Il valore dei soldi, dalla paghetta al libretto di risparmio

risparmio bambiniNon so a che età ho imparato a usare i soldi. Il primo ricordo che ho è quando mio padre, da piccolo, mi aveva aperto un libretto di risparmio in banca. Ogni settimana mi dava la paghetta, dalle mille alle cinquemila lire se facevo il bravo e che io, da formichina quale ero, mettevo da parte.

Quel libretto di risparmio pian piano cresceva, anche grazie alle mance dei nonni che andavamo a trovare spesso, e col passare degli anni si è trasformato prima in un conto corrente per under 12, poi in uno per under 18 col bancomat e poi nel mio conto attuale. Su quel libretto-conto i soldi sono sempre aumentati, più o meno fino ai miei 30 anni. Poi è arrivata Anna, abbiamo comprato casa, e quel conto, in cui per una vita avevo messo i miei risparmi (dalle paghette dei nonni fino ai primi stipendi), è stato completamente svuotato. C’est  la vie. Ma va bene così: sono più povero, ma più felice (eccerto, crediamoci…).

Comunque, ora che “dall’altra parte del vetro” ci sono io, devo capire come e quando spiegare al gnappo il “valore dei soldi”. Sinceramente non so quale sia l’età giusta per parlargliene… Forse adesso è presto. Magari inizierò quando andrà alle elementari. Non ho la più pallida idea neanche di su come e quando dargli la sua prima paghetta. Adesso siamo ancora alla fase del rinforzo positivo con la “raccolta punti degli Avengers“. Ma prima o poi bisognerà pensarci.

Leggevo in un articolo sul Corriere mesi fa che bisognerebbe pensare a investire per i figli fin da quando sono piccoli, pensare già da adesso a quando andranno all’università (ecco, mi vien male al pensiero…). Tenendo conto del fatto che, tra 12 o 15 anni, i costi dell’università di chi oggi ha 6 anni arriveranno fino a 100mila euro. Più o meno. Sì, ok, ma come si fa?

valle_parsimoniaNon lo so, però so che prima o poi bisognerà pensarci, forse prima che poi, magari partendo dal porcellino salvadanaio o da uno di quei conti pensati apposta per il futuro dei nani, tipo Grande BPER, un libretto a zero spese di gestione che insegna ai bambini l’arte del risparmio con giochi e vignette da scaricare e colorare. Protagonisti sono Billo e Perla le cui avventure sono ambientate nella Valle di Parsimonia.

Billo e Perla

Billo e Perla

Giusto per spiegare in modo semplice il tema “soldi e risparmio”, visto che per parlargli di argomenti tipo spread, fondi di investimento, interessi attivi e passivi, credito al consumo, piani di accumulo, tan, taeg, bot e btp c’è tempo. Anche se non sarò io la persona adatta.

Ecco, prima di spiegare a lui mi piacerebbe capirne un po’ di più io. Anche perché se da bambino promettevo bene (da brava formichina riuscivo a mettere da parte tutto) adesso ogni volta che apro il mio home banking capisco che c’è qualcosa da rivedere. Forse avrei dovuto seguire il consiglio di mia mamma e studiare economia. Bisogna sempre ascoltare le mamme.

Post in collaborazione con BPER Banca