Tra una flessione e l’altra

flessioni nella neve

Giusto per rassicurare chi passa per caso ogni tanto di qua sul fatto che sono ancora vivo.

Sono vivo e lotto insieme a voi. Come sempre, del resto.

Con i gnappi che si ammalano alternati (prima The Second e poi il gnappo).

Con le solite sclerate quotidiane.

Ma anche con tanto ammmore quando il gnappo febbricitante viene nel lettone e mi abbraccia con quella sua testolina calda (in tutti i sensi, anche quando non è malato).

Sarà il caldo anomalo di questi giorni o perché comunque i bambini si devono ammalare, se no che bambini sono, per non perdere le buone vecchie abitudini visto che il carnevale ambrosiano si avvicina chiediamo l’aiuto del pubblico dei nonni che volentieri si trasformano in crocerossine pronte ad accudire amorevolmente i loro nipoti.

Mentre noi genitori degeneri non accudiamo nemmeno la prole nel momento del maggior bisogno.

In realtà a parte un po’ di catarro fisiologico stanno meglio di noi quei due là e soprattutto preferiscono di sicuro stare dai nonni che gli stanno dietro h24 e se li coccolano piuttosto che stare con noi che di sicuro, purtroppo, gli dedichiamo comunque meno attenzioni.

Così il gnappo si salta pure la festa di carnevale (un po’ come facevo io da piccolo che a carnevale ero sempre malato e mi vestivo in maschera in casa, che tristezza).

Ma in realtà a me il carnevale non è che sia mai piaciuto.

Ho un video di me da piccolo che recito la poesia di Natale con genitori e nonni.

Faceva più o meno così:

Ecco a voi le mascherine,
una per una ve le presento.
Sono allegre e birichine,
portan la gioia in ogni momento.

Ecco avanza, signore e signori,
Arlecchino di mille colori…

E poi non me la ricordo più perché sono andato a memoria davvero (ho una bella memoria a lungo termine io) mica ho cercato su Google.

Comunque supereremo anche questo carnevale e poi andiamo nel mio periodo dell’anno preferito, la Quaresima.

Quando le giornate si allungano e si fanno i fioretti.

È bello perché di solito l’aria è meno gelida e poi vuoi mettere fare un po’ di digiuno per la prova costume? 😉

Ah, non vi ho detto che ho iniziato anche a fare le flessioni in casa.

Anna mi prende in giro dicendo che sembro Kevin Spacey (in quale film mica l’ho capito perché non guardo i suoi film) però sono partito da 10 e adesso ne faccio (con un po’ di fatica in realtà) 20 di fila.

Però veloci eh.

Che per un mollusco come me è già un buon risultato.

Insomma, i 40 si avvicinano e quindi devo dare un senso alla mia vita.

Le flessioni in casa potrebbero essere una valida alternativa all’inesorabile avvicinamento di tutti gli uomini di mezza età al running.

Andare a correre ad ore improbabili, in ogni stagione, con vestiti aderenti e scarpe fluo (oltre a vari cardiofrequenzimetri rettali per misurare battito e prestazioni) sinceramente non fa per me.

Almeno per adesso.

Ma ai 40 non ci sono ancora arrivato.

Pubblicato da Fede

Blog di un papà imperfetto