Una doccia in due, come i grandi

Da qualche giorno stiamo sperimentando un nuovo tipo di gnappo-lavaggio. Dopo esserci rotti le scatole di montare, riempire, svuotare e sciacquare la vaschetta, adesso lo infilo con me in doccia e lo lavo con il doccino a parete. Il tutto perché ovviamente nella casa nuova non abbiamo la vasca da bagno, e di alternative, a parte gli spazzoloni dell’autolavaggio, non ce ne sono.

Metterlo in doccia con me ha i suoi pro e contro.

Pro: non devi montare la vaschetta, riempirla, svuotarla. Non vanno schizzi in giro. L’operazione lavaggio è molto più veloce. Ci si lava in due in un colpo solo. Ottimizzazione assicurata. Quando il gnappo crescerà sarà l’unico modo per lavarlo (se non si prende in considerazione l’idea di usare una canna da giardino).

Contro: è quasi impossibile (almeno nella nostra doccia) regolare la temperatura e la potenza del flusso dell’acqua: o è bollente o è fredda. O viene giù tipo cascate del Niagara o uno zampillo. Poi dopo 200 tentativi ce la si fa. Bisogna sedersi perché quando il pupo è insaponato sguscia via tipo anguilla cosparsa di olio. Quindi, nell’attesa di comprare uno sgabellino apposito, mi sono seduto nella doccia. E poi bisogna sempre essere in due, con Anna fuori che lo afferri per asciugarlo al volo. Ecco, in tutto questo l’essere in estate aiuta.

Più o meno i pro e i contro si equivalgono. E’ questione di abitudine. Per adesso andiamo avanti con la modalità doccia. Il gnappo sembra apprezzare, non piange (forse il fatto di essere in braccio aiuta). Anna anche, visto che lui entra sempre in doccia con me. Anche stamattina, prima di uscire, ci siamo lavati insieme e ho beccato quasi subito un buon rapporto temperatura/flusso manco fossi un ingegnere idraulico. Ci vogliono 5 minuti in più. Ma dal waterboarding alla doccia “da grande” un bel salto c’è stato.