vuole le macchinine. Poi gliele diamo, lui ci illude buttando giù qualche cucchiaio e poi ricomincia a indicare i giochi. A caso. E via così. Non è contento finché non ha quello che vuole lui.

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Post trasloco 2, lo scambio di identità

I postumi del trasloco dureranno ancora per qualche tempo. Anche se devo dire che ormai siamo a buon punto. Fondamentale è stato l’aiuto dei suoceri, l’ho già detto. E di mio padre che ha dato una mano a rimbiancare la casa vecchia oltre a portarci gli scatoloni vuoti da riempire.

Certo, è stata una settimana intensa, ma alla fine, posso dire che ce l’abbiamo fatta. Ma non lo dico troppo forte, non si sa mai. Anna aveva abbastanza i nervi a fior di pelle e sono stato cazziato diverse volte. Ogni tanto anche davanti ai suoi e la cosa un po’ mi ha dato fastidio. Poi, passata la fase acuta del trasloco, è tornato il sereno. Ma la cosa che mi fa più incazzare di tutte e quando mi chiama per nome.

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Post trasloco 1: sensazioni varie

Credo ci siano poche cose paragonabili a un trasloco. Un mix di nervi tesi, stress, fatica, sbattimenti, pulizie, pratiche, che non auguro al mio peggior nemico. Per carità, tutto si fa, alla fine non ci siamo trasferiti a Capo Nord e nella casa dove eravamo in affitto ci siamo stati solo due anni e mezzo e non una vita. Ma la quantità di cose che siamo riusciti a mettere in circa 100 scatole, più mobilio vario, è abbastanza impressionante.

Non ti accorgi veramente di quanta roba c’è in casa tua finché non la vedi tutta nelle scatole. E’ un mistero. Detto questo, nel periodo pre e durante il trasloco, per non farmi mancare nulla, mi sono uscite prima le afte in bocca e poi le emorroidi (o le morroidi come direbbe qualcuno). No comment. Sono soddisfazioni.

Comunque, alla fine io ho fatto il mio, ma Anna ha sicuramente fatto di più. Io mi sono messo via la mia roba, mentre lei oltre a quella del gnappo anche quella comune (piatti, bicchieri, lenzuola & co.). Anche per questo sono stato accusato di essere un po’ uno scansafatiche.

E’ vero. Un trasloco può mettere seriamente in crisi una coppia. Per fortuna i suoi sono venuti a stare una settimana in un residence vicino alla nostra nuova casa e ci hanno dato una enorme mano. Sia a sistemare e pulire casa, che a disinscatolare, oltre che a tenere buono il gnappo che nel delirio tendeva ad essere un po’ più irrequieto del solito. Ma tutto sommato ha retto bene il cambiamento (almeno per ora).

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Una settimana di fuoco: c’è il TRASLOCO (ho fatto pure rima)

Iniziamo con il tour de force che ci porterà nella nuova casa. Ho chiesto qualche giorno di ferie (che prenderò anche dal blog) per inscatolare il nostro attuale appartamento, risolvere le ultime questioni, e cambiare finalmente residenza. Ovviamente dopo le doverose pulizie, viste le schifezze lasciate dal cantiere.

I lavori, dopo quattro mesi invece di tre, sono finalmente finiti. La casa è venuta carina anche se dovrò andare a litigare coi ristrutturatori che hanno fatto una schifezza con i muri del bagnetto piccolo. Praticamente sono venuti dei piccoli grumi di colore. Vabbè, cercherò di contrattare il più possibile sull’ultima rata del saldo di fine lavori.

Ce la possiamo fare (forse). Speriamo che il gnappo stia bravo. In questi due ultimi giorni è stato molto irrequieto, piangeva spesso, apparentemente senza motivo. Forse sente la nostra agitazione. Lunedì prossimo se tutto avremo ultimato il trasloco. Incrociamo le dita. Teniamo duro.

Primo maggio, su coraggio

Oggi il gnappo e Anna tornano a casa dopo una settimana dai nonni. Il gnappo sarà cresciutissimo. Baratto un po’ di sonno in meno con un po’ di sbaciucchiamenti in più. Si può fare.

Maggio si prospetta infuocato. Dovrebbero finire a fine mese i lavori di ristrutturazione della casa (ah, stanotte ho sognato di entrarci e non era ristrutturata come volevamo, vabè) e ai primi di giugno, si spera, faremo il trasloco. Ci mancano ovviamente un casino di cose da fare: andare a prendere la porta blindata, i termosifoni, impacchettare e imbiancare la vecchia casa e altri impegni che al momento non mi vengono in mente, ma so che arriveranno nel frattempo.

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