Tre mesi di The Second

the second cullaThe Second è The Second. E in quanto The Second non può ricevere tutte le attenzioni di The First, ovvero il gnappo. Peccato che a lui non freghi niente di essere nato per secondo e, bellamente, vuole ancora più attenzioni di quante ne volesse il fratellone quando aveva la sua età.

Di The Second non parlo tanto perché, brutalmente, non è più “la novità”. E’ brutto da dire, lo so. Ma c’est la vie. Tutte quelle scoperte che avevo fatto con il gnappo appena nato, le prime poppate, i primi cambi di pannolino, i temibilissimi risvegli notturni, sono adesso un déja vu. E quindi manca un po’ lo stupore. L’entusiasmo. La novità da raccontare.

Lui però, da nano 3mesenne, non ci fa caso e anzi, reclama a gran voce tutti i suoi diritti.

In particolare:

1) il latte (quello con la mamma intorno)

2) lo stare in braccio, sempre e comunque

3) l’essere portato in salvo, quando nei paraggi c’è il fratello che lo vuole baciare

Insomma, anche lui ha già capito tutto della vita e con il suo bel caratterino ci sta facendo passare delle giornate abbastanza provanti. Più alla mamma che se lo smazza all day long, rispetto al sottoscritto che a casa c’è e non c’è, a dir la verità. Ma anche questo credo sia nella natura delle cose.

Ogni bimbo è a sè ed è giusto che sia così. Ognuno è una persona unica e irripetibile, con il proprio carattere e come tale va rispettata. Ma perché tutti dicono che il secondo viene su da solo? Che di solito se il primogenito è stato piuttosto turbolento la natura ci mette una pezza? Che c’è la legge del contrappasso in positivo? Minkiate.

the second lettoThe Second piange un casino. Si incavola appena c’è qualcosa che non gli va. E quasi tutto non gli va. Il latte quando è troppo, il latte quando è poco, la navicella che adesso sta cominciando a diventargli stretta (mangia sempre e cresce a dismisura), il fratello che lo adora e gli sta addosso, il papà che non gli dà attenzioni ecc.

Ha un caratterino di quelli tosti lui. Molto tosto. Sa il fatto suo e lo ha fatto capire fin dai suoi primi giorni di vita. Ha gli occhi di uno che sa cosa vuole e che lo otterrà, che tu lo voglia o no. “Ha gli occhi cattivi”, dico io per scherzare. Solo che poi la gente mi prende sul serio (“Non si dice!!”) e mi dà del padre degenere. E anche il gnappo poi lo ripete, quindi devo starmene zitto. Vabé.

Posso almeno dire che è un rompiballe senza prendere denunce? Ok, l’ho detto. Posso dire che la mamma stravede per lui, mentre io sono un po’ più freddino? Ho detto anche questo. Posso dire che non me ne faccio un problema perché so che poi crescerà e il nostro rapporto sicuramente migliorerà (anche col gnappo all’inizio non andavamo proprio d’amore e d’accordo, ma adesso lui mi dà pure qualche bacino sulla guancia senza che io glielo chieda). Posso dire che, adesso come adesso, preferisco stare col gnappo e giocare con lui piuttosto che smazzarmi The Second? E che se la natura ha inventato le mamme per i neonati un motivo ci sarà, senza essere boicottato come Dolce e Gabbana? Ok, ho detto anche questo.

“Ma quindi gli vuoi meno bene?”. Ma no, che c’entra, il bene è un’altra cosa. Io descrivo la realtà delle cose. E che il carattere vien fuori subito. E gli occhi, anche quelli di un neonato, non dicono bugie. E si capisce subito che da me, quello lì, ha preso ben poco. Forse dall’idraulico qualcosa di più, ma da me poco e niente.

E quindi? Quindi niente, speriamo che cresca e migliori, chevvidevodi’. Speriamo stia sempre bene ovviamente (perché la salute prima di tutto) e poi che smetta di piangere quando lo molliamo giù (perché mica riesco a prendere una tata h24 che se lo spupazzi in braccio tutto il giorno) che inizi a dormire e a mangiare meno di notte (le sue 4 poppate e i suoi risvegli alle 5.10 di mattina sono micidiali), ma anche di giorno, perché quello lì più di una mezz’ora di sonno per volta non se la fa. Fa micropisoli. Figurati.

Adesso che ha passato i tre mesi speriamo evolva in certe cose. Ma lo dicevo anche per il gnappo, che dai tre mesi in poi ha iniziato a svegliarsi di default quattro volte per notte. Quindi sto zitto e vediamo come va. Una cosa è certa: tra fratelli è più geloso lui della mamma che il gnappo di lui. E questo non so se sia un bene o un male.

the second piangeComunque adesso abbiamo abbandonato la navicella durante la notte e abbiamo provato una nuova soluzione. La culla agganciata al lettone. Perché The Second nel lettone fino ad ora c’è stato anche troppo. Quindi cerchiamo di dargli i suoi spazi (e riprenderci i nostri). E’ proprio vero che i vizi che non davamo al primo li stiamo dando tutti al secondo. Ma la legge del contrappasso (quella secondo cui il secondo sarà sicuramente più tranquillo del primo) no eh? No. Ma va bene così, per carità.