Tre anni

rsz_gnappo_manoCaro gnappo,

    oggi compi tre anni. Stamattina quando ti ho svegliato per andare all’asilo avevi come sempre le balle girate. Ti ho cantato “tanti auguri” e poi ti ho portato sul divano per la fase di decompressione a base di abbracci. Le tue prime parole sono state una serie di no, anche piuttosto incazzosi. Un po’ ti capisco. Anche a me non piace svegliarmi la mattina. Siamo dei tiratardi.

Tre anni non sono pochi. Stai già invecchiando caro mio. Sotto al nasino, in controluce, vedo già i tuoi primi baffetti e un po’ mi fanno ridere. Ma sei bello lo stesso, anche se non sei più il nano cicciottoso di qualche anno fa. Adesso hai le manone e i piedoni e sei un bambino vero (un po’ come Pinocchio trasformato dalla Fata Turchina).

Praticamente sembri uno Hobbit. Ma sei bello, molto bello. E quelle fossette sulle guanciotte ancora da bimbo spero restino a decorare il tuo viso e renderlo ancora più simpatico di quanto non sia già.

Per adesso sei più bello di tuo fratello, ma sai, lui è ancora piccolo. Vedremo poi sulla distanza… Però sia tu che lui, per noi, siete i più bei bambini del mondo. Sai com’è… o’ scarrafone (lo cantava anche Pino Daniele, un giorno ti spiegherò chi è e cosa gli è successo).

Tu oltre che bello sei anche molto bravo. Con tuo fratello soprattutto sei bravissimo, lo riempi di bacini. Fuori, con gli altri, sei fantastico: non litighi per i giochi, sei sempre amichevole (tranne con quelli che non ti vanno a genio, ma ci sta) e tutti dicono che sei un bimbo solare e simpatico. Ed è vero. Con noi a volte sei un testone, altre volte dolce, spesso incazzoso e super irascibile, ma ti vogliamo bene lo stesso. E poi, insomma, con qualcuno ti dovrai pure sfogare no? In fondo siamo qui anche per questo.

Si vede che non sei uno sgamato. Tra un po’ ti dovrò dare qualche dritta per non farti fregare dagli altri. Tu in fondo sei un buono e gli altri ci mettono un secondo a farti su. Ma è ancora presto per drizzare le antenne. Intanto goditi la tua santa ingenuità e innocenza. E’ quello che dovrei riuscire a fare anch’io, a volte, per guardare la vita dal giusto punto di vista.

Ti vogliamo bene. Tanto. Tanto quanto non puoi immaginare. Anche se a volte ti sgridiamo, ti mettiamo in castigo, ti facciamo fare cose che non vuoi fare. Forse un giorno lo capirai, così come io ho capito a mia volta i no del mio papà e della mia mamma. Quelli si capiscono solo col tempo, adesso porta solo pazienza. Pazienza?! Vabbè, dai, insomma, fidati ecco…

A tre anni sei un bambino grande. Puoi giocare con tutti i giochi (anche se con quelli non adatti ai bambini di 36 mesi ci giocavi già da un po’, perché mica sei scemo a metterti i pezzi piccoli in bocca. Per certe cose sei veramente in gamba).

Io e la mamma adesso cercheremo di non parlarti più storpiando apposta le parole e ripetendo quello che dici tu. Perché dovremmo insegnarti a parlare un po’ meglio. Su questo devi e dobbiamo migliorare. Non vogliamo che l’anno prossimo, all’asilo dei grandi, tu ti trovi in difficoltà. Non vogliamo che qualcuno ti prenda in giro perché parli un po’ male. Dobbiamo iniziare a fare qualche frase di senso compiuto. Devi sforzarti un attimino anche tu però, perché mica ti possiamo tirar fuori le parole di bocca. Ma abbiamo ancora tempo. Ce la possiamo fare.

Per il resto niente. Noi non ti potremo mai fare nessun regalo più bello di quello che ci hai fatto tu venendo a sorpresa tra noi. Spero però che il garage delle Ferrari ti piaccia, anche se le macchine non sono blu. Spero che oggi tu ti diverta, che ti goda questa giornata. Che tutti ti facciano festa e che tu non ti arrabbi.

Tre anni fa eri nato tu. Prima non c’eri ed oggi ci sei. E questa è una cosa che ancora fatico a realizzare se ci penso. E se oggi siamo tutti contenti è perché ricordiamo quel giorno che io non dimenticherò mai, nemmeno tra un milione di anni. Cerca di essere felice anche tu, adesso, come tra cinque, dieci, vent’anni e oltre. Non è facile ma ci si può riuscire. Tu sei unico.

Buon compleanno gnappo e grazie per quello che sei.

Papà

ps. quella nella foto è la tua mano che ho fotografato l’altra notte mentre dormivi. Io e te dormiamo nella stessa posizione, con la stessa mano girata… Forte.