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Baaa, baaa, baaa: l’evoluzione del linguaggio

Ecco un po’ di versi del gnappo che da un paio di giorni sta cercando di mettere insieme dei discorsi. Non sono più emissioni vocali senza senso. No, adesso l’australopiteco si sta evolvendo e prova a fare dei versi più evoluti, prendendosi anche le sue pause e cercando di raccontarsela su.

Ecco un esempio di discorso gnappesco:

Gnappo mix novembre 2012

Così adesso abbiamo un bel sottofondo musicale. Chissà, forse alla lunga ci verrà voglia di spegnere questo “baaa baaaa baaaaaa” continuo del nostro chiacchierone. Ma purtroppo il telecomando per regolare il volume dei bambini ancora non l’hanno inventato.

Poi ho registrato anche un po’ di risate. Ne fa tante. E’ un bimbo sorridente e gioiso e ci mette allegria in un secondo, anche quando magari abbiamo le scatole girate. Ovviamente di notte si trasforma e tutte le risate del giorno si trasformano in pianti notturni, ma vabé, dalla vita non si può avere tutto.

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Oh che discorso! Ecco i primi versi di G.

Anche se la prima parola non è ancora arrivata, l’impegno c’è. Ora, oltre ai pianti e ai versi corporali vari, si provano le prime conversazioni con il pupo, fatte di piccole risate e ‘nghè vari.

Da notare il naso del gnappo, che, non si sa come, è sempre pieno! Ecco l’audio del dialogo sui massimi sistemi. Audio 

Gli splendidi versi di un neonato: rutti, scoregge & co.

Pianti, versi vari e i primi sorrisini. A poco più di un mese un neonato non ha molti modi per esprimersi. Ma già dai primi giorni di vita ci sono alcune espressioni corporali che fanno davvero ridere. Le metto in ordine di divertimento: starnuti, singhiozzo, rutti, scoregge.

Starnuti
Giacomo ha iniziato a starnutire (o sternutire) da subito. Eravamo fuori dalla sala parto quando sono iniziati i suoi primi etciù. Divertenti. Chissà dove ha imparato… Ma il bello è la faccia che fa dopo lo starnuto. Un mix tra lo stupito e l’infastidito. In una giornata lancerà almeno una decina di etciù o anche di più. Almeno uno ad ogni cambio pannolino e vari durante il giorno.

Singhiozzo
E’ il verso più fastidioso. Di solito il singhiozzo parte quasi automatico 5 minuti dopo la poppata. Hic…. hic…… hic………. hic…………………………………..hic….. Con una frequenza e una potenza sempre diverse, questo singhiozzone è un’agonia. Anche lì la sua faccia è un mix tra il rassegnato e l’incazzoso. Se non smette dopo dieci minuti inizia a frignare. Per rimediare mi sono inventato due metodi: 1) dargli le vitamine con la pipetta. Bevendo qualcosa il singhiozzo 90 su 100 passa. Sparargli la fisiologica nel naso. Anche qui, se non mi annega prima, l’hic hic a volte passa. Ma non è detto. Spesso resiste anche a questi trattamenti. E’ davvero una brutta bestia.

Mi sono inventato anche una canzoncina del singhiozzo. Fa così: “Singhiossòn now now, naninananow, singhiossòn now now ninananaw” quasi come le parole di un vecchio successo dance anni ’90. Gliela canto, ma come rimedio non funziona. Ma almeno io mi diverto un po’.

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