Togliere il pannolino, prove di spannolinamento

Ci stiamo lavorando, ma c’è ancora molto da fare. Siamo solo agli inizi. L’input è arrivato dall’asilo. Io al momento neanche ci pensavo. Il gnappo messo sul cessetto a fare i suoi bisognini. Cacca prima di tutto. Quando ho visto la foto che mi hanno mandato dall’asilo sono scoppiato a ridere. Fantastico. Lui seduto sul water da nani, come fanno i grandi. Che storia.

water asilo piccoliCosì, subito entusiasmato dall’idea, ho mandato Anna a comprare l’occorrente. Un riduttore d’asse, a misura di chiappette. Fare la cacca seduti su Topolino e Paperino. Son soddisfazioni eh.

Peccato che il collaudo non sia andato proprio nel migliore dei modi. E nel migliore dei tempi anche. Sì perché, preso dall’entusiasmo della novità, ho voluto subito ritentare l’esperimento a casa. “Se all’asilo ci sono riusciti, perché non dovrei riuscirci io…”, ho pensato. Solo che là, al nido, le maestre hanno anni di esperienza, con sederini, cacche e spinte di tutti i tipi. Per tanti bambini, più volte al giorno. Io invece sono un esordiente totale. Ho solo il gnappo ed è la prima volta che faccio l’esperimento. Che purtroppo non è andato come avrebbe dovuto.

riduttore water bimbiOre 8.15. Il gnappo si sveglia. Anna è già uscita.

Ore 8.17. Lo metto sul seggiolone per fare colazione. Latte, baulimorbidiamici alla marmellata che però non mangia più, gli sono venuti a noia si vede. Recupero con un po’ di pane e marmellata alla pesca. Un bradipo che mangia è più svelto di lui alla mattina.

Ore 8.30. Lo metto sul fasciatoio per cambiargli il pannolino. Come ogni mattina ha un patello che peserà 5 chili e mezzo, tutti di pipì. Dopo la toeletta, lo vesto con i vestiti che Anna mi ha preparato la sera prima (io non so mai dove mettere le mani per trovare la roba da mettergli…).

Ore 8.40. (Siamo al pelo, l’ingresso al nido è per le 9 al massimo). Mi vesto alla velocità della luce, con i vestiti che avevo su il giorno prima. Per fare prima la mia camicia è rimasta infilata dentro il maglione, così mi metto su tutto in un colpo solo.

Ore 8.42. Mi lavo i denti e la faccia. Il gnappo è in bagno con me che gioca vicino al bidet con il sapone liquido. Ad un certo punto lo sento spingere. (E’ un classico. Quando sei al pelo con i tempi, lui ci piazza un imprevisto, come a Monopoli. Tu peschi la carta e stai fermo un giro. Quei 10 minuti giusti per beccarti la cazziata dalle maestre).

Lo guardo. La faccia è quella da sforzo. Il sorriso enigmatico da spinta addominale. Mi viene il lampo di genio. Proviamo a fare l’esperimento dell’asilo!

“Tato stai facendo la cacca?”. Risponde sì con la testa. “Ti metto sul water?”. Doppio sì. Siamo già in bagno, non dobbiamo neanche fare tanta strada. In una frazione di secondo penso che il riduttore del cesso è ancora nel cellophane. No, non c’è tempo, meglio prendere al volo il tato e metterlo sul trono senza riduttore.

riduttore asse water bimbi okCon un colpo di mano provo a togliergli il pannolino per farlo sedere sul water. Troppo tardi. La fase espulsiva era già iniziata. Non sono stato abbastanza svelto. Forse non ho colto l’attimo, come invece hanno saputo fare le maestre.

Merda ovunque. Per terra, tipo mini cacca di mucca molle, spiattellata sul pavimento. Ma non solo. E’ anche sull’asse del water. E sulle sue gambe visto che non ho sganciato bene il pannolino e gli è rimasto ancora attaccato da un lato. Cacca in ogni dove, tranne che nel wc ovviamente. Trattengo il fiato (non per l’emozione, ma per la puzza).

Ore 8.50. Già mi immagino la cazziata delle maestre per il ritardo. Intanto prendo il gnappo, lo butto nel lavabo, lo lavo. Miracolosamente siamo riusciti a non sporcare le calze e i pantaloni della tuta. Non si sa come. Al volo gli rimetto il pannolino nuovo, lo rivesto e cerco di tenerlo lontano dal luogo del misfatto, per evitare che ci metta il piede sopra. Pulisco il tutto alla bell’e meglio e metto il pannolino sporco fuori dal davanzale (lo metterò più tardi nel mangiapannolini).

Ore 8.59. Esco di casa, dribblo la portinaia. Siamo in ritardo sparato.

Ore 9.05. Entro all’asilo. Suono perché la porta è già chiusa. Dietro di me un altro papà in ritardo. Entriamo insieme. Subito spiego l’inconveniente alle maestre, provando a dare la colpa un po’ anche a loro: “Ecco vi ho voluto imitare, ma non ce l’ho fatta. Per questo siamo in ritardo!”.

Mentre sono lì a fare un po’ di show, alla chetichella entra anche un altro papà, ancora più in ritardo di noi. Zitto zitto, mentre io sto deviando l’attenzione delle maestre, lui saluta sua figlia e se ne va, senza attirare l’attenzione. Mi deve un favore.