Undici mesi di The Second

the second casaUndici mesi. E tra un mese un anno. Possibile? A me non sembra, ma il calendario dice che è così. Vabé, prendo atto.

Per me bambini a un anno sono bellissimi. E’ l’età perfetta. Cicciosi, abbastanza interattivi, piccoli, ma non piccolissimi.

Profumano ancora di buono, di bambino. Tranne quando gli cambi il patello, ma cambiarli sul fasciatoio, baciarli i piedini o fargli il solletico con la barba sotto al collo è una cosa che non si potrà fare per sempre. Quindi bisogna cogliere l’attimo e godercelo adesso, finché si può.

Anche se di notte si sveglia ancora n-volte la mattina è sempre contento, sorridente. Guarda la mamma con gli occhi dell’amore. Ancora non ha capito a che cosa serva il papà, ma si diverte quando lo faccio sedere sulla mia pancia sul lettone facendolo sballonzolare. Ride.

Poi quando lo cambio piange di default, perché ha paura che gli faccia la fisiologica. Si vede che ormai è shockato dal lavaggio waterboarding del naso. Ma a parte questo il nostro rapporto è notevolmente migliorato dopo gli inizi un po’ burrascosi.

Ci stiamo simpatici a vicenda, anche se i nostri caratteri sono diversissimi. Lui è uno che ha ben in mente l’obiettivo e fa di tutto per raggiungerlo. Lo vedi quando si mette a gattonare e si dirige come un missile verso la lavastoviglie (la sua passione quando la mamma ci infila i piatti) o il mio telefono sul comodino. Diversissimo dal gnappo, più simile a me in quanto a cazzeggio.

Quello che adesso apprezzo di più di lui è il rapporto con il fratellone. Quando viene lasciato in pace e non lo si fa piangere è un vero e sano rapporto tra fratelli. Speriamo duri. Il gnappo se non gli dà una botta per il nervoso lo fa giocare. The Second lo guarda sempre sorridente: “Il mio fratellone, bello!”, sempre voler dire. E ieri è stato bellissimo vederli rotolare uno sull’altro sul tappeto. Il gnappo che prova a prenderlo in braccio: “Pesa!”. E l’altro che si diverte nell’essere saccagnato con moderazione.

Parlando con Anna abbiamo constatato che le scocche ci vengono bene. Quei due nani (il grande è uno hobbit e il piccolo un barattolo ciccioso) sono proprio belli. Oggettivamente. Poi il software sarebbe da riprogrammare in certi casi, soprattutto di notte o quando il gnappo durante il giorno fa il minkione (spesso e volentieri). Ma non si può avere tutto dalla vita. Ci mancherebbe.

Ma quando al mattino vedi che quel Teletubbies bianco nel suo pigiama intero ti sorride appena sveglio e senti camminare l’altro con i piedoni pesanti che si alza da solo per venire in camera nostra e buttarsi sul lettone, pensi che questo che stiamo vivendo è un momento magico. Che passerà fin troppo in fretta. Che la stanchezza a volte non te lo fa godere al 100%. Ma è bello comunque. E allora proviamo a godercelo. Anche se solo per dieci minuti al giorno.